Annalisa Colzi
nuovo libro di Papa Francesco quando pregate dite padre nostro
tre fontane

Le Profezie della Vergine alle Tre Fontane

Ieri 12 aprile ricorreva il 69esimo anniversario dell’apparizione della Madonna alle Tre Fontane. In tale occasione Maria si definì Vergine della Rivelazione. Ripercorriamo in breve la storia e i messaggi decisamente attuali.

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Bruno Cornacchiola

Bruno Cornacchiola nacque a Roma il 9 maggio 1913. La sua famiglia, composta dei genitori e di cinque figli, era molto misera, materialmente e spiritualmente. Il padre, spesso ubriaco, poco si interessava ai figli e sperperava il denaro in osteria; la madre, dovendo pensare a sostenere la famiglia, era assillata dal lavoro e si curava poco dei figli. A quattordici anni Bruno se ne andò di casa. Visse – fino al tempo del servizio militare – come vagabondo, abbandonato a se stesso, sui marciapiedi e nelle più squallide aree della emarginazione di Roma.

Nel 1936, dopo il servizio militare, Bruno si sposò con Iolanda Lo Gatto. La prima figlia fu Isola, il secondo Carlo, il terzo Gianfranco; dopo la conversione ebbe un altro figlio. Partecipò giovanissimo, come volontario, alla guerra di Spagna, militando dalla parte dei marxisti. Lì aveva conosciuto un protestante tedesco che gli aveva inculcato un odio feroce per il Papa e il cattolicesimo. Così, nel 1938, mentre si trovava a Toledo, comprò un pugnale e sulla lama incise: «A morte il Papa!».

Nel 1939, terminata la guerra, Bruno ritornò a Roma e ottenne un lavoro di controllore nell’azienda tranviaria. Aderì al partito d’azione e ai battisti, e più tardi entrò a far parte degli “avventisti del settimo giorno”. Tra gli avventisti, Bruno venne fatto direttore della gioventù missionaria avventista di Roma e del Lazio; si distinse per il suo impegno e fervore contro la Chiesa, la Vergine, il Papa. Nonostante tutti i tentativi fatti da sua moglie per convertirlo (per accontentarla accettò di fare i nove venerdì del Sacro Cuore), per molti anni fece di tutto per allontanare Iolanda dal cattolicesimo, arrivando al punto di incendiare tutte le immagini dei santi e perfino il crocifisso della sua sposa. Infine Iolanda, per amore del marito, fu costretta a ritirarsi dalla Chiesa. Il 12 aprile 1947 fu protagonista delle apparizioni delle Tre Fontane.

Da allora il veggente trascorse tutta la sua vita a difendere l’Eucarestia, l’Immacolata e il Papa. Più tardi fondò un’opera catechistica, la SACRI (Schiere Arditi di Cristo Re Immortale). Tenne innumerevoli conferenze dal Canada sino all’Australia, narrando la storia della sua conversione. Questo suo impegno gli diede modo di incontrare diversi papi: Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo II. Bruno Cornacchiola è morto il 22 giugno 2001, Festa del Sacro Cuore di Gesù.

tratto da: http://profezie3m.altervista.org/ptm_trefontane.htm

Torri Gemelle e Isis nelle apparizioni alle Tre Fontane

di Alessandro Notarnicola

Vi saranno giorni di dolori e di lutti. Sacerdoti e fedeli saranno messi in una svolta pericolosa nel mondo dei perduti”. Per alcuni si sarebbe trattato solo di una profezia come tante altre; di un monito che la divinità lancia per intimorire gli uomini. Per Bruno Cornacchiola, invece, Lei aveva ragione, e oggi quelle profezie sono diventate quotidianità. “Dalla parte d’Oriente un popolo forte, ma lontano da Dio, sferrerà un attacco tremendo, e spezzerà le cose più sante e sacre”. Con queste parole la Vergine Maria si rivolse al tranviere romano per la prima volta nel 1947, nel quartiere popolare delle Tre Fontane, luogo del martirio di san Paolo, preannunciando eventi che hanno segnato la storia dell’Italia e del mondo. Dall’omicidio di Aldo Moro del 1978 all’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001.

Le apparizioni non sono ancora riconosciute ufficialmente dalla Chiesa. Papa Pio XII, che incontrò segretamente e di notte lo stesso Cornacchiola, ha consentito nel luogo delle apparizioni la costruzione di una cappella per il culto; ne ha affidato la custodia ai “Francescani Minori Conventuali” per il servizio religioso.

Nel 1947, mentre l’Italia cercava di rialzarsi dai venti polverosi del secondo conflitto mondiale, il giovane Bruno annotava su un taccuino i messaggi affidatigli dalla Vergine della Rivelazione. Il contenuto inedito e inquietante di queste pagine è stato raccolto dal giornalista Saverio Gaeta nel libro «Il Veggente. Il mistero delle Tre Fontane», per l’editrice Salani.

Lourdes, Fatima, Amsterdam, Rwanda, sono solo alcuni dei luoghi dove la Vergine è apparsa negli ultimi due secoli; ma le parole pronunciate dal 1947 dalla donna con il manto verde e una fascia rosa stretta ai fianchi si intrecciano verosimilmente con eventi che tratteggiano drammaticamente la storia contemporanea. Dalla nuova guerra fredda tra Stati Uniti e Russia ai conflitti civili che distruggono intere regioni del Medio Oriente, dagli attentati di stampo islamico agli scandali che hanno turbato in questi ultimi anni la Chiesa cattolica.

“Non avevo il benché minimo sospetto che mi sarei imbattuto in rivelazioni esplosive e del tutto inedite”, ha testimoniato l’anticlericale poi convertitosi a seguito della apparizioni della Vergine della Rivelazione, come ella stessa ebbe a definirsi nella grotta romana.

Ecco alcuni passaggi del segreto annotato da Cornacchiola e riferito al 12 aprile 1947. “Vi saranno giorni di dolori e di lutti. Dalla parte d’oriente un popolo forte, ma lontano da Dio, sferrerà un attacco tremendo, e spezzerà le cose più sante e sacre, quando gli sarà dato di farlo. Abbiate unito al timore: amore e fede, amore e fede; tutto per far risplendere i santi come astri nel Cielo. Pregate molto e vi saranno alleggeriti la persecuzione e il dolore. Ripeto, siate forti nella Rocca; fate penitenze con puro amore; ubbidienza al vero custode della Corte celeste in Terra – in riferimento al Papa – per trasformarvi la carne del peccato, dal peccato, in santità! Chiamatemi Madre, come fate sempre: lo sono Madre, nel Mistero che sarà rivelato prima della fine”.

Si tratta di parole illuminanti sulla storia del nostro tempo; soprattutto sugli anni difficili che la Chiesa cattolica vive dal 2000, a causa di scandali legati alla pedofilia o al malcostume presente tra i religiosi. “La Chiesa tutta subirà una tremenda prova, per pulire il carname che si è infiltrato tra i ministri, specie tra gli Ordini della povertà”. Ancora, il 3 marzo 2000, in pieno Anno Santo, in uno degli ultimi messaggi – Cornacchiola sarebbe morto l’anno successivo – il veggente, scrive: “Oggi ho avuto una visione molto brutta, che mi ha fatto piangere. Ho visto scorrere molto sangue in San Pietro, tutto il fuori con le scalinate e le colonne intorno e le due fontane. Ebbene, ho visto scolare il sangue e si gridava: ‘A morte i responsabili! Ho avuto una brutta sensazione per il Papa e altri”.

Nell’ottobre del 2014, a sessantanove anni dalla prima apparizione alle Tre Fontane, la copertina di Dabiq, il periodico dello Stato Islamico, sconvolse il mondo civile, pubblicando un fotomontaggio nel quale la bandiera dell’Isis sventolava sull’obelisco al centro di Piazza San Pietro: coincidenza?

Alla nostra domanda risponde l’autore del libro che, in conclusione, regala una piccola confidenza al lettore. “Dal terrazzo di casa mia” – egli scrive – si vede il cupolone di San Pietro, a poche centinaia di metri in linea d’aria. E ci sto molto bene, senza alcuna tentazione di trasferirmi in una lontana campagna. Mi è sufficiente tenere a mente, e riproporre anche al lettore, le parole che in più occasioni la Vergine ha ripetuto: ‘Chi prega non ha paura del futuro‘”.

Articolo: http://www.farodiroma.it/2016/02/23/non-solo-lourdes-fatima-e-medjugorje-torri-gemelle-e-isis-nelle-apparizioni-romane-della-madonna/

Immagini: http://rosarioonline.altervista.org/extra/GDP-TreFontane.html

http://www.secoloditalia.it/2016/02/superga-allisis-tutte-profezie-veggente-si-avverate/

annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

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