Annalisa Colzi
dipendenza del gioco

La schiavitù del gioco mi ha rovinato la vita

La schiavitù del gioco è una droga

Mi chiamo Fabio, ho 52 anni e vivo a Lucca. Per tanti anni sono stato lontano da Dio e, ovviamente dai sacramenti. La schiavitù del gioco mi ha allontanato sempre di più dalla fede. Il mio unico obiettivo era quello di trovare soldi per giocare sempre più.

Non so neppure quanti soldi io abbia perso alle macchinette da gioco ma anche nei night dove mi dilettavo ad andare a prostitute.

La schiavitù del gioco distrugge la vita. La schiavitù del gioco è una droga, una droga potente da cui difficilmente se ne può uscire senza un aiuto esterno. Arrivai a perdere tutto: stima, lavoro, affetti.

Un giorno, stanco di questa vita disordinata, cercai un aiuto e lo trovai al Sert della mia zona. Mi affidai completamente a loro e finalmente ne uscii. La mia vita riprese quota ma mancava ancora un tassello, il più importante: il ritorno a Dio.

A Medjugorje la mia svolta spirituale

Fui invitato da un’amica ad un pellegrinaggio che si sarebbe svolto alla fine di maggio del 2015. Era un pellegrinaggio organizzato dall’associazione Esercito di Maria. Il luogo scelto era Medjugorje.

Fu la curiosità a spingermi a partecipare. Da tempo, infatti, sentivo parlare di questo luogo e della grazia spirituale che se ne ricavava.

Dovetti constatare che davvero Medjugorje è un luogo di grazia e conversione. Io ne ero la prova poiché, da Medjugorje, tornai completamente trasformato. Così cambiato che mia mamma stentava a crederci. Arrivato a casa, infatti, piangevo spesso e mi sentivo un’altra persona. Una persona amata infinitamente, come mai nessuno mi aveva amato.

Prima del pellegrinaggio andavo alla Santa Messa per Pasqua e per Natale. Tornato dal pellegrinaggio, invece, sentii il desiderio di andarvi tutte le domeniche e di confessarmi spesso.

Dopo quella prima esperienza vi tornai di nuovo, questa volta spinto dalla fede.

Oggi posso dire con certezza che a Medjugorje vi è qualcosa di soprannaturale. Nessun essere umano può donare la dolcezza, la pace e l’amore che si respira in quel luogo.

Confesso che per me è sempre un’emozione unica recarmi in questo luogo di grazia e spero di potermici recare di nuovo a breve.

annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

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