Annalisa Colzi

Possessione o effetto della droga?

“Abbiamo provato a pregar per loro ma la preghiera ha solo fatto arrabbiar di più i demoni”: nella terrificante “possessione” dell’orfana messicana che ha fatto uso di droghe diaboliche per contattare i suoi genitori morti con la tavoletta Ouija.

–          L’orfana Alexandra Huerta, 16 anni, ha usato la tavoletta Ouija con suo fratello e suo cugino dopo aver fatto uso di una potentissima droga “diabolica” (Brugsmansia)

–          Nel video fatto dai paramedici che ha scioccato il mondo questa settimana, la si può vedere nel pieno della “possessione

–          MailOnline  l’ha incontrata nella sua capanna in un remoto villaggio messicano di Tepotzlan

–          I suoi tutori ammettono che gli hanno detto come contattare i genitori morti usando la droga e la tavoletta

–          La droga è conosciuta anche come Angel’s Trumpet  per i suoi velenossissimi  fiori. Inducono allucinazioni tenebrose, confusione, paralisi muscolari e possono indurre alla morte in grandi dosi

–          Alexandra “aveva convulsioni e parlava in lingue a lei sconosciute”

–          I suoi tutori credono che la possessione fosse reale, aggiungono: “abbiam paura possa essere ancora posseduta da questi demoni”

La ragazza che ha scioccato il mondo questa settimana, dopo esser stata ripresa da “posseduta” dopo l’uso della tavoletta Ouija, stava provando a contattare i suoi genitori morti; e aveva fatto uso di droghe diaboliche usate in Messico per contattare the “spirit world” (spirito del mondo), MailOnline lo rivela oggi.

L’orfana sedicenne Alexandra Huerta, che è apparsa posseduta da spiriti maligni in un video girato dai paramedici, aveva fatto uso di Brugmansia, una pianta velenosa che cresce nelle regioni tropicali dell’America Latina.

La droga è conosciuta anche come Angel’s Trumpet per i suoi velenosissimi fiori e provoca allucinazioni tenebrose, confusione, paralisi muscolari e può indurre alla morte in grandi dosi.

Brugmansia può indurre a infermità mentale/pazzia temporanea, specialmente in coloro che non sono ancora adulti.

“Ha iniziato ad avere convulsioni e urlava di terribili visioni”, ha detto Maria Camano, 48 anni, sua tutrice nella casa in cui i tre ragazzi hanno contattato i morti il 22 Giugno.

“Abbiamo iniziato a pregar per loro e a provare a farli pregare, ma ciò ha solo fatto arrabbiare ancor di più i demoni che la possedevano”, ha detto in un’intervista con il MailOnline nella casa vicina al villaggio di Tepotzlan dove l’episodio ha avuto luogo.

Maria ha dato una terrificante descrizione degli effetti che la tavoletta Ouija e che la droga “fiori a campana” (o fiori a tromba), com’è conosciuta in America Latina, hanno avuto su Alexandra, suo fratello e suo cugino.

Credono ancora fermamente che erano realmente posseduti.

I giovani, dopo pochi minuti che giocavano con la tavoletta hanno iniziato a gridare per le terribili visioni e a cercare di farsi male.

“Ho pensato stessero perdendo la testa” ha detto Maria.

“Ci sono un sacco di sciamani nelle colline dove viviamo ed ero terrorizzata quando ho visto quello che la tavoletta Ouija ha fatto loro”.

“Lei era posseduta da uno spirito che voleva farle del male”.

Inizialmente, Maria, è andata dal prete della zona per far sottoporre ad un esorcismo i tre ragazzi, ma il sacerdote ha rifiutato perché non frequentano la chiesa regolarmente.

“Il sacerdote della zona non sarebbe comunque in grado di farlo. Abbiamo bisogno di sacerdoti speciali che vengano dalla capitale per eseguire l’esorcismo” ha aggiunto Maria.

Poi l’ambulanza è stata chiamata e quel che è successo dopo ha portato il fatto alla notorietà in tutto il mondo.

Alexandra è apparsa in un video di 2 minuti girato dai paramedici, apparentemente posseduta da spiriti maligni, legata alla barella dell’ambulanza per paura che potesse farsi del male.

Nel video che ha girato tutta internet, l’orfana sedicenne passava da gemiti a risate isteriche e borbottava tra sé e sé.

“Sto per morire”, dice in un punto del video mentre ride di sé.

“Per cosa stai ridendo?”, gli ha chiesto il paramedico.

“Perché stai per morire? Devi star meglio, la tua famiglia ti sta aspettando!”.

“Moriranno”, ha risposto la ragazza.

I dottori, all’ospedale di Tepozlan dove i tre ragazzi sono stati portati, hanno detto: “dicevano di sentirsi intorpiditi, di veder doppio, di non veder proprio, accusavano sordità, allucinazioni, spasmi muscolari e difficoltà a deglutire”.

“Alexandra parlava lingue che non conosceva e con una voce che non era la sua”, ha detto la signora Camano.

I tre ragazzi sono rimasti sotto l’effetto della droga Brugmansia  per 7 ore.

La droga causa potenti incubi ed è usata in molte religioni sciamaniche in Messico per permettere alle persone di entrare in contatto col mondo degli spiriti.

“Lei passava dalle risate isteriche  al minacciare di uccidersi”.

Ha provato a farsi del male con utensili da cucina.

“E’ stato orribile assistere a tutto questo”, ha detto Maria.

“Quando è entrata in trance,  abbiamo provato a portarla in giro costringendola ad annusare cipolla e alcool; ma non l’ha aiutata per niente”, ha detto al MailOnline.

“Era una persona completamente diversa”.

Alexandra è orfana;  e con suo fratello Sergio e suo cugino Fernando ha usato la magia Ouija per contattare i genitori defunti.

“Non ha mai conosciuto i suoi genitori; son morti quando aveva solo un anno”. Ha detto Josè Camano, capo della casa che ospita orfani provenienti da altre dieci famiglie.

“Lei voleva contattarli e noi le abbiam detto che questo era un modo per farlo”.

I tre ragazzi li hanno lasciati presto domenica mattina per andare a cercare la droga, i cui fiori crescono prevalentemente nelle aree della foresta tropicale intorno al villaggio nello stato messicano di Morelos – un’ora a sud della Città del Messico.

La pianta viene fatta bollire nel thè e dopo consumata.

Gli orfani hanno bevuto l’intruglio pericoloso un’ora prima di iniziare la loro seduta spiritica.

“Speravano avrebbe aperto le loro menti agli spiriti che provavano a contattare”, ha detto il signor Camano.

“Sapevamo quello che stavano facendo”, ha detto.

Il signor Camano ha incoraggiato Alexandra a contattare i genitori morti con l’uso della sua tavoletta Ouija.

“Ma non avremmo mai pensato che potesse causare possessione, siamo semplicemente felici di riaverli a casa di nuovo”.

Alexandra ha passato domenica notte in ospedale, dopo il suo “brutto viaggio” è tornata tranquillamente a casa lunedì.

I suoi tutori si son rifiutati di lasciarla parlare.

“Lei è a riposo dopo la grande sofferenza subita; vogliamo esser certi che è al sicuro”, ha detto Josè, che coltiva e vende verdure per il suo sostentamento.

“Vogliamo denunciare il paramedico che ha filmato Alexandra”, ha detto.

“L’intera famiglia soffre per quel che è successo”.

“Alexandra non ricorda quel che è successo dopo che ha iniziato a usare la tavoletta Ouija”, ha detto Josè, quindi non c’è modo di sapere se i ragazzi hanno contattato i genitori morti in un qualsiasi momento della loro sofferenza.

Josè ha aggiunto: “lei si è svegliata in ospedale. Siamo preoccupati possa esser ancora posseduta da questi demoni”.

“Sappiamo che abbiamo fatto una cosa molto sbagliata”, ha detto la signora Camano.

“Lei è una ragazza cristiana che non ha mai bevuto alcolici. Non avremmo dovuto incoraggiarla a provare con la magia nera per contattare i genitori”.

Conosciuto anche come “spirit board”, Ouija era un gioco di società vittoriano. I partecipanti muovono un indicatore di legno o vetro; presumibilmente canalizzato da spiriti, attraverso una tavoletta con lettere dell’alfabeto; numeri da uno a nove e le parole “sì”, “no”, “ciao” e “arrivederci”.

Le principali religioni rifiutano questo gioco vedendo la tavoletta come una minaccia spirituale e avvertono i credenti a non usarla. Molti altri credono che sia solo un gioco senza poteri speciali.

http://www.dailymail.co.uk/news/article-2669593/EXCLUSIVE-We-tried-pray-demons-angrier-Inside-terrifying-possession-Mexican-orphan-girl-took-shamanic-drugs-contact-dead-parents-Ouija-board.html?ito=embedded

annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

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