Annalisa Colzi
chiesa cattolica

L’unione dell’anima sacerdotale al centro della Chiesa Cattolica

La Chiesa Cattolica

Gesù la guida in tutto

E’ purtroppo facile sentir mormorare contro coloro che guidano la Chiesa Cattolica. Spesso anche anime che si dicono pie, e persino qualche ministro dell’Altare, non se ne fanno scrupolo, illudendosi di separare le persone dall’ufficio che compiono e di parlare per amore di giustizia.

E’ una suggestione diabolica, che tende a sottrarre le anime dei fedeli, e molto più quelle dei Sacerdoti dal centro della vita, dal cuore stesso della Chiesa. La mormorazione è di per sé un peccato; anche quando è dissimulata sotto l’orpello della deplorazione del male e dello zelo, non può venire che dal nemico: è zizzania soprasseminata al grano per soffocarne la vita.

l’unione con i capi

Nel Clero superiore e dirigente ci possono essere anche delle persone censurabili; ci sono state, ci saranno, perché la Chiesa è formata anche Essa da viatori fragili e capaci di colpe; il censurarle però non significa migliorarle, ma sottrarsi invece ai raggi benefici della loro potestà, per immergersi nella fuligginosa nube delle loro debolezze; è un errore gravissimo che porta la morte ed intacca l’unità del Corpo Mistico del Redentore. Sarebbe mortale per un bambino che avesse una certa percezione delle cose, badare al naso lungo o adunco della mamma e staccarsi dal suo petto vivificante sol perché il naso gli ripugna; non è il naso che lo nutre ma il latte, ed il latte viene dalle profondità della vita materna, non dalle sue particolari fattezze.

E’ un errore staccarsi dalla vivificante unione coi capi del Corpo Mistico di Gesù, per mormorare delle loro miserie personali; è un errore, perché essendo essi canali di grazie e di vita, non ce la trasmettono se noi non l’attingiamo, come la mamma non nutre il piccino se egli stesso non succhia. La storia ci mostra che anche superiori non santi hanno potuto guidare ed alimentare anime sante anzi le hanno santificate, perché queste attingevano da essi la vita della quale erano canali ed istrumenti, senza badare alle loro debolezze personali.

le mormorazioni

Più si mormora dei capi e più si chiudono le fonti vivificanti della loro potestà; più si rifugge da essi come capi, e meno si attinge dalle ricchezze di cui sono depositari; spesso anzi la sterilità dei capi è dovuta proprio alle membra infette; sono esse che producono il disorientamento nell’azione ed impediscono il fluire delle grazie di Dio. Se un Sacerdote capisse che mormorando dei suoi Superiori sottrae ad essi la cooperazione che dovrebbe dare con le sue preghiere e la sua obbedienza al loro retto governo, invece di mormorare pregherebbe, e pregherebbe non con l’idea di… salvare un colpevole, ma con la fiducia di far scaturire dalla fonte le acque della vita.

Che importa a noi che vi siano persone censurabili nella Chiesa ? Questo non distrugge la sua vita, anzi la fa emergere, e fa toccare con mano che Gesù Cristo la guida in tutto. Tu guardi una lampada: la fiamma non dipende dalla sua elegante fattura, né dal terso cristallo che la raccoglie, la fiamma si forma sul lucignolo ed e alimentata dall’olio; che importa a te che il lucignolo sia nero ? Guarda la luce e fatti guidare nelle tue tenebre.

chiesa sorgente di grazie

La Chiesa è una sorgente di grazie che circolano per mezzo di elementi umani, e vanno a rifluire in una fiamma di verità e di bene che non ha nulla da vedere con l’istrumento che la porta. Non puoi distinguere praticamente il lucignolo dalla fiamma, benché teoricamente siano distinti, non puoi calpestare il lucignolo perché ti pare fatto carbone, e pretendere che la fiamma continui ad illuminarti. La Chiesa è tutta accesa e vivificata dallo Spirito Santo; la corrente divina dei meriti di Gesù Cristo, depositati in Lei, rifluisce nelle persone che la governano, ed esse, nel loro ufficio, sono illuminate ed accese dallo Spirito Santo.

Quando si forma il carbone o il fungo sul lucignolo, lascialo snocciolare da chi deve averne cura, tu non puoi rimanere nelle tenebre o ardire di voler spegnere la fiamma, con la scusa del lucignolo difettoso. Questo fecero e fanno gli eretici, e non s’accorgono che non è il lucignolo che dà loro fastidio, ma la luce, perché il loro occhio è cisposo. Rifuggono dalla fiamma che è sempre pura, anche quando il lume è sporco, rimangono nelle tenebre, e danno con la testa nel muro! La Chiesa è come un sole che appare all’orizzonte e forma le ombre là dove trova un ostacolo alla sua luce.

mettiti nei raggi che diffonde

Non ti spaventare delle ombre, quasi fossero spettri di morte, le ombre non sono certo il sole, ma servono per farti meglio conoscere ed apprezzare la luce smagliante che ti abbaglierebbe. Se poi vuoi scaldarti nel tuo assideramento, cerca la luce ed il calore. La Chiesa è piena di luce fulgente, e la raccoglie sulle anime che debbono rifletterla per proiettarla lontano, non ti mettere alle spalle del riflettore e non dire ch’è opaco e non dà luce; mettiti nei raggi che diffonde, e pensa ch’erri tu a pretendere che sia fonte totalitaria di luce chi deve rifletterla da una faccia sola, dalla superficie concava, ossia per quel che riguarda i Capi della Chiesa, dalla loro altissima potestà spirituale. Le ombre poi ti dicono che quella luce non è illusione, viene dall’alto, e ti parlano eloquentemente dell’amore e della bontà di Dio.

Chi va in una ricchissima banca per esigerne i tesori, non bada se per circostanze particolari, sia alloggiata in un fabbricato scalcinato, o servita da impiegati di aspetto poco piacevole; guarda solo le ricchezze che deve esigere. Non badare ai difetti personali di chi deve darti i tesori di Dio, e non ti preoccupare di giudicarli; ricevi con fede quei mezzi di grazia di cui essi ti sono tramite.

suggestione diabolica

La contrarietà che l’anima a volte prova, sia pure con qualche ragione, verso le persone che reggono la Chiesa, è una suggestione prettamente diabolica che in realtà diventa a poco a poco distacco dalla Chiesa medesima; dal giudizio fatto su di una persona particolare, si passa al giudizio su tutte, anche su quelle che non si conoscono, come fanno gli eretici; il giudizio diventa avversione e si può giungere sino al fondo dell’abisso. Lo spirito di Dio porta nelle anime la soggezione filiale alla Chiesa, e lo spirito diabolico vi porta l’avversione e la ribellione. Il demonio cerca in tutti i modi di farti venire in disgusto la fonte, per non farti bere l’acqua salutare; Dio invece logicamente ti accosta di più alla fonte ch’Egli stesso fa zampillare.

Il Sacerdote dev’essere sempre unito per i suoi superiori al centro della Chiesa, dev’essere il custode della sua unità ed esserne geloso come uno sposo lo è della sua sposa. Invece d’indulgere alle mormorazioni dei laici, o peggio provocarle con discorsi e critiche per lo meno imprudenti, deve mostrare che il massimo suo dolore è il sentir mormorare di chi regge la Chiesa. Due amori devono rifulgere in lui continuamente, come il fuoco sacro del Tempio- Dio con tutto ciò che a Lui si riferisce, e la Chiesa Cattolica, Apostolica, Romana.

chiesa cattolica è il cuore di Dio

La Chiesa Cattolica è come il cuore di Dio aperto all’umanità, è il cuore di Dio! E’ Gesù Cristo vivente nel Suo Corpo Mistico, è la città di Dio! Il Sacerdote ne è sentinella vigilante, non può stare sugli spalti delle sue mura e patteggiare con i suoi nemici.

Egli non va nel Tempio che gli è assegnato per le funzioni del Ministero quasi come in una sua particolare ridotta; ogni Cattedrale, ogni Chiesa, ogni Cappella è parte della Chiesa Cattolica, è come legata al centro dove risiede il Papa; si potrebbe dire ch’è una cappella di quel Tempio immenso. Ogni Chiesa è un fortilizio avanzato negli angoli più remoti della terra, un fortilizio che richiede il collegamento spirituale col centro, diversamente si muta in un covo di ammutinati.

obbedienza del sacerdote

Nella Chiesa Cattolica l’ammutinamento è un delitto di lesa patria e di lesa unità; non è possibile transigere con la propria coscienza in questo, e mutare le sagrestie in ritrovi di mormorazioni dissolventi l’unità; esse sarebbero ritrovi di congiurati. Che importano le beghe particolari? Che importano gl’interessi di parte? -Quale valore può avere un personale tornaconto od una personale velleità di promozioni e di onori, di fronte alle supreme esigenze del combattimento contro satana ed il mondo, di fronte alla gloria di Dio ed alla salvezza delle anime?

Davanti ai capi militari il soldato sta sull’attenti, pronto agli ordini; non può discutere, non può ribellarsi senza compromettere da parte sua l’esito della lotta. Il Sacerdote dev’essere sempre pronto al cenno dell’obbedienza senza mormorare, sull’attenti dell’anima e del cuore, nell’eroismo della dedizione e del sacrificio, per Dio solo! Non si può rimanere nel proprio ambiente quasi fosse isolato dal centro, credendosi arbitri di sé stessi, e tanto meno vi si può rimanere congiurando contro il centro.

 del Servo di Dio don Dolindo Ruotolo

http://www.dolindo.org/opere.html

annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

3 commenti

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  • Quanta saggezza in queste parole, quanto desiderio di cominità e UNITA’. Non sono, io, immune da posizioni critiche ma corredate delle relative proposte, che faccio abitualmente “dentro” la Chiesa, rischiando l’emarginazione di chi dietro la maschera della prudenza nasconde un essere pavido, pusillanime e mormoratore. “Fuori” sono uditore di critiche, ma ragionevolmente apologetico e misericordioso.

  • particolarmente avvincente la metafora della lampada e la fiamma credo che questa riflessione possa essere utile a tutti,io personalmente sono x decenni rimasta prigioniera del vociare sul parroco ragion x cui ho smesso di frequentare la Chiesa

  • Grazie ancora Don Dolindo , grande anima di Dio , le tue parole sono sempre per noi una spinta a migliorare

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