Annalisa Colzi
padre matteo

Padre Matteo d’Agnone: Un santo contro il demonio e contro Halloween

di Sabino Sabini

Quest’estate ho ricevuto l’onore di leggere in anteprima un bellissimo libro.

“Un santo contro il demonio” (edizioni Segno), scritto dal mio amico sacerdote Don Antonio Mattatelli, esorcista della diocesi di Tricarico (Pz) e parroco di Montemurro (Pz). Mi sono immerso nella storia di un grande santo che non conoscevo, il servo di Dio Padre Matteo d’Agnone, rimanendo davvero ammirato dall’umiltà di questo cappuccino – vissuto a cavallo tra il XVI e XVII secolo – colmo di carismi e potente esorcista.

Padre Matteo, al secolo Prospero Lolli, nacque il 30 novembre 1563 ad Agnone – già allora nota per la fabbrica di campane – ridente cittadina molisana della provincia di Isernia e facente parte del vicereame di Napoli.

Nato in una famiglia benestante e religiosa, sin da piccolo aveva mostrato un’innata predisposizione alla vita spirituale. Si narra che allestiva piccoli altari con fiori, candele ed immagini sacre. E indossando una camicia bianca lunga fino ai piedi, ripeteva alla perfezione le omelie che aveva ascoltato in chiesa. Crescendo questa sua passione si rafforzava. Tutto sembrava annunciare un luminoso futuro per il figlio del “Signor Lolli”, forse in ambito ecclesiastico.

Ma come spesso accade nella vita dei santi, ecco giungere una dura prova mediante la quale il Signore forgia nel dolore e nell’angoscia lo spirito delle anime sue predilette. Accadde che un suo amico prese di nascosto la pistola del padre. E mentre ci giocavano partì accidentalmente un colpo uccidendolo.

Il giovane Prospero pur non avendo nessuna responsabilità diretta nell’accaduto, dovette ribadire spesso la sua innocenza. Ma poiché la vittima, morendo tra le braccia della mamma, fece il nome di “Prospero Lolli”, si rafforzarono su di lui sospetti ed accuse, costringendolo a trasferirsi a Napoli.

Tempo dopo, proprio nella capitale del Regno, intraprese gli studi di medicina e filosofia. Inoltre, stimolato dalla sofferenza per il triste accaduto, intensificò anche la sua vita spirituale.

Cercava in Dio un rifugio dagli scrupoli e sensi di colpa che portava dentro e si lasciò guidare in questo cammino dai padri gesuiti, grandi maestri di spirito, mediante la preghiera e una più assidua partecipazione alla messa, in modo particolare con la santa comunione (in quei periodi la si riceveva di rado).
Man mano che cresceva spiritualmente, si faceva strada in lui l’idea di offrirsi completamente a Dio. I gesuiti lo volevano con loro, ma si lasciò persuadere a diventare cappuccino da un suo fraterno amico, con il quale condivideva la stessa chiamata. E che poi divenne Padre Tommaso da Trivento, anch’egli religioso di vita integerrima.

Fra’ Matteo entrò in noviziato a Sessa Aurunca nel 1579 e fu ordinato sacerdote a Bologna il 20 settembre 1587. Ma proprio durante la sua preparazione al sacerdozio avvenne un primo evento rivelatore dello straordinario carisma di liberazione dal demonio di cui il Signore l’aveva ornato.

Un giorno, mentre era nella sua cella a studiare e meditare, in una chiesa attigua al convento, alcuni padri stavano compiendo l’ennesimo stancante esorcismo su una povera ossessa, ma non riuscivano a liberarla
Ad un tratto il demonio costretto dalla Potenza di Dio, si rivolse ai presenti e disse “Se volete che me ne vada, deve venire qui a pregare fra’ Matteo d’Agnone, la cui umiltà io non posso sopportare”.

Di corsa lo mandarono a chiamare e come entrò nella chiesa, mentre si prostrava davanti al SS Sacramento in preghiera per la povera ossessa, il demonio iniziò ad urlare e a dimenarsi dicendo “Ecco il mio carnefice […], colui che mi brucia più del fuoco dell’inferno. Non posso sopportare la sua vista, sono costretto ad andarmene da questo corpo […]” Ovviamente la donna liberata completamente scoppiò in un pianto liberatorio, ringraziando Dio ed il giovane frate, che confuso e carico di vergogna se ne torno nella sua cella.

Da allora l’intera sua vita si è spesa nella lotta contro il principe di questo mondo. Ccon cui si è scontrato in circa 700 esorcismi, diventando per l’infernale nemico un incubo; al punto che arriverà a dire “non mi nominate quest’uomo […] non lo sopporto, mi fa troppo soffrire […]”.

Per questo il demonio lo attaccava con ogni mezzo, con aggressioni fisiche e malattie, ma talvolta organizzandogli anche tranelli e situazioni tese ad infangare il suo nome o ad abbatterlo spiritualmente.
Mi è rimasto impresso un episodio in cui Padre Matteo riceve una lettera colma di ingiurie e falsità verso di lui. Chiunque si sarebbe infuriato e avrebbe provato a farsi giustizia, sapendo di essere nel giusto. Ma nella sua immensa umiltà il nostro Santo, dopo averla letta con attenzione, alzando gli occhi al cielo ringraziò Dio perché gli aveva inviato un mezzo con cui mortificare il suo orgoglio ed acquistare qualche merito a Sua gloria. La piegò e la mise in una borsetta in cui conservava le cose più importanti per la sua vita; come la “regola” ed alcune reliquie a lui molto care. E di tanto in tanto la rileggeva per ricordarsi di essere umile.

La forza di Padre Matteo era la preghiera, quella vera, “del cuore”; meditava e faceva sua la parola di Dio assimilandola nella quotidianità della vita. Si sentiva inoltre attratto in modo irresistibile dall’adorazione eucaristica che spesso faceva, anche per nottate intere. E che lo vedeva andare in estasi, talvolta anche durante la messa all’atto della consacrazione delle divine specie; accompagnato anche da strani fenomeni luminosi di chiara provenienza divina.

Molti altri carismi accompagnavano la sua vita, come il dono della profezia e della predizione – impressionante l’episodio in cui predisse la morte del suo allievo Agostino -, la guarigione di tutti i mali che talvolta otteneva con il solo segno della croce, in particolare di quelli spirituali e psicologici, come il caso della partoriente che non poteva produrre latte per una strana forma di anoressia post-partum. Ma non disdegnava di intercedere per i fedeli anche per bisogni di ordine materiale; ottenendo miracoli quali, ad esempio, riempire “miracolosamente” botti di vino, olio e tant’altra grazia di Dio.

Fu anche un dotto letterato, professore di teologia ed insigne predicatore. Dio lo colmò di enormi grazie spirituali; lo fece anche partecipe di comprensioni soprannaturali che erano il segno tangibile del divino in lui. Come la straordinaria comprensione e l’approfondimento teologico della verità di fede dell’Assunzione di Maria al cielo in anima e corpo. Che sarebbe stato proclamato ufficialmente dalla chiesa come dogma solo nel 1950; ossia 334 anni dopo la sua morte.

Pur scalando la gerarchia di comando nell’ordine dei cappuccini, mantenne sempre una grande umiltà e disponibilità verso tutti che lo resero molto popolare tra la gente e (fatto ancora più mirabile) molto amato dai suoi stessi confratelli che spesso accorrevano a lui semplicemente per vederlo e parlare con lui.
Pochi mesi prima di morire fu trasferito al convento di Serracapriola (Fg). Morì il 31 ottobre 1616 in concetto di santità; in quella che nel nostro occidente scristianizzato è oramai nota come la notte di Halloween.

Questa può sembrare una coincidenza ma invece non lo è! Ci siamo fatti spiegare il perché da Don Antonio Mattatelli (autore del libro).

Il demonio, in vari esorcismi, è stato costretto ad ammettere che la celebrazione di Padre Matteo che avviene proprio il 31 ottobre, disturba i riti e le pratiche spiritiche e magiche che in questa data (soprattutto la notte) vengono fatte; si “fatturano” intrugli satanici e si compiono scellerati riti magici, spiritistici, sacrileghi e orgiastici. Cose sempre assai pericolose sul piano spirituale e a volte anche delittuose, al limite ed al di là delle leggi.

Quando ci si riferisce ad Halloween, non si ha a che fare con una semplice e allegra mascherata, magari solo proveniente da una cultura diversa dalla nostra, la cultura celtica e anglosassone. E’ sempre un qualcosa di ben più drammaticamente serio del vezzoso “dolcetto o scherzetto?” che i bimbi col campanellino inconsapevolmente vanno cantarellando di porta in porta.

Nella tua esperienza di pastore ed esorcista, hai fatto spesso ricorso all’intercessione di Padre Matteo? Ce ne puoi parlare?

Sempre faccio ricorso a Padre Matteo nei miei esorcismi sugli ossessi, e raccomando la preghiera a lui a tutte le persone che si rivolgono a me, in questo delicato ministero che la Chiesa mi ha affidato. E ciò non solo per i casi più gravi, come possono essere quelli di effettiva possessione diabolica, ma altresì per ogni disturbo di ordine malefico in cui una persona si possa trovare, in quanto ho sperimentato l’efficacia della intercessione di questo servo di Dio in questo ordine di fastidi e molestie. L’invocazione di Padre Matteo risulta avere sempre l’effetto di una bomba per il demonio; che ne avverte la presenza e batte in ritirata miseramente. Ciò che maggiormente disturba il diavolo nella persona di questo santo esorcista cappuccino – me lo ha detto tante volte negli esorcismi – è l’umiltà!

Oggi quasi non si crede più alla presenza reale del demonio nella storia umana. Novelli “teologi” cercano di farlo passare come un concetto astratto. E non come la Chiesa ed i Papi da sempre ce lo presentano: una presenza reale e pericolosa. Nella parte finale del tuo libro, consigli a tutti di partecipare ad esorcismi, per poter avere un passo più veloce verso la comprensione e la conversione. So che questa pratica l’hai fatta fare a molti giovani che ti seguono. Quali sono stati i risultati sul loro cammino di fede?

I risultati sono sorprendenti per quanto concerne soprattutto i giovani che sono in “ricerca” della Verità. Nella piena osservanza delle vigenti norme canoniche; e nel rispetto assoluto della dignità e della privacy dei posseduti, ritengo un’autentica grazia partecipare ad un rito di esorcismo. Tutti, secondo me, almeno una volta nella vita dovrebbero fare questa forte esperienza. Rifuggendo l’assurda e sciocca tentazione di una paura che non ha ragion d’essere; sia perché è il diavolo che ha paura dei veri discepoli di Cristo; sia perché la parola “paura” non c’è nel vocabolario dei figli di Dio.

Non potrò mai dimenticare quel giovane che, dopo avermi “aiutato” in un esorcismo, mi confessò candidamente e sinceramente che da quel momento gli bastava ricordare quell’unica esperienza per superare i suoi dubbi sull’esistenza di Dio, a cui fino ad allora credeva a malapena. O quel giovane fratello evangelico che, durante un esorcismo cattolico, aveva percepito la “realtà” dell’intercessione dei santi e della Madonna nella vita cristiana. E altri casi che racconto nel libro.

Nel capitolo “Sepolcro Glorioso” accenni ad alcuni prodigi che avvengono sulla tomba del nostro servo di Dio. Ce li puoi descrivere?

Tante testimonianze di guarigioni fisiche e interiori; tanti casi di liberazioni di posseduti. Ma il fenomeno più evidente, che costituisce un unicum nei fenomeni “mistici” è la curiosa “levitazione” delle foto che avviene sul marmo della sua tomba nel convento cappuccino di Serracapriola. Cioè, il fatto che quando si poggiano le foto delle persone per le quali si vuole pregare Padre Matteo, molte restano “sospese” contro ogni legge gravitazionale su quel marmo a cui si attaccano inspiegabilmente.

Grazie Don Antonio per questo libro! Importante opera di conoscenza ed approfondimento sulla figura di Padre Matteo d’Agnone, al quale affidiamo la tua missione sacerdotale e le nostre famiglie, fiduciosi che presto verrà annoverato tra i Santi della Chiesa Cattolica.

PREGHIERA PER LA BEATIFICAZIONE DI PADRE MATTEO D’AGNONE

Vergine e Madre nostra Maria,
che ti sei sempre mostrata
sensibilissima verso i tuoi devoti,
Ti preghiamo umilmente
che Tu ci ottenga dalla Santissima
Trinità, con la tua potente
intercessione di Figlia, di
Madre e di Sposa, la glorificazione
del tuo servo p. Matteo
da Agnone, che con la parola e
con gli scritti, dimostrò e promulgò
la tua Assunzione in
anima e corpo in cielo, e la
divina Regalità del tuo Figlio e
Signore nostro Gesù Cristo.
Confidiamo nel tuo materno aiuto.

Tre Ave Maria

Articolo già pubblicato su La Croce Quotidiano del 31/10/2015

Fonti: https://sabinosabini.wordpress.com/2015/11/03/padrematteo/

annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

8 commenti

  • Ave Maria! Leggendo di Padre Matteo (ma anche di Giovanni Paolo I – Papa Luciani) ho avuto modo di meditare sull’umiltà che in fondo è il “numero di telefono” per chiamare Dio. Ma appena in noi compare un “grammo” solo di orgoglio . . . cade la linea!!!!! Che Maria ci indichi la strada per puntare raggiungere la vera umiltà e che ci aiuti a non perderla mai più! Il Signore vi benedica tutti sempre ed ovunque. Sia lodato Gesù Cristo . . . . sempre sia lodato!

  • per la signora Cristina; la tomba di padre Matteo si trova nel convento dei cappuccini di Serracapriola (fg).

  • Salve, dove si può incontrare Don Antonio? Magari un indirizzo mail per contatto? Grazie

  • Ho partecipato a mia insaputa ad un esorcismo a due coppie di sposi che sembravano persone normali ma le due donne, dopo circa 10 minuti di preghiera intensa, cominciarono ad agitarsi inveendo con voci cavernose e in lingue sconosciute contro il Sacerdote e contro la Madonna. La loro forza si era moltiplicata tanto da faticare molto a bloccarle. La preghiera durò circa un ora e finimmo esausti. Io mi sentii completamente preso da un formicolio freddo che poi capii essere stata come una corazza in cui mi avvolse il mio angelo custode perché quei demoni avrebbero voluto uccidere anche me. Un’altra volta, a Medjugorje partecipai ad un esorcismo insieme all’Abbè Dignè, un Sacerdote esorcista vietnamita di circa 90 anni che aveva passato 20 anni in un campo di concentramento comunista ed era scampato miracolosamente. Con quel vispo Sacerdote realizzai un intervista in francese che poi tradotta in italiano produssi in un VHS e dopo passai in DVD che spero di ritrovare dopo il terremoto del 2012 che mi ha scompigliato l’archivio.

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