Annalisa Colzi
la testimonianza di padre arsenio streltzow nei gulag di stalin in siberia

La follia nei gulag di Stalin in Siberia

Testimonianza di Padre Arsenio nei gulag di Stalin

E’ uscito da poco il diario del monaco russo Arsenio Streltzov (1894-1975), che fu imprigionato per 25 anni nei gulag di Stalin in Siberia.

Il suo testo è una straordinaria testimonianza di come l’amore possa vincere l’odio. Egli riuscì incredibilmente a sopravvivere alle condizioni disumane nei gulag di Stalin, implorando in continuazione la Misericordia del Signore su tutti.

Ma come poté succedere una tale follia, laddove l’odio di un sistema umano-politico arriva a massacrare migliaia, milioni di figli del proprio popolo solo perché si permettono di pensarla diversamente?

Il monaco parla di una malattia spirituale; un virus del male inoculato nella mente di alcuni. E che dilaga come una vera e propria epidemia.

La malattia spirituale

“La malattia spirituale –scrive- a differenza della malattia mentale, è terribile, perché sotto l’influsso delle forze del male, è contagiosa e si spande con la rapidità di un’epidemia.

Prendete i nostri dirigenti di un tempo. Erano gravemente malati spiritualmente; le forze del male si erano totalmente impossessate delle loro anime; il male prendeva tutto il loro essere. Ed essi hanno avvelenato le anime di milioni di persone, hanno finito per inventare il gulag.

Milioni di persone sono state torturate nei campi, fucilate, morte di fame e di freddo, torturate in modo bestiale e umiliate. La distruzione delle chiese, lo sterminio in massa di vescovi, sacerdoti, diaconi, dei credenti, si sono attuati perché il virus del male era stato sparso dai dirigenti nella massa umana.

La loro fede nel male demoniaco non aveva limiti: milioni di persone infettate dello spirito del male alimentavano il “culto della personalità”, partecipavano alle repressioni, denunciavano e vi lavoravano senza comprendere in nome di che cosa essi torturavano e uccidevano le persone. O piuttosto, essi comprendevano che era necessario denunciare e uccidere, torturare, perché era l’esigenza del male supremo; era quindi indispensabile e utile”.

La forza dell’odio

Le forze del male, dunque, fanno perdere la ragione. L’odio, come si usa dire, acceca. L’odio, come dicono i padri spirituali, ha solo forza distruttiva, mai costruttiva.

La vita del mondo, come la vita di ogni singolo uomo, è l’eterna lotta tra il bene e il male, tra l’amore e l’odio.

Tisbita

(Il testo è: “Nessuno ha un amore più grande di questo… Padre Arsenio, Testimone della fede, consolatore delle anime”, Ed. Il laboratorio della fede, Minucciano LU)

Tisbita

Tisbita

“NULLA VOGLIO SE NON CHE ARDA”

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