Testimonianze

L’importanza dell’esorcista

Ricevo e pubblico questa lettera, colma di amarezza, proveniente da un fedele della Chiesa di Cagliari sull’importanza del ruolo degli esorcisti nelle diocesi. Condivido quanto scritto e spero che i Vescovi ascoltino il grido dei disturbati dal maligno e la voce del Papa.

Cara Annalisa, desidero esporti quanto purtroppo da tempo qui nella mia città, in diocesi di Cagliari, sta succedendo. Il Vescovo pare stia imponendo la sua legge personale all’intera comunità, senza tener conto di nessuno e senza ascoltare nulla. Sfascia, crea a suo piacimento come fosse un regnante di altri tempi.

Negli anni, in questo vasto territorio, si sono costruiti con tanta fatica degli “importanti” e delicati equilibri tra fedeli e Chiesa. Tali equilibri settati nel tempo, hanno saputo seriamente avvicinare ed orientare moltissime persone e intere famiglie a Dio; soprattutto tra gli ammalati o attraverso essi. Tra questi equilibri, metto in primo piano quel delicato ministero degli esorcisti; quel gruppetto di sacerdoti che in questo territori hanno dedicato l’intera loro vita alla comunità dei fedeli.

Hanno salvato migliaia di persone che avevano la loro vita appesa ad un filo. Sono stati capaci d’insegnare la fede. Sono riusciti con le loro parole e le loro opere a riportare un numero smisurato di pecorelle al pastore, che avevano perso la via. Sono riusciti ad essere un perfetto mezzo del Signore, che attraverso le loro labbra ha parlato ai cuori più impietriti e lontani dalla fede. Ora però questo bellissimo dono datoci dal Signore qui a Cagliari, purtroppo è venuto a mancare improvvisamente. Il Vescovo infatti in modo totalmente arbitrario, senza tener conto dei danni che avrebbe creato, ha distrutto questo equilibrio che nel tempo ha saputo dare i migliori frutti.

A mano a mano ha destituito i migliori esorcisti, creando cosi non pochi disagi e tanta amarezza tra i fedeli. Oggi in tanti si trovano disperati nelle mani ancora del male. Un Vescovo forse non più in linea a questo nuovo periodo che la Chiesa sta attraversando, di massima crisi, inquietudine e disordine. In questo tempo oscuro per l’umanità, lo stesso Pontefice parla a gran voce del male e delle opere virtuose del demonio. Egli stesso invita i sacerdoti a parlare del male, affermando che il demonio non è un mito o una legenda, ma una realtà tra gli umani da combattere con tutte le nostre forze.

Il Papa difende e sostiene l’associazione internazionale degli esorcisti, con a capo Padre Francesco Bamonte, Presidente della stessa associazione riconosciuta ormai anche dal Vaticano. Francesco sostiene questo esercito di sacerdoti esorcisti, perché ritiene che il loro operato non è altro che ciò che ha insegnato Gesù agli Apostoli. Infatti il primo esorcista della storia fu proprio Gesù. Chi non crede al demonio allora non crede neanche a Gesù, o magari non ha mai letto il Vangelo. Forse il Vescovo di Cagliari non è dello stesso avviso del Papa o di Gesù? Mi chiedo se crede all’azione del demonio? Infatti senza alcun motivo o causa, egli sta destituendo i migliori esorcisti in questo vasto e problematico territorio, quello del Cagliaritano.

Da pochissimo abbiamo appreso la triste notizia, che oltre ad avere tolto la licenza a don Beniamino che operava da anni nel ministero di esorcista in Decimomannu, un paese vicino a Cagliari, in questi giorni il Vescovo Arrigo Miglio ha revocato la licenza pure a don Massimiliano Pusceddu, parroco di Vallermosa, esorcista e fondatore del movimento Apostoli di Maria, che conta in tutta Italia circa cinquantamila fedeli. I tanti casi di malati che seguivano questi bravissimi esorcisti, appresa quest’ultima notizia sono disperati, non sanno che fare. Io personalmente conoscendo il buon operato di entrambi i sacerdoti, soprattutto del secondo citato, don Massimiliano, mi sono preso carico di poter prendere un appuntamento con il Vescovo Arrigo Miglio, con il fine di poterci capire qualche cosa di più, facendomi spesso questa domanda: ma il Vescovo da che parte sarà…

Non mi azzardo certamente a pensare che egli opera al contrario; ma certamente questo suo comportamento fa sorgere moltissimi dubbi a riguardo. Sanno tutti che un esorcista viene licenziato da tale ministero solo per gravi inadempienze. O se il suo operato mette in pericolo i fedeli. Infatti in virtù del dubbio, prima di incontrare il Vescovo, ho preventivamente fatto un’indagine assai approfondita a riguardo. Mi sono pure detto: magari il Vescovo ha ragione. Chissà cosa avranno mai combinato questi esorcisti di così grave. La mia indagine tra la gente non ha fatto altro che confermare ciò che già sapevo, un’infinità di testimonianze tra i fedeli, che non hanno fatto altro che parlare bene dell’operato dei menzionati esorcisti. Molta amarezza ho appreso contro la decisione del Vescovo.

Fatto il punto e raccolto tutto il necessario, sono riuscito finalmente ad accordare un appuntamento con il Vescovo, anche se continuava a farmi rimbalzare verso il Vicario generale. Alla fine con varie peripezie sono finalmente giunto davanti al Vescovo in persona. Durante il colloquio, ho usato quanto di più buono c’è in me. Consapevole di essere un grande peccatore ho trovato necessario pregare prima di questo incontro. Ho usato la massima educazione e rispetto nell’esporgli in dettaglio i fatti.

Ma non appena il discorso si è spostato verso questi due esorcisti, in particolar modo verso don Massimiliano Pusceddu, il Vescovo si è inalberato e, a gran voce e con un tono severo, mi ha detto testuali parole: “Il colloquio con lei termina qui, non sono affari suoi il mio operato, a lei io non devo nessuna spiegazione, gli esorcisti sono abbastanza, sono: don Porcu, padre Sardu, e padre Zaru”. Tengo a precisare che dei tre menzionati dal Vescovo, solo uno opera nel ministero: padre Sardu. Gli altri, in particolare don Porcu quasi novantenne, a tutti indica la strada dello psichiatra.

Senza essere né medico né Padre Pio, privo di particolari doti spirituali e di veggenza, stabilisce la malattia psichiatrica senza neanche far nessuna preghiera di prova; ma soprattutto senza nessuna riscontro medico. Per lui sono tutti pazzi. Quanta gente questo sacerdote negli anni ha rinviato al mittente. Quanti danni gli ho visto fare. L’altro esorcista, padre Zaru, peggio che andar di notte. E’ stato fatto esorcista senza nessuna esperienza. Padre Zaru non fa nessun esorcismo. Fa solo benedizioni e spesso consiglia agli ammalati di rivolgersi ad altri esorcisti, affermando di non essere in grado.

L’unico vero esorcista veramente bravo ed attento ad ogni caso, sensibile e con un gran dono dell’ascolto, rimane padre Sardu. Peccato sia l’unico rimasto in questo enorme territorio che conta 71 paesi nella Provincia di Cagliari per un totale di 651.077 residenti.

Il futuro è abbastanza chiaro, inevitabilmente essendo l’unico rimasto si congestionerà, e in parte sta già succedendo. Nonostante io abbia messo il Vescovo a conoscenza di questa drammatica situazione, non c’è stato verso di fargli capire il problema. Ho provato e riprovato a sussurrargli agli orecchi il tutto. Non c’è stato niente da fare. Non si è smosso di un millimentro dalla sua decisione. Senza nessun sentimento, mi ha invitato ad uscire dal suo ufficio.

Gli ho anche detto: “Sua eccellenza, perché continua a tenere in piedi due esorcisti che si rifiutano di lavorare a tale ministero? E destituisce proprio quei due che in questi anni hanno aiutato una marea di persone? Dovrebbe destituire chi è stato inadempiente ai doveri di quel ministero, non chi al contrario ha sempre fatto bene”.

A questo punto il colloquio è terminato. Ma prima di andarmene via,  caro Vescovo, Le voglio dire che parlo tutti i giorni con Gesù. E posso garantire che egli mi ascolta sempre, ma non per il fatto che io sia speciale; Lui ascolta tutti. Ascolta anche quei peccatori come me e come lei. Mi duole dirle che lei questo divino dono dell’ascolto lo ha perso ormai da tempo; e questo ne è un chiaro esempio. Lei è forse meglio di Dio, che si prende il lusso di non ascoltarmi e sbattermi fuori dal suo ufficio? Caro Vescovo non si elevi a nessun trono. Perché il trono è solo uno e sempre uno rimarrà, quello di Dio.

Carissima Annalisa Colzi, quale esempio, quale insegnamento possiamo trarre da un ministro di Dio che non ascolta quello che i fedeli desiderano dirgli? Credo sia arrivato il momento che i Cristiani diventino veri combattenti in difesa dell’intera Chiesa. Non solo con la preghiera che quella non deve mai mancare, ma pure con i fatti concreti. Basta nascondere la testa sotto la sabbia. Bisogna denunciare questi spiacevoli fatti, Papa Francesco è il miglior esempio in questo tempo.

La Chiesa merita giustizia, merita pulizia totale. Nel nome di Dio voglio con tutto il cuore che queste parole giungano sino al “Papa”.

Chiedo anche a te, preziosissima amica Annalisa, di potermi dare un sostegno in questa spiacevole storia.

Questa non è la mia battaglia personale contro il Vescovo di Cagliari, e tanto meno non cerco nessuna notorietà. E’ solo un dovere che sorge all’interno del mio cuore che piange nel vedere i miei fratelli e sorelle versare in uno stato totalmente di abbandono. Piango soprattutto quando le nostre opere buone spariscono come il fumo, vinte dalle forze del male.

E’ Dio stesso che ci ha insegnato a non arrenderci mai, rivelandoci che le forze del male non avrebbero mai prevalso sulla Chiesa.

Rivolgendomi al Vescovo, lo invito personalmente ad andare in mezzo ai tanti ammalati; ai casi più disperati che seguono quegli esorcisti che lei ha destituito. Vada in mezzo a loro e curi lei stesso le loro ferite. Si ricordi che in assenza di esorcisti e nel bisogno, è il Vescovo a dover fare l’esorcista. Faccia questo viaggio come stesse attraversando la Via di Damasco. Come fece Saulo quando perseguitava i Cristiani, e divenne cieco per opera del Signore. Chissà che Gesù non possa nuovamente illuminarla e donarle la vista necessaria; affinché lei stesso capisca tutto, proprio come successe a Saulo, “Paolo”.

Preziosa amica Annalisa, oggi ho potuto ascoltare il discorso del Santo Padre nell’udienza Generale di mercoledì12 novembre 2014. Stranamente il discorso del Santo Padre, cade proprio a pennello alle mie precedenti righe verso il Vescovo. Il Papa ha detto nel terzo punto del discorso: “… La consapevolezza che tutto è dono, tutto è grazia aiuta un Pastore anche a non cadere nella tentazione di porsi al centro dell’attenzione e di confidare soltanto in se stesso. Sono le tentazioni della vanità, dell’orgoglio, della sufficienza, della superbia.

Guai se un vescovo, un sacerdote o un diacono pensassero di sapere tutto; di avere sempre la risposta giusta per ogni cosa e di non avere bisogno di nessuno. Al contrario, la coscienza di essere lui per primo oggetto della misericordia e della compassione di Dio deve portare un ministro della Chiesa ad essere sempre umile e comprensivo nei confronti degli altri. Pur nella consapevolezza di essere chiamato a custodire con coraggio il deposito della fede (cfr 1 Tm 6,20), egli si metterà in ascolto della gente. E’ cosciente, infatti, di avere sempre qualcosa da imparare. Anche da coloro che possono essere ancora lontani dalla fede e dalla Chiesa. Con i propri confratelli, poi, tutto questo deve portare ad assumere un atteggiamento nuovo; improntato alla condivisione, alla corresponsabilità e alla comunione”.

Cosa dire di più…

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annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

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