Annalisa Colzi

Quando la preghiera diventa superstizione

di Vincenzo Panepinto

Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato questo articolo: La Madonna e i figli sprovveduti 
cercando di spiegare che certi messaggi whatsapp trasformano Dio in un distributore automatico di miracoli. Secondo questo articolo, delle volte, Dio si trasformerebbe in un distributore automatico di indulgenze. Penso però sia doveroso precisare che, mentre nel caso del messaggio whatsapp la bufala è lampante, qui ci si trova davanti a tradizioni e consuetudini radicate nel tempo e quindi chi le pratica può essere giustificato dalla buona fede nell’aver creduto che fossero vere. In ogni caso è bene avere la chiarezza su queste cose per non cadere nella superstizione che è cosa molto lontana da Dio.

IMPORTANTE!

L’autore dello scritto non intende affermare che la Chiesa abbia proibito di recitare queste preghiere, bensì vuole informare che la recita di un preciso numero di volte per/in tot giorni è una sorta di pratica superstiziosa e che si è appurato che tali pratiche o preghiere non provengono da rivelazioni.

Da qualche anno, sto cercando di informare le persone che alcune pratiche e preghiere spacciate come divinamente rivelate e contenenti presunte promesse e indulgenze, sono in realtà un inganno e che a suo tempo sia Leone XIII che Pio XII avevano dichiarato come false.
Qui di seguito indico le preghiere “incriminate” e a seguire i Documenti Ufficiali della Chiesa, presenti sul sito www.vatican.va i quali avvisavano e mettevano in guardia da certe pratiche che sanno di superstizione.
A seguire, poi, riporterò i vari link del Vaticano e le pagine ove se ne parla, in modo tale da avere Documenti Ufficiali della Chiesa.

LE PREGHIERE “INCRIMINATE”

Riporto le preghiere così come diffuse insieme a presunte promesse e approvazioni ecclesiastiche.

TI ADORO O CROCE SANTA

Ti adoro, o Croce Santa, che fosti ornata del Corpo Sacratissimo del mio Signore, coperta e tinta del suo Preziosissimo Sangue. Ti adoro, mio Dio, posto in croce per me. Ti adoro, o Croce Santa, per amore di Colui che è il mio Signore. Amen.
Recitata 33 volte il Venerdì Santo, libera 33 Anime del Purgatorio. Recitata 50 volte ogni venerdì, ne libera 5. Venne confermata dai Papi Adriano VI, Gregorio XIII e Paolo VI.

Altra variante è la seguente:

ORAZIONE da recitarsi davanti al Crocifisso

Adoro te, Croce preziosa, che con le venerabili membra del mio Signore Gesù Cristo foste adornata, e col suo preziosissimo sangue tinta. Adoro te mio Dio, posto su quella Croce per amor mio. Pater, Ave, Gloria e Requiem
Con questa Orazione si liberano tre anime dal Purgatorio ogni venerdì che si recita, e 33 al Venerdì Santo. Con Approvazione Ecclesiastica.

SENTIMENTI DI MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA

quando ricevette nelle braccia il Suo diletto Figlio.
O fonte inesausta di verità, come Ti sei disseccato!
O saggio dottor degli uomini, come te ne stai taciturno!
O splendore di eterna luce, come Ti sei estinto!
O verace amore, come mai la tua bella faccia è divenuta deforme!
O altissima divinità, come Ti fai vedere a me in tanta povertà.
O amore del mio cuore, quanto è grande la Tua bontà!
O delizia eterna del mio cuore, quanto eccessivi e molteplici sono stati i Tuoi dolori!

Signor mio Gesù Cristo, che hai comune col Padre e con lo Spinto Santo una sola e medesima natura, abbi pietà di ogni creatura e principalmente delle anime del Purgatorio! Così sia.
Cinque Credo, una Salve Regina ed un Pater Ave e Gloria secondo la intenzione del Sommo Pontefice ed un Eterno riposo.
Questa devozione, che si trovò in una cappella di Polonia è stata approvata da Innocenzio XI, il quale concesse la liberazione di quindici anime del Purgatorio ogni volta che si reciterà. Lo stesso fu confermata da Clemente III. La stessa liberazione (di quindici anime del Purgatorio) ogni volta che si reciterà questa orazione, fu confermata da Benedetto XIV con indulgenza plenaria. La stessa concessione fu confermata da Pio IX con l’aggiunta di altri 100 giorni d’indulgenza. Data nel dicembre 1847.

Orazione alla Piaga della Spalla di nostro Signore

Dilettissimo Signore Gesù Cristo, mansuetissimo Agnello di Dio, io povero peccatore, adoro e venero la Vostra Santissima Piaga che riceveste sulla Spalla nel portare la pesantissima Croce del Calvario, nella quale restarono scoperte tre Sacralissime Ossa, tollerando in essa un immenso dolore; Vi supplico, per virtù e meriti di detta Piaga, ad avere su di me misericordia col perdonarmi tutti i miei peccati sia mortali che veniali, ad assistermi nell’ora della morte e di condurmi nel vostro regno beato. 3 Pater, Ave e Gloria

San Bernardo, Abate di Chiaravalle, domandò nella preghiera a Nostro Signore quale fosse stato il maggior dolore sofferto nel corpo durante la sua Passione. Gli fu risposto: “Io ebbi una piaga sulla spalla, profonda tre dita, e tre ossa scoperte per portare la croce: questa piaga mi ha dato maggior pena e dolore di tutte le altre e dagli uomini non è conosciuta. Ma tu rivelala ai fedeli cristiani e sappi che qualunque grazia mi chiederanno in virtù di questa piaga verrà loro concessa; ed a tutti quelli che per amore di essa mi onoreranno con tre Pater, tre Ave e tre Gloria al giorno perdonerò i peccati veniali e non ricorderò più i mortali e non moriranno di morte improvvisa ed in punto di morte saranno visitati dalla Beata Vergine e conseguiranno la grazia e la misericordia”.

Le Orazioni di Santa Brigida e altre.

In Acta Sanctae Sedis n. 31 (1898-1899) a pagina 727, si legge questo Decreto:
A questa Sacra Congregazione, preposta alle Sacre Indulgenze e alle reliquie, sono pervenuti dei fogli che riportano preghiere con annesse indulgenze alle medesime attribuite, e sulla cui autenticità sono portati gravi dubbi. Pertanto questa Sacra Congregazione, affinché i fedeli non vengano tratti in errore, specialmente in questi tempi in cui tutti i nemici della Chiesa cercano ogni pretesto per irridere il tesoro inestimabile delle Indulgenze, che piamente, santamente, e incorrottamente si amministra, come da suo dovere ha avocato a se l’esame di questi fogli, e verificare e dichiarare qualora si trovi in essi promulgazione di indulgenze false, apocrife, e del tutto confuse, la diffusione di questi fogli sia del tutto proibita e le asserite indulgenze dichiarate apocrife e false.

Per qual motivo gli Em.mi Padri, riuniti in Vaticano il 5 maggio 1898 in Congregazione Generale, dopo matura riflessione, con unanime votazione hanno sottoscritto: i predetti fogli presentati a questa Sacra Congregazione sono da vietare e, come detto, le annesse indulgenze essere dichiarate apocrife e false
Fatta di questo relazione presso il S. Padre Leone XIII nell’udienza del 26 maggio 1898, dal sottoscritto Cardinale Prefetto, sua Santità ha approvato e confermato e dato il mandato di preparare un decreto generale, nel quale venga stabilito che il contenuto dei fogli annessi, o che si trovi espresso in edizioni diverse sia proscritto e che le indulgenze riportate in essi siano condannate come false e apocrife.

A seguire da pagina 728 a pagina 744 vengono elencate le diverse preghiere prese in esame:

Litanie della Beata Vergine Addolorata
L’Ave Maria dell’Addolorata
La “Corona di Spine”
L’Orazione alla Piaga della Spalla
La Corona “dei Meriti e della Passione di N.S. Gesù Cristo”
Le parole dette da Maria SS. Addolorata, quando ricevette il Corpo esamine nelle braccia (oggi conosciuta come “Sentimenti di Maria SS. Addolorata …”)
Orazione al Salvatore del mondo
Orazione di san Gregorio Papa
Orazione alla santa Croce da dirsi anche in sollievo delle anime purganti
Orazione alla Piaga della Spalla
Lettera di Gesù sulle gocce di Sangue sparse …
e altre preghiere fino a pagina 744 di quel Documento.

                                                                                                                                                                 A firma del Prefetto
Fr. Girolamo Card. Gotti
In data 26 maggio 1898

Inoltre, in Acta Sanctae Sedis n. 32 (1899-1900) a pagina 243 leggiamo la:
Regola VII e Regola VIII
La “Regola VII” dichiara che sono apocrife quelle indulgenze dichiarate in volanti e opuscoletti (aggiungerei oggi anche libri visto la grande diffusione che ne fanno) contenenti dubbie rivelazioni che quasi sfociano nella superstizione.
La “Regola VIII” dichiara: “I volantini e gli opuscoli [e i libri] che promettono ai fedeli che libereranno una o più anime dal Purgatorio con la recita di qualche preghiera o altro sono da respingere: e le indulgenze che sono soliti essere collegati a dette promesse sono da ritenersi apocrife”.

A queste preghiere si va ad aggiungere anche la “Orazione di Santa Geltrude” per liberare 1000 anime dal Purgatorio:
Eterno Padre, io offro il Preziosissimo Sangue del Tuo Divin Figlio, Gesù, in unione con le Messe dette in tutto il mondo, oggi, per tutte le Anime sante del Purgatorio per i peccatori di ogni luogo, per i peccatori della Chiesa universale, quelli della mia casa e dentro la mia famiglia. Amen.
Nostro Signore disse a Santa Geltrude la Grande che la seguente preghiera libererebbe mille anime dal Purgatorio ogni volta che venga detta con amore.

La preghiera è stata poi estesa anche ai peccatori viventi.

Andando a controllare i 5 volumi de L’Arando dell’Amore Divino” di santa Geltrude si può constatare che MAI santa Geltrude ha parlato di questa Orazione con “promesse” annesse.

Infine per quanto riguarda alle famose Orazioni di Santa Brigida leggiamo in Acta Apostolicae Sedis n. 46 (1954) a pagina 64 il MONITUM in cui si dichiara che le Promesse allegate a quelle orazioni sono FALSE in quanto in nessun modo si può constatare l’origine soprannaturale di dette orazioni, poiché Santa Brigida mai ha ricevuto e/o scritto quelle orazioni.

Link ai documenti Vaticani:

Acta Sanctae Sedis n. 31 (1898-1899)  a pagina 727-728 il Decreto, da pagina 728 a 744 le preghiere prese in esame.

Acta Sanctae Sedis n. 32 (1899-1900) a pagina 243 “Regula VII” – “Regula VIII”

Acta Apostolicae Sedis n. 46 (1954) a pagina 64 il MONITUM inerente le Orazioni di Santa Brigida

Per ricapitolare:
quelle preghiere che “promettono” la liberazione di una o più anime dal Purgatorio fin dai tempi di Papa Leone XIII sono state vietate in quanto di dubbia origine e soprattutto non hanno mai ricevuto approvazione da parte della Chiesa. Infatti è chiaro che in quei Decreti il Prefetto, con l’Approvazione di Leone XIII, ha smentito la diceria che Adriano VI, Gregorio XIII abbiano dato la loro approvazione a tali preghiere e soprattutto nemmeno Paolo VI ha mai dato alcuna approvazione alle stesse e i documenti, per chi vuole andare a controllare, sono tutti disponibili sul sito Ufficiale del Vaticano.

Allo stesso modo le altre preghiere poste in esame quali l’Orazione alla Spalla, Sentimenti di Maria SS. Addolorata e la lettera di Gesù sulle gocce di Sangue sparso, così tanto conosciute e diffuse.

Dicasi lo stesso delle famose orazioni di Santa Brigida smentite al tempo di Pio XII.

Conclusione: preghiamo incessantemente e con grande fede, ricordandoci sempre che con Dio non si fanno contrattazioni. Lui sa come “utilizzare al meglio” la nostra povera e semplice preghiera fatta con il cuore e con amore.

 foto da http://www.stroccoglencove.com/Arts-culture/QuindiciOrazioniDiSantaBridiga.htm

annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

4 commenti

Rispondi

  • signora Annalisa Colzi i tuoi link non corrispondono al sito vaticano. sono cose inventate se non vuoi pregare problemi tuoi.

  • I suoi link non corrispondono al sito Vaticano reindrizzano solo alla pagina Fb per raccogliere visualizzazioni…
    Sviare le persone con notizie false è un peccato come lo è instillare il dubbio e allontanare dalla serenità dalla preghiera fatta con fede.
    Chi è battezzato e dubita costantemente è un eretico.

  • Allora l’orazione di santa Brigida da recitarsi per 12 anni tutti i giorni, ho trascorso 3 anni inutili nel recitarla.

  • Non si prega mai inutilmente, anche io mi sono chiesta se sono promesse vere. Non bisogna attaccarsi alle promesse, xchè la fede diventa un baratto. Io Signore do a te e poi tu dai a me. Non funziona così la fede. La fede è principalmente amore verso Dio, non convenienza.

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