Annalisa Colzi
Madre di Dio

La donna più potente del mondo

Maria Madre di Dio

di don Massimo Lapponi

La solennità di Maria Santissima Madre di Dio, con cui si inaugura l’anno civile, getta una calda luce di speranza sulle travagliate vicende dei nostri giorni. Di fronte alla denunciata – e a ragione! – crisi di identità dell’occidente cristiano e democratico, è un segno confortante che a questa crisi sembra non partecipare minimamente la persona di Maria.

Pochi giorni fa usciva un numero nientemeno che del “National Geographic” dedicato a Maria, con il titolo “Mary, the most powerful woman in the world” (http://www.lifenews.com/2015/12/11/national-geographic-names-virgin-mary-most-powerful-woman-in-the-world/). È interessante osservare che nella devozione a Maria convergono non soltanto i mussulmani, ma anche induisti e buddisti. In Sri Lanka, ad esempio, alla festa annuale del santuario mariano di Madhu partecipano molti buddisti, i quali sentono la mancanza di una figura femminile significativa nella loro religione.

Questo ci suggerisce il pensiero che l’influsso della Madre di Dio vada molto al di là dei confini delle chiese che ufficialmente ne riconoscono il culto, cioè la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa.

le profezie

A ben guardare, credenti o non credenti dobbiamo confessare che, stranamente, le straordinarie profezie relative a Maria Santissima si sono avverate puntualmente.
La più celebre e diretta la troviamo nel Vangelo di Luca, sulle labbra stesse di Maria:
«D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata» (Lc 1, 48).
Si discute sulla datazione del Vangelo di Luca. Chi lo anticipa all’inizio degli anni sessanta del primo secolo, chi lo posticipa alla metà degli anni ottanta. In ogni caso la profezia sarebbe sembrata a dir poco eccessivamente audace agli scettici di allora. Non so come spiegano il suo avverarsi gli scettici di oggi!
C’è anche da notare che la Madonna non limita le generazioni che la chiameranno beata a una porzione del mondo: ella, senza eccezioni, parla di «tutte le generazioni»!

Ma c’è un’altra profezia, che bisogna saper leggere con un po’ di attenzione, ma che non è meno reale.

Nel libro della Genesi, dopo il peccato dei progenitori, Dio dice al serpente:
«Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno» (Gn 3, 15).
Il testo suggerisce che ci sia un’ostilità irriducibile tra il demonio e la donna. E infatti come potrebbe non esserci avversione implacabile tra una madre e l’assassino dei suoi figli? Se il diavolo odia la vita, la donna, al contrario, la genera, la nutre, la protegge, la ama appassionatamente. Per questo il diavolo, tentandola al peccato, fa di tutto per portarla dalla sua parte. E, nella luce sinistra degli avvenimenti, sembra in gran parte esserci riuscito.

una profezia di salvezza

Eva è stata definita «la madre di tutti i viventi» (Gn 3, 20), non perché li abbia tutti personalmente generati, ma perché tutte le donne ne hanno seguito il modello. E giustamente noi ci diciamo «esuli figli di Eva, gementi e piangenti in questa valle di lacrime», perché troppo spesso la vocazione materna della donna e la corrispondente vocazione paterna dell’uomo è stata tradita.
Ma i grandi vati dell’oriente e dell’occidente hanno saputo leggere nel profondo dell’animo femminile l’aspirazione ad un amore invincibile verso l’uomo, affidato da Dio alla sua cura. Antigone in occidente e Sita in oriente sembrano incarnare una misteriosa profezia di salvezza, che passa attraverso l’amore della donna.

È nel Vangelo di Giovanni che questa aspirazione del genere umano trova la sua realizzazione e la sua infallibile profezia.
Nel momento solenne della crocifissione Giovanni pone gli eventi centrali e risolutivi della sua narrazione.
«Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me» (Gv 12, 32).
Così nella narrazione giovannea campeggia Cristo crocifisso, che apre le braccia a tutto il genere umano, sormontato da una scritta eloquente, annunciante la sua regalità, posta dalla suprema autorità, nelle lingue che ufficialmente simboleggiano la riunione di tutti i popoli: ebraico, greco e latino.

Donna, ecco tuo figlio

In questo momento sublime viene registrato un altro avvenimento, che ovviamente possiede la stessa cruciale importanza per tutto il genere umano.
«Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: “Donna, ecco il tuo figlio!”. Poi disse al discepolo: “Ecco la tua madre!”. E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa» (Gv 19, 25-27).
Il discepolo che Gesù amava non era soltanto Giovanni: ogni fedele lo è, e ogni uomo è chiamato ad esserlo. Dunque Maria appare qui come la nuova «Madre di tutti i viventi». Così come Eva, ella non è tale perché genera personalmente tutti gli uomini, ma perché costituisce il modello della nuova maternità per ogni donna.

E questo fatto sembra confermato da quanto poco dopo scrive l’evangelista.
I soldati si avvicinano a Gesù, «e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua» (Gv 19, 33-34).
Giustamente i Padri hanno visto adombrato in questi versetti un richiamo alla narrazione della creazione della donna:
«Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo» (Gn 2, 21-22).

Maria figura eminente della Chiesa

Come la prima donna fu tratta dal fianco dell’uomo addormentato, così la nuova donna scaturì dal fianco di Cristo addormentato nella morte. I Padri identificano la nuova donna con la Chiesa, ma è certamente lecito vedere in Maria una figura eminente della Chiesa. E, se ella è «Madre di tutti i viventi» perché modello di ogni madre nel nuovo mondo che sta per nascere, possiamo ben dire dunque la profezia cantata da Maria nel “Magnificat”: «di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono» (Lc 1, 50) dovrà adempiersi in modo paradigmatico attraverso la maternità santificata che genererà, non solo fisicamente, la vita delle nuove generazioni.
Non possiamo certamente negare che anche questa profezia si sia adempiuta. Cerchiamo di rintracciarne alcune luminose tracce – che, come vedremo, vanno ben al di là dei confini del mondo cattolico, o anche del mondo dei credenti.

Un fenomeno a cui non sempre si dà la dovuta attenzione è la grande quantità e l’alta qualità di scrittrici che si è manifestata soprattutto nell’ambito di lingua inglese. In Inghilterra e in America, infatti, è stata più precoce l’emancipazione della donna da ruoli rigidamente determinati dai doveri domestici. Ma assai poco è stato osservato l’incalcolabile influsso che le scrittrici, soprattutto di lingua inglese, hanno avuto nel diffondere nel genere umano sentimenti di umana compassione verso l’umanità sofferente.

santo istinto materno

Che fossero credenti, come la Jane Austen e Harriet Beecher Stowe o (apparentemente) non credenti, come George Eliot e Ouida, non c’è dubbio che dalle loro pagine si è riversato sul genere umano un santo istinto di maternità che soltanto da un cuore femminile poteva scaturire. Solo una donna poteva scrivere “La capanna dello zio Tom” o “Il mulino sulla Floss”. E non c’è dubbio che un segreto influsso mariano ha condotto sia la Beecher Stowe a piangere sulla sorte degli schiavi negri, sia la Eliot a glorificare l’abnegazione sublime di Meg – che ben poche ragazze credenti saprebbero oggi imitare – contro l’irriguardosa brutalità virile di Tom e di Stephen.

Se nel mondo cattolico apparentemente l’emancipazione delle qualità femminili si è fatta più attendere, e se perciò si può in qualche misura dar ragione a Ruskin quando afferma che, con tutto il rispetto e la riconoscenza verso le suore di carità, esse hanno avuto l’inconveniente di sottrarre le energie migliori del cuore femminile alla società civile, rimane però il fatto che la relativa scarsità di scrittrici o eroine laiche nei paesi cattolici è stata abbondantemente compensata dalla quantità incalcolabile e dalla qualità sublime delle religiose e delle sante che hanno costellato la storia della Chiesa negli ultimi due secoli. E quale sia stato l’influsso sulla sensibilità morale di tutto il genere umano di personalità come Teresa di Lisieux, Maria Goretti o Madre Teresa di Calcutta non si potrà mai valutare. E in questo caso il modello mariano è assolutamente evidente ed esplicito.

ti schiaccerà il calcagno

È anche questa un’identità che stiamo perdendo?
Certamente, come era stato annunziato, alla stirpe della donna – e tanto più della Nuova Donna – si oppone la stirpe del serpente. Il quale, con implacabile rabbia, non cessa di insidiarle il calcagno. E non c’è dubbio che apparentemente si deve registrare il suo strepitoso successo nel generare una stirpe di donne – e di uomini – che anziché amare la vita, la odiano. Ma all’inizio di questo nuovo anno, posto, come sempre, sotto la protezione della Madre di Dio e di tutti i viventi, ci consola ricordare la profezia rivolta fin dall’inizio al serpente: tu insidierai il calcagno alla stirpe della donna, ma «questa ti schiaccerà la testa».

Foto di proprietà di http://www.informarexresistere.fr/2015/11/12/ecco-maria-la-donna-piu-potente-del-mondo-sorprendente-reportage-del-national-geographic/

annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

4 commenti

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  • Bellissimo questo approfondimento della figura di Maria e della donna in generale. Veramente supera le apparenze ma entra nella sostanza e nella verita’ e da una grande speranza per tutto il genere umano. E’ veramente una lettura dotta e veramente efficacie che meriterebbe di essere veramente divulgata e amplificata.. O popoli svegliatevi dal torpore e dal sonno……questa e’ la verita’. Grazie……

  • Grazie per questa spiegazione; la prendo con molta gioia ed anche con una piccola nota polemica (chi poi ha seguito determinate catechesi capirà). Il pezzo che mi è piaciuto di più . “Come la prima donna fu tratta dal fianco ………..”. Ho letto da qualche parte di una catechesi relativa ad un fatto ” La nostra devozione esagerata a Maria , sarebbe di ostacolo al nostro ecumenismo con i Fratelli Luterani. Non sono per niente d’accordo , ma qualcuno per cortesia mi delucidi su dette parole .ode a Gesù e a Maria

  • Grazie don Massimo, in settimana se riesco, passerò a trovarti nuovamente.

  • Uno degli scritti più belli di Lutero è il commento al Magnificat.

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