Annalisa Colzi
diritti umani

S.O.S. di un pastore protestante (2°parte)

DIRITTI UMANI

L’affermazione dei diritti umani sostiene di esser la grande conquista morale dell’età moderna. Ma questa affermazione è basata nella convinzione che tali diritti appartengano ad ogni essere umano in virtù della creazione divina. Como possono quei diritti sopravvivere quando le fondamenta sono distrutte?

La Dichiarazione Delle Nazioni Unite dei Diritti Umani (UDHR) è stata adottata nel 1948, mai usata dopo gli orrori della Seconda Guerra Mondiale. E’ stata adottata con spirito di speranza e disperazione. L’intellettuale francese Jacques Maritain, uno dei più importanti filosofi cattolici romani del secolo, è stato uno dei redattori della dichiarazione. Quella Dichiarazione è ora citata come dichiarazione definitiva dell’affermazione moderna dei diritti umani. La Dichiarazione afferma che tutti gli esseri umani possiedono “dignità intrinseca” e afferma: “tutti gli esseri umani nascono liberi, con eguale dignità e diritti. Sono dotati di ragione, coscienza e devono agire gli uni verso gli altri con spirito di fratellanza”.

Questa è un’eloquente dichiarazione in effetti, ma su cosa poggia? Meritain ha visto il problema. Nelle sue parole: “siamo concordi su questi diritti, a patto di non chiederci ‘perché’. Con il ‘perché’ ha inizio il contrasto”.

E la controversia non è mai finita. Inoltre, le Nazioni Unite hanno dimostrato di esser incapaci protettori degli stessi diritti che sostengono di difendere – basta vedere come muoiono dissanguati i cittadini della Syria.

Se siamo incidenti biologici – solo un altro primate – perché dovrebbe importare qualsiasi questione individuale della vita umana? E perché dovremmo rispettare un’astrazione chiamata ‘diritti umani’?

Un interessante testimonianza della forza di questa domanda arriva dalla fine del filosofo Ronald Dworkin. Nel suo ultimo libro, Religione Senza Dio, pubblicata postumo, il filosofo non credente ha fatto un’ammissione imbarazzante – il naturalismo filosofico non può sostenere il peso/costo dello stabilire diritti umani. Dworkin non è diventato un teista, ma ha argomentato che la sola difesa dei diritti umani doveva venire da argomenti spirituali, anche se ha preso la forma di quel che ha definito un “ateismo religioso”. Il libro non è stato il suo più grande capolavoro, ma ha rivelato qualcosa di veramente importante. Come un critico laico ha dichiarato apertamente, il vecchio filosofo era diventato contro tutte le sue intenzioni un teologo.

Non vi è alcun motivo laico che possa supportare e difendere i diritti umani. Inoltre, non vi è alcun sistema laico che possa adeguatamente classificare le richieste dei vari diritti che gli esseri umani presentano. Basta guardare la nostra attuale situazione. Richieste di libertà erotica – lo sfrenato diritto all’individuale, piena espressione sessuale, la realizzazione e la legittimità – ora trionfano sistematicamente in libertà religiosa.

La professoressa Mary Ann Glendon del Harvard Law School ha messo in guarda dal collasso dei diritti umani quando ogni cosa è trasformata nel secolare “diritto alla parola”. Il crollo positivo o negativo come categorie significative, avviene quando ogni cosa è un motivo per contrastare “diritti”. Ma senza positivo e negativo, non c’è modo di affermare che la negazione dei fondamentali diritti umani sia sbagliata.

E’ interessante notare che la stessa impresa dei diritti umani moderni è stata un tentativo di rimpiazzare la cultura cristiana della connessione dei diritti e delle responsabilità con un’alternativa completamente laica. Nel suo libro recente, La Fine Dei Diritti Umani, Stephen Hopgood dell’Università di Londra, ne parla; e lo fa in maniera convincente.

Le sue parole: “la mia tesi è semplice: l’umanesimo (presupposto culturale per i diritti umani) è stato la sostituzione laica per il Dio Cristiano”.  L’internazionale impresa moderna dei diritti umani è ‘una chiesa laica’”, ha spiegato. Il problema è chiaro – i membri di questa chiesa laica non cantano nemmeno dallo stesso libro di inni. Non condividono nemmeno un insieme di convinzioni.

La fiducia moderna che i diritti umani possano essere basati su una visione laica del mondo è stata una delusione crudele. Il progetto di basare i diritti umani in laiche speranze umane è stato un clamoroso fallimento. Senza teismo, non c’è base su cui poggiarsi e non c’è base su cui difendere gli indifesi.

PROSPERITA’ UMANA

Al centro della società umana, si trova la più importante di quelle strutture – la famiglia umana. Al centro della famiglia c’è il matrimonio. Ogni altra struttura, dal governo alla scuola, dalle azienda al volontariato, regge sulle basi del matrimonio e della famiglia. E nessuna struttura può ricollocare pienamente ciò che viene a mancare se la famiglia fallisce; o se il matrimonio non è pienamente rispettato.

Al centro del matrimonio c’è la promessa dei bambini. E l’investimento della responsabilità di nutrire, educare, allevare la nuova generazione della famiglia umana.

Vent’anni fa, nessuna nazione sulla terra poteva sposare legalmente persone dello stesso sesso. Ora, ci vien detto che il 40% degli americani vive dove il matrimonio omosessuale è legale. Un senso di inevitabilità incombe ora su tutta la nazione. Non possiamo semplicemente aumentare l’importanza per la prosperità umana se il matrimonio è sovvertito e trasformato  a lungo in modo non diretto, in quanto istituzione umana, verso la procreazione e l’educazione dei bambini. La prosperità umana sarà inevitabilmente danneggiata e permanentemente debilitata dalla sua ridefinizione.

E, tuttavia, come società abbiamo perso l’abilità di classificare le libertà e le rivendicazioni dei diritti. Ci manca la forza di dire chiaramente che le aspirazioni erotiche e la legittimità romantica devono esser dirette verso il matrimonio e rese responsabili al riguardo. Abbiamo seminato i semi di questa mancanza di coraggio col nostro tacito consenso ai cosiddetti divorzi “no fault” e all’idea di libera autonomia personale.

Ma cosa ci aspettavamo? Il matrimonio è stato ben compreso da ogni cultura precedente come ‘pre-politica’ – prima e oltre la capacità politica. Ogni cultura di ogni secolo prima di noi, ha compreso che il suo compito era quello di rispettare ciò che viene prima di essa e rende la cultura umana possibile – il matrimonio come unione monogama di un uomo e di una donna. Finora.

Se il matrimonio è semplicemente uno sviluppo umano, possiamo risanarlo giustamente. Se è la prova dell’evoluzione delle relazioni umane e legami affettivi, possiamo evolvere ulteriormente. Se è un laboratorio di sperimentazione nella speranza di una maggiore realizzazione umana, possiamo sperimentare con abbandono. Ma se è il dono di un Creatore amorevole che ci ha creati a sua immagine e ci ha dato il matrimonio e la famiglia come i più preziosi dei suoi buoni doni, i nostri esperimenti porteranno al disastro.

RAFFORZARE LE COSE CHE RESTANO

Nel Libro Dell’Apocalisse capitolo 3, versetto 2, troviamo la lettera del Signore Gesù Cristo alla Chiesa di Sardi. Comanda a quella chiesa di “rafforzare le cose che restano”. E quelle parole certamente corrispondono alle sfide della nostra cultura e dei nostri tempi. Senza esitazione, facciamo del nostro meglio per rafforzare le cose che permettono e provvedono allo sviluppo umano, che testimoniano la dignità umana e che incoraggiano i diritti umani. Portiamo testimonianza alla verità che queste cose buone non sono un nostro successo o il risultato della nostra sperimentazione sociale. Ma sono invece doni di un Dio sovrano e amorevole. Che si glorifica e benedice le sue creature con questi bei doni.

Il compito di coloro che ora vivono è quello di difendere queste verità in un tempo pericoloso – dobbiamo difenderle e lo faremo. Ma non siamo chiamati solo per difenderle, ma per eseguirle, riceverle e trovare la nostra gioia in esse. Questo significa che il nostro compito non è solo difendere il matrimonio, ma viverlo con dedizione nel mondo. Il nostro compito non è solo indicare la dignità dovuta a ogni membro della famiglia umana in ogni fase di sviluppo, ma difendere gli indifesi e lavorare per l’affermazione di questa dignità in ognuno – dagli anziani agli infermi, al bambino con la Sindrome di Down. Non siamo chiamati solo a difendere i diritti umani ma a combattere per loro, e a insistere che questi diritti non sono negoziabili perché il nostro Creatore ci ha dotato di questi diritti e non permette la negoziazione.

Quando ero con voi, lo scorso ottobre, ho detto qualcosa che ha stuzzicato i media di tutto il mondo. Ho detto che credo che non andremo in Paradiso insieme, ma potremmo andare insieme in carcere. Questo è stato lo scorso ottobre. E’ stato 4 mesi e pochi giorni fa. Da allora, le corti federali nel vostro stato hanno stabilito che i vostri divieti legali sia di matrimoni tra persone dello stesso sesso sia la poligamia sono incostituzionali. Da allora, il Presidente della vostra chiesa è stato convocato in un tribunale laico a Londra. Da allora, poco più di centro giorni fa, molto è cambiato.

Sanzioni civili e penali sono state recentemente mosse contro fornai, fotografi, fioristi; i quali non potrebbero, in buona coscienza, partecipare a matrimoni con persone dello stesso sesso. La libertà erotica è in salita e la libertà religiosa è in pericolo. Si può andare in prigione prima ancora di quanto pensiamo.

Questo è il motivo per la quale la nostra conversazione è molto importante, e perché necessitiamo di stare insieme su tanti problemi urgerti. La cosa più importante ora è che siamo chiamati a difendere la libertà religiosa per gli altri, così che quando vengono per voi, siamo lì, e così che quando vengono per noi, voi siete lì. Stiamo imparando da capo quello che l’affermazione della libertà religiosa di chiederà in questa pericolosa era.

Ma così come vengo tra voi, e così come sono onorato di questa opportunità di rivolgermi a voi, così io vengo come un amico tra amici a parlare di chi sono e di ciò in cui credo. Come Cristiano, la mia ultima fiducia non riposa nel matrimonio; o nella famiglia, o nella società civile; o nei diritti umani, o in qualsiasi affermazione umana della dignità umana; non importa per quanto efficace.

La mia fiducia è nel Signore, il Dio immutabile della Bibbia, che si è rivelato nella Bibbia; e che redime i peccatori attraverso l’espiazione compiuta da Suo Figlio, Gesù Cristo, che era sia pienamente umano sia pienamente divino. La mia fiducia è nel Vangelo rivelato da Cristo e predicato agli Apostoli – il Vangelo della salvezza per sola Fede in Cristo. Credo negli atti salvifici di Cristo nella Sua morte, sepoltura e Risurrezione del corpo dalla tomba. Credo che la Bibbia è la nostra sufficiente rivelazione scritta, infallibile e immutabile. Credo che si realizzerà la promessa di Salvezza di Dio; e che tutto quello che ha promesso in Cristo sarà dato. Credo nella verità immutata e immutabile, perché credo nel Dio che ci dice attraverso la Bibbia che non cambierà mai.

Posso chiudere i miei occhi la notte e posso aprirli affrontando ogni giorno. Perché so che il mio Redentore è vivo; e che la storia è nelle mani di un Dio uno e trino, Padre, Figlio e Spirito Santo. So che, insieme a tutti coloro che vengono a Lui per Fede, sono sicuro in Cristo. Posso confidare che Lui, come l’Apostolo Paolo afferma in modo noto, sarà fedele fino alla fine.

Albert Mohler

annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

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