Annalisa Colzi
matrimonio

La comunione ai divorziati, si o no?

Nell’articolo Sinodo, la carica degli innovatori, apparso il 10 ottobre sulla Nuova Bussola Quotidiana, si afferma che «Il cardinale Kasper, come ha reso noto dall’inizio dell’anno, ritiene che la coscienza individuale sia fondamentale per stabilire la nullità di un matrimonio e permetterne un secondo».

Questa affermazione viene dibattuta in modo ampio ed approfondito nell’articolo di Tommaso Scandroglio dal titolo Comunione ai risposati, la coscienza non è una scappatoia; ove si sintetizza così il pensiero del porporato.

«Se Tizio in buona coscienza ritiene che il proprio precedente matrimonio sia nullo allora, tenuto conto del principio del primato della coscienza, è legittimato a comunicarsi. Sarebbe sufficiente per sciogliere il matrimonio la verifica di nullità da parte di un vicario episcopale. O addirittura di un penitenziere. Non servirebbe invece il processo canonico, iter necessario invece secondo l’attuale disciplina della Chiesa. (è una tesi che insieme al card. Lehman già espose nel documento “Per l’accompagnamento pastorale di persone con matrimoni falliti, divorziati e divorziati risposati” del 10 luglio 1993)».

Il rilievo pubblico e sacramentale del vincolo matrimoniale è qualcosa che sfugge in molti casi; e ciò almeno per due motivi. Innanzitutto per il fatto che la preparazione catechetica è in genere molto scarsa; (senza voler con questo negare l’esistenza di lodevoli eccezioni). A maggior ragione quella riguardante un sacramento che di per sé ha una complessità notevole e viene praticato in genere vari anni dopo la fine del percorso di iniziazione cristiana. uando, cioè, molti hanno abbandonato completamente la pratica religiosa.

Il secondo motivo trae origine dalla diffusa mentalità che tende a dissolvere il valore giuridico del sacramento. Come in più campi si sta affermando la concezione relativistica secondo cui la verità dipenderebbe dalle opinioni di ciascuno, così in ambito giuridico si vorrebbe far passare la legittimità del positivismo giuridico secondo il quale le norme, le regole di comportamento dipenderebbero, trarrebbero la loro validità dai fatti come si presentano e non dalla verità propria di ogni realtà.

Verrebbe, insomma, meno la necessità di una fondazione metafisica ed etica al diritto. In particolare, per il matrimonio, poco importerebbe se due giovani convivono, si sposano in Comune o in Chiesa. L’importante è che si amino finché si sentono bene insieme. Poi, quando cominciano a litigare è bene che ognuno vada per la propria strada. Vengono fraintese o misconosciute la valenza pubblica dell’impegno matrimoniale; le regole del sacramento; la realtà dell’unione; senza le quali vi è solo un gioco di sentimenti che non rispetta la complessità dell’essere umano. E dell’impegno tra due persone, sulla base del quale si decide il destino di due adulti. E degli eventuali figli bisognosi di cure ed educazione.

Non sorprenda, quindi, il fatto che si riscontrano superficialità o ignoranza o prevenzioni e fraintendimenti anche riguardo al procedimento pubblico di dichiarazione di nullità. E questo, sia perché spesso non si ha consapevolezza dei presupposti necessari per un matrimonio valido; sia perché non sia ha contezza del lavoro che i Tribunali ecclesiastici svolgono; sia perché non si comprende bene che la Chiesa ha una sua struttura ontologica. Cioè ha una realtà con delle caratteristiche interne che richiedono una regolamentazione, un ordine; sulla base della verità e dell’amore, secondo quanto stabilito da Cristo stesso.

Ora, ciò non toglie che, a motivo della presenza del peccato, per una coppia possa costituire una meta ardua rispettare norme come l’indissolubilità del matrimonio o che per un divorziato risposato sia complesso regolare la propria vita secondo le linee direttive che la Chiesa indica. Questo non stupisce, ma non dovrebbe neanche disarmare o scoraggiare. Si tratta delle sfide che in ogni tempo si presentano al credente e alla Chiesa, Madre e Maestra. Non perché egli o Essa debba derogare alla norma quasi che sia inadatta ai tempi che cambiano; o perché debba trovare soluzioni pastorali tali da portare ad una prassi sacramentale non più coerente con la dottrina. Bensì affinché la Chiesa sia stimolata a mettere in atto risorse sempre nuove di carità. Che possano servire come sostegno alle situazioni più difficili.

Per fare esempi concreti occorre che la Chiesa si chieda come fare per preparare in modo adeguato gli sposi. Anche se ciò richiedesse qualche anno di formazione seria di carattere psicologico, teologico, catechetico.

Ancora, occorre chiedersi come fare per accompagnare, ora più che mai, gli sposi nel loro cammino. Soprattutto quelli che non hanno appoggio solido nella famiglia di origine. A fronte del vuoto di fede, dalla carenza di maturità umana, di solidarietà occorre che la Chiesa si mostri presente con strutture gratuite, ben organizzate e dotate di preparazione a tutta prova; così da poter affiancare sia la quotidianità difficile delle coppie solide sia quella degli sposi in crisi. Senza invadenza, ma con una presenza massiccia, capillare e qualificata nel territorio.

Inoltre, occorrerebbe che i sacerdoti fossero molto più preparati ad affrontare con competenza le dinamiche relazionali che oggi si presentano così complesse. Non va sottovalutato il fatto che un sacerdote, che venga in contatto con situazioni matrimoniali difficili, dovrebbe poter contare, oltre che su un’intensa vita di preghiera, anche sull’aiuto di specialisti (canonisti, psicologi…) a cui indirizzare li sposi.

Ai bisogni occorre rispondere con tanta Fede in Dio, tanta speranza e tanto impegno ed energia; con la convinzione precisa di poter risolvere le situazioni malate in vista della guarigione.

Quest’ultima poi potrà essere, a seconda dei casi, la risoluzione dei problemi relazionali, la scoperta che il matrimonio in realtà non era valido… In definitiva, l’apertura verso un orizzonte di verità e di luce che porti serenità e pace.

Mai infatti, lo ribadisco, mai si può sperare felicità laddove i problemi vengono nascosti dietro soluzioni facili; acconsentendo al desiderio immediato; direi piuttosto alla voglia o alla pretesa del momento, per mettere quieti gli istinti.

Un divorziato, che ha alle spalle relazioni bloccate, come può pensare di intraprendere un nuovo cammino affettivo, senza avere risolto i problemi che stanno a monte della spaccatura precedente? E in più senza il sostegno della grazia di stato, e di praticare il sacramento della Comunione, laddove, spesso, non c’è neanche l’intenzione di seguire un cammino serio di Fede? Se questa fosse retta, subito la persona comprenderebbe la gravità della propria situazione; subito percepirebbe la grandezza della misericordia di Dio; e sentirebbe l’esigenza di risanare la propria vita, costi quello che costi.

Oltre a quanto detto, la Chiesa si potrebbe mettere come obbiettivo una migliore formazione dei sacerdoti riguardo ai procedimenti di dichiarazione di nullità (quanti sacerdoti sono in grado di discernere se occorre mandare una coppia in crisi in un consultorio o da un avvocato ecclesiastico?), anche per poter dirigere i fedeli durante il lungo e spesso complesso cammino che porta alla sentenza finale; potrebbe, altresì, favorire una migliore organizzazione dei Tribunali ecclesiastici; così da metterli nelle condizioni di accogliere e valutare tutta la congerie di domande che oggi li sta appesantendo; e di continuare così ad operare con la consueta serietà, ma in tempi più brevi; facendo affidamento su maggiori risorse anche umane.

Ecco quanto lavoro ci sarebbe da fare (e qui non ho indicato che pochi sommari punti).

Ci sono moltissime ferite che gridano a Dio di essere guarite. Dove sono i medici che si chinano su queste ferite per dare loro il sollievo di cui hanno bisogno; un cammino di verità e di Fede; il sostegno di una comunità adorante; un accompagnamento sincero e disinteressato; professionisti nel campo del diritto e della psicologia in grado di dare risposte valide, durature, competenti per ricostruire vite lacerate e relazioni distrutte; aiuti economici a chi ne ha bisogno?

Viene da chiedersi, dunque, quale misericordia si mostra verso quelle persone, e sono tante, che affrontano il difficile cammino della verifica della validità del loro matrimonio presso i Tribunali ecclesiastici. Il quale comporta sacrifici, attese; e soprattutto esige il coraggio di mettersi in discussione e di andare a fondo nei problemi della propria vita, confrontandosi con esperti.

Quale sarà la sofferenza di costoro quando udranno affermazioni tali da insinuare che inutile è il loro sforzo, allorché basterebbe il tribunale della propria coscienza o poco più per dichiarare la nullità del ? Proprio loro, infatti, sanno benissimo, perché lo hanno sperimentato di persona, come la coscienza di un credente medio (come pure quella dei sacerdoti spesso) è assolutamente inadeguata, nella gran parte dei casi, a valutare i motivi di nullità; in modo particolare laddove si presentano casi che richiedono l’intervento di specialisti per esaminare la condizione psicologica all’atto del consenso.

di Francesca Pannuti

annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

16 commenti

Rispondi

  • A parer mio,prima di acconsentire la comunione,in questi casi,farei seguire questi ex sposati da un padre spirituale,che li possa guidare in un percorso guidato,serio ed impegnativo,per tornare a Dio, capire il passato con i suoi errori e imparar ad ascoltare la propria coscenza.

  • Obiettivo SANTITA’. L’essere umano ha bisogno di Dio ed è cosa certa. In mancanza di esso perchè impedito (divorziato) se ne va in cerca di un altro.

  • La risposta è NO, assolutamente, indiscutibilmente NO. Ogni altra risposta è rea di dare scandalo e portare confusione. E chiunque insinui qualsivoglia dubbio non è cattolico e neanche misericordioso ma solo un ciarlatano che parla a vanvera. Oltretutto il titolo di questo articolo è pessimo. Esiste la comunione spirituale, quella non è preclusa a nessuno se non a chi non riconosce il proprio peccato e non se ne pente. Direi che si è parlato fin troppo su questo tema e sarebbe anche ora che si lasci parlare Gesù Cristo ed il Magistero perenne della Santa Chiesa.

  • Vorrei rispondere a Francesca Pannuti, ma mi rendo conto che non ho la sua cultura e quindi mi sento un pò in difficoltà, e non vorrei essere inadeguata…. vorrei esprimere un pensiero sulla coscienza…..io penso che la nostra coscienza, in qualsiasi aspetto della nostra esistenza, del nostro discernere tra il bene e il male, del nostro capire quanto siamo giusti o sbagliati… Se la nostra coscienza non è guidata dallo Spirito Santo e dalla Parola.. non ha valenza .. Perchè senza Dio siamo il nulla,e la coscienza fine a se stessa porta solo a inorgorglirsi di se stessi..

  • Si insiste ancora una volta sul discorso della coscienza personale, concetto ampiamente, meticolosamente e definitivamente trattato nella lettera diretta ai vescovi della Chiesa cattolica “Circa la recezione della comunione eucaristica da parte dei fedeli divorziati risposati” della Congregazione per la dottrina della fede, Ed. Magistero nr.229 del 14 settembre1994. Indirizzata particolarmente ai Vescovi, (con lettura aperta anche a tutto il popolo di Dio), perche’ innovatori cardinali spinti dalle stesse preoccupazioni dei tempi odierni mettevano in essere … “soluzioni pastorali che in qualche misura entrarono nella prassi, tuttavia esse non ottennero mai il consenso dei Padri e in nessun modo vennero a costituire la dottrina comune della Chiesa ne’ a determinarne la disciplina (pag.3,4)” … alla luce di questa premessa la lettera continua … “in depositum fidei, di fronte alle nuove proposte pastorali sopra menzionate questa Congregazione ritiene pertanto doveroso richiamare la dottrina e la disciplina della Chiesa in materia. Fedele alla parola di Gesu’ Cristo. (pag.5)” … Cara Annalisa, in molte parrocchie si sono organizzati percorsi per fedeli divorziati risposati e coppie di fatto, validissime iniziative pastorali che corrono il rischio di trasformarsi in piccoli focolai di gruppi in attesa che la Chiesa, attraverso il Sinodo, soddisfi le loro legittime richieste. Viceversa, questi percorsi dovrebbero aiutare, illuminare, confortare e penetrare le coscienze delle coppie che vivono questo disagio facendole sentire pienamente innestate come pietre vive del tempio di Dio”. Consapevoli pero’ che l’autentica comprensione e la genuina misericordia non sono mai disgiunti dalla verita’. (pag.3 sempre del citato documento). Grazie sempre dei tuoi articoli che seguiamo con molto interesse. Ciao Bruno e Maria

  • A me sinceramente il modo di indirizzare i divorziati-risposati ad un rapido processo di nullita’ matrimoniale per rimetterli subito belli e puliti nel mondo NON PIACE!!! Ogni matrimonio che crolla non e’ che la vittoria del demonio che approfittandosi della nostra debolezza ne approfitta per farsi grande agli occhi del Signore! Anziché dare loro una rapida soluzione gli chiederei: Avete chiesto aiuto chi davvero puo’ darlo??? Nooo, per carita’ gli psicologi lasciamoli stare: Manca la cosa essenziale: Il confidare in Gesu’, confidiamo in Lui e non abbandoniamolo mai neanche durante le piu’ cruente sofferenze che incontriamo nella vita familiare, vinciamo le tentazioni con il Suo aiuto e Lui interverra’ basta avere fiducia in Lui. Con l’ormai palesato divorzio cattolico (che guarda caso nella maggiorparte dei casi sara’ gratuito) sara’ incrementato il numero dei divorzi e si ridicolizza un sacramento quello del matrimonio: in altre parole se un matrimonio crolla evidentemente e’ perché’ si conosce poco il Signore e la Sua grandezza, quindi si deve cercare di farLo conoscere meglio, beh il modo migliore non mi sembra sia quello di fare vedere che non vale niente visto che la Sua parola puo’ essere tranquillamente ALTERATA-MANIPOLATA a proprio piacimento. A tutte le coppie che stanno vivendo delle difficolta’ SI DEVE DIRE DI CREDERE NEL SIGNORE, a me sembra che la Chiesa oggi, con questi atteggiamenti, stia facendo il contrario. COME FACCIO A CHIEDERE AIUTO AL SIGNORE SE SCAPPO DA LUI!!Colgo l’occasione per rispondere a Marco e sul mio “spargere veleno”
    Secondo me quando si getta “veleno” su qualcuno lo si fa utilizzando la cattiveria magari distorcendo frasi e concetti ed interpretandoli in maniera ingannevole: non mi sembra che io abbia fatto questo, se poi per te quell’omelia (che consigli a tutti, mah) sul ” …. se qualcuno pecca beh Gesu’ ci defende e prega per noi il Padre…” che da per scontato il fatto che si puo’ tranquillamente vivere di peccato tanto Gesu’ e’ morto per noi e mostra al Padre le cinque piaghe, beh secondo me questo e’ ingannevole!!! Penso di aver espresso il mio pensiero in maniera educata e (essendo ospite) senza alzare i toni. Hai detto anche che con questo sinodo non si e’ cercato di far passare niente, va bene e’ il tuo pensiero anche se dubito della tua conoscenza sui temi dibattuti all’interno del sinodo stesso (oltre a leggere la preghiera del papa sulla famiglia e’ bene tu dia un occhiata anche al documento che si e’ cercato di far passare alla fine della prima settimana di sinodo, si quel documento che ha aizzato molti padri sinodali visto che parlava in termini e di temi non dibattuti affatto nel durante la prima settimana). Ho detto anche che ogni giorno ne sento una nuova, l’ultima quella dei tariffari nelle Chiese! Nella mia citta’ non esistono tariffari quando ho benedetto casa, il sacerdote ha si rastrellato tutti i pasticcini ma ha declinato l’offerta in denaro dicendomi testuali parole: ” a no soldi no fate una preghiera per me” .Quando parlo di un papa che vuole farsi bello agli occhi del mondo lo penso davvero: Che necessita’ c’era di parlare in quel modo!!! PERCHE’ quel sacerdote che mi ha benedetto casa deve essere oggetto di critiche ed accusato dal primo che passa che magari neanche lo conosce,senza essere colpevole di nulla? PERCHE’ quando invece Marino ha “benedetto” le nozze gay nella citta’ di Roma dove lui e’ vescovo ha taciuto ? PERCHE’!!!, Lui e’ il pastore dei pastori, quelle pecorelle potrebbero essere perse per il Signore e secondo me anziché pensare agli applausi del mondo farebbe bene a pensare agli applausi del Signore. Quando ha unito in matrimonio quelle venti coppie qualche tempo fa a me ha fatto male ascoltare al tg5 mattino del giorno dopo ( non butto veleno dico gli accadimenti) che una delle coniugi gia con bambini a domanda della giornalista: ” cosa ha detto il papa riguardo la vostra situazione prematrimoniale”, RISPOSTA:” assolutamente niente si e’ dimostrato il papa moderno ed aperto che conoscono tutti”!!! Questo a me fa male perché con queste interviste si butta davvero veleno sulla_Chiesa e sugli insegnamenti di Gesu’ Cristo. La mia e’ solo preoccupazione perché non vorrei che a furia di applaudire, domani ci trovassimo una Chiesa totalmente differente che non parla piu’ di peccato dello STARNE LONTANO e della dannazione dell’anima come conseguenza del peccato. Ieri il mio sacerdote durante la messa ha citato una frase del vecchio testamento: Beato l’uomo che confida nel Signore maledetto l’uomo che confida nell’uomo!! Io ho paura che si vada costruendo la Chiesa dell’uomo che fa comodo all’uomo e che lo fa sentire a proprio agio nonostante viva di peccato e che nessuno si deve permettere di giudicare. Mi sono rimaste impresse le parole dette durante un raduno a Roma ecco il link ( al MIN.48 E al MIN 52)

    https://cosarestadelgiorno.wordpress.com/2014/06/17/la-chiesa-secondo-francesco-discorso-di-papa-francesco-allapertura-del-convegno-ecclesiale-della-diocesi-di-roma-16-giugno-2014/

    dove lui parla della Chiesa di oggi come la “nonna Chiesa” che deve cambiare deve convertirsi deve diventare mamma che genera figli altrimenti corre il rischio di rImanere zitella non feconda!! una Chiesa con sette miliardi di fedeli che accoglie tutti ma che non ti insegna a raggiungere la vita eterna attraverso gli insegnamenti del Signore che Chiesa e’? In quella stessa giornata continuo’ dicendo che la Chiesa non cresce con i proseliti ma per attrazione, ATTRAZIONE MATERNA. io non vorrei che avendo come obbiettivo la costruzione di una Chiesa-attrazione che piaccia a tutti si finisca col colpire i tradizionalisti, il nocciolo duro che sarebbe l’unico ostacolo alla Chiesa moderna! Il mio timore e’ questo, e quando vedo i frati francescani dell’Immacolata o la scomunica alla comunita’ San Pio x o come alti prelati vengono trattati il mio timore sembra essere piu’ di un timore. La Chiesa cresce con gli insegnamenti del Signore che nonostante sia venuto 2000 anni fa non ci ha mai abbandonato anzi nel corso dei secoli ci ha mandato una sfilza di santi che ci hanno indicato come si deve vivere per cercare di dispiacere il meno possibile il Signore, e sinceramente mi viene strano pensare un padre Pio che misericordiosamente accoglie l’adultero fra coccole ed abbracci senza che lo sgridi mettendogli in faccia LA VERITA!!! Padre Pio sbatteva ( nel vero senso della parola) la porta del confessionale IN FACCIA a tutti coloro che vivendo l’adulterio come normalita’ avvisandoli della condanna eterna a cui andavano incontro! Quel mio intervento era a riguardo di un articolo dove il papa parlava del fatto che si parla molto di diritti e spesso ci si dimentica dei doveri: IL PAPA QUANDO PARLA DI DIRITTI DEVE PARLARE DEL DIRITTO ALLA VITA ETERNA E QUANDO PARLA DI DOVERI DEVE PARLARE DEL DOVERE CHE TUTTI NOI ABBIAMO DI RAGGIUNGERLA!!! E’ questo che ogni tanto vorrei sentire dal papa,
    Quando si parla di veleno assicuriamoci che non lo si sparga sulla dottrina bimillenaria della Chiesa Cattolica Apostolica Romana !!! Hai sottolineato l’uso della mia parola “sdegnato”, beh fossi stato a casa mia avrei usato parole un po piu’ forti, vuoi farmene una colpa fallo pure ma quando si mettono in discussione gli insegnamenti di Gesu’ ( e al sinodo E’ STATO FATTO QUESTO) NON RIESCO A TRATTENERMI! Non avercela con me, ho la sensazione di fare parte della nonna-Chiesa quella babbiona che ancora crede nel sacramento del matrimonio, pensa un po credo pure, a differenza di qualcuno, nella castita’ pre-matrimoniale e comunque in quella al di fuori del matrimonio. Nell’ultimo messaggio della Madonna a Medjugorie, il messaggio del 9 scorso, quello boicottato pure da qualcuno che in questi anni ne e’ stato promotore, la Madonna ha detto di pregare per la Chiesa, solo che ha dimenticato una cosa, non ha detto per quale, per la nonna o per la mamma Chiesa.
    CHE IL SIGNORE CI DIA LA FORZA DI NON RINNEGARLO MAI E CHE CI AIUTI A NON CEDERE AL MONDO

  • grazie sempre ANNALISA x mettere in discussione continuamente le nostre presunte certezze con gli articoli proposti Da separata comprendo tutte le difficolta’ ,il disagio ,i dubbi che la coscienza pone a coloro che cercano altro Alla sottoscritta il nosro RE ha riempito con una completezza tale la vitache non le serve altro R ingrazio tutti coloro che coi commenti sempre molto interessanti contribuiscono a fare luce in un tema cosi’ spinoso

  • Cara Annamaria, le faccio presente che innanzitutto Annalisa NON ha messo in discussione alcuna certezza. In secondo luogo poi la invito ad usare aggettivi meno azzardati perché le “presunte certezze” di cui parla sono le certezze che scaturiscono dalla Parola di Dio e dal Magistero perenne della Santa Chiesa, certezze che nemmeno il Vicario di Cristo può mettere in discussione. Da separata, se lei ha subito passivamente il divorzio e vive una vita casta, può e deve, in grazia di Dio(ricordiamoci che esistono X Comandamenti e anche violando gli altri si esce dalla Grazia di Dio), accostarsi al Sacramento dell’Eucaristia. In caso contrario lei DEVE prendere atto della gravità di ciò che ha commesso e percorrere un cammino di penitenza nel quale il non poter accedere all’Eucaristia sia un incentivo a porre fine alla vita di peccato. Io non conosco la sua situazione personale e mi impegno a ricordarla, per quanto mi è possibile, a Dio nella preghiera. Fraterni saluti e auguri di ogni bene.

  • Vi dimenticate cHe il CCC parla di coscienza erronea che deve essere formata…
    Sempre LIRReverendo

  • Caro Giuseppe, la dichiarazione di nullità di un presunto matrimonio, non è il crollo di un matrimonio, ma la constatazione che non è mai esistito (ovvio che ci vorrà la massima prudenza nella valutazione). Perciò, queste persone che credevano di essere unite da questo sacramento, di fatto non lo sono. Ti sembra un problema da poco? E’ corretto far finta di niente? Se non sbaglio anche Giovanni Paolo II aveva chiesto di velocizzare la procedura per permettere a queste persone di crearsi un vita: velocizzare da non intendersi come sinonimo di imprudenza ( come la lentezza non sempre è sinonimo di prudenza).
    Mi ricordi che si getta veleno su qualcuno quando si distorcono frasi e concetti interpretandoli in maniera ingannevole: e tu che stai facendo quando, riferendoti all’omelia di Papa Francesco del 3 giugno 2014 in Santa Marta, dici che “da per scontato il fatto che si può vivere tranquillamente di peccato tanto Gesù è morto per noi è morto per noi è mostra al Padre le 5 piaghe”? Vorrei sapere quante altre persone leggendola trarrebbero le tue conclusioni. Certo la tua forma è educata… ma la sostanza (non tu) è velenosa!
    Per quanto riguarda il tariffario alzi un polverone per niente! Ma quale sacerdote si deve esser sentito ripreso dal Papa? Solo quello che applica delle tariffe per i sacramenti! Quello deve migliorarsi! Tutti gli altri possono dormire sonni tranquilli.
    Ti invito poi a essere meno ingenuo nel credere a tutto ciò che si dice riguardo al Papa. E abbi una fede gioiosa! Non cupa! Fatta solo di obblighi e doveri e di paure, ma,almeno apparentemente, priva di quell’amore di Dio che dovrebbe essere l’ispiratore di ogni nostra azione, di cui i comandamenti ne sono l’espressione! Adesso ti saluto e me ne vado a nanna. Notte.

  • Visto che il tema è spinoso, aggiungo una testimonianza che riguarda me stesso. Con mia moglie sono sposato solo in comune, perché lei era sposata . Purtroppo il suo matrimonio è durato solo un anno , l’ex è scappato con un’altra che era anche amica sua . Mia moglie non avrebbe certo divorziato se non fosse stata costretta da questa circostanza . Sto parlando di circa 30 anni orsono . Io quando la ho conosciuta ero in riavvicinamento alla chiesa dopo la morte di mia madre, la quale dal cielo deve aver interceduto talmente da farmi cadere sulla via di Damasco ( aggiungo Benedetto e Santo quel giorno e quel momento ) . Da quel giorno preghiera , preghiera e ancora preghiera. Confessione sacramenti , gruppi , santo rosario e tanto altro. Il mio confessore di quegli anni ( ora è molto anziano) al quale ho portato anche lei per farla riavvicinare alla fede, visto il cammino spirituale profondo ci ha detto. Vediamo se la tua voglia del Signore è forte. : Stai lontano dall’eucaristia per un certo periodo ( 8 lunghi mesi) andando però sempre a messa e partecipando sempre a tutto il resto , e poi passato questo periodo andate a ricevere l’eucaristia; io mi prendo la responsabilità di questo di fronte al Signore. Tutto questo racconto per arrivare a dire che se c’è una volontà ferrea di cambiare è giusto permettere l’eucaristia ; non deve essere un regalo alla buonista , per paura di perdere fatturato. Io penso sempre molto a questa cosa ; ma cosa mi dirà il Padre Eterno , quando se vorrà sarò davanti al suo cospetto ,riguardo a questa cosa?

  • Il fatto che ci sara’ massima prudenza e’ sicuro e mi fido ad occhi chiusi, infatti i processi saranno abbreviati e resi gratuiti prorpio per NON dare la possibilita’ a tutti di potervi accedere, MA PER PIACERE!!! STANNO CAMBIANDO LA CHIESA DAVANTI AI VOSTRI OCCHI E NON RENDENDOVENE CONTO QUASI APPLAUDITE. Credete alle favole e mi auguro di cuore che il Signore vi illumini, ALTRO CHE INGENUO(non ho solo scritto di sacerdoti ripresi da papa ma ripresi da gente comune senza averne colpa alcuna perché nessuno ha tariffari!)Caro BrunoPER IL BENE DELL’ANIMA si deve dire la verita’ : E’ ADULTERIO, NON CI SONO ALTRE VIE !!! A cosa serve credere in Qualcuno se poi non Gli si riconoscono gli insegnamenti!!! tu puoi conoscere tutte le persone di questo mondo ma non puoi unirti sessualmente con loro, E’ COSI’, Gesu’ non ha detto :” quello che oggi dico vale fino al 2014 dopodiche’ fate come vi pare!!!” Con questo non sto alludendo a nulla, e’ molto probabile e me lo auguro che tu veda il paradiso prima di quanto lo veda io ( se arrivera’ il giorno) ma sappi che quel sacerdote ha contraddetto la parola del Signore e dice bene quando se ne assume la responsabilita’. IL SUO PECCATO E’ PROBABILMENTE MOLTO PIU’ GRAVE PERCHE’ HA INDOTTO IN ERRORE ANIME CHE ANDAVANO INDIRIZZATE SECONDO GLIINSEGNAMENTI DI GESU. Non vuol dir nulla il fatto che la sua attuale moglie era stata lasciata dal marito, il peccato rimane e la penitenza nel suo caso non conta perché non c’e’ il pentimento che e’ ESSENZIALE per ritornare in grazia di Dio. IL SIGNORE E’ GRANDE E’ BUONO E’ MISERICORDIOSO …….tutto quello che vogliamo ma certe volte ci rendiamo conto quando il dono del timor di Dio sia grandioso e aiuti l’anima a capire quale agli occhi del Signore E’ LA VIA DA SEGUIRE! Scusami se parlo cosi’ ma ci sono persone che fanno davvero salti mortali per rimanere fedeli agli insegnamenti del Signore e in questa maniera si finisce per ridurre gli insegnamenti appunto a semplici regole che uno puo’ o meno seguire a seconda dei parroci che si ritrova! NON E’ COSI’ !!! semplicemente perché,non e’ il tuo caso, una persona nella stessa tua situazione potrebbe domani ritrovarsi ad essere lasciato da sua moglie e quindi che fa, visto che non e’ sua la colpa si sente autorizzato a vivere un’altra “famiglia” EVVAI facciamo figli a destra e sinistra E INSEGNAMO LORO COME SI VIVE seguendo il Signore CHE E’ SOLO BUONO AMOROSO MISERICORDIOSO e non potrebbe mai punire un Suo figlio! Andiamo avanti cosi’ che ci ritroveremo un bel mondo dove ognuno fa quello che gli pare e non vi lamentate quando arrivera’ il giorno in cui ci verra’ chiesto il conto. State tranquilli che il 2015 e’ l’anno buono, verra’ concessa la comunione ai divorziati-risposati e tante altre innovazioni per compiacere l’uomo saranno introdotte, io chiedo al Signore di farmi rimanere fedele sempre nella speranza che non mi abbandonera’ mai.

  • Permetti, Bruno, che anch’io provi a darti un consiglio.
    Il Vangelo (la parola di Gesù) riguardo il tuo caso è chiaro: “Chiunque ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio; e chi sposa una donna ripudiata dal marito, commette adulterio” (Lc 16,18).
    Ti invito però a riflettere su questo: è per lo stesso amore che porterà Gesù, sulla Croce, a chiedere il nostro perdono al Padre,che lui ci donerà questo insegnamento.
    Non lo devi perciò intendere come un atto di autoritarismo, freddo, distaccato, che non sente i problemi di chi si trova in questa situazione, ma per quello che è: un atto d’amore.
    E un atto d’amore è sempre per il nostro bene. Se hai fede in Gesù, perciò, anche se ti costa fatica, dolore, e non capisci che male ci sia nella relazione che stai vivendo, sforzati di seguirlo,il suo sostegno non ti mancherà , e alla fine non te ne pentirai!
    Naturalmente non bisogna essere ingenui, non sarà facile, potrebbero esserci cadute, ma, come disse Benedetto XVI, ovunque possiamo cadere, cadiamo nelle sue mani.
    Ti auguro perciò di trovare, nella fiducia in Gesù, l’entusiasmo per iniziare questo cammino (magari con un buon sacerdote al tuo fianco).
    Non scordarti comunque che, anche per te, c’è la possibilità di verificare se il sacramento del matrimonio della tua amica sia effettivamente avvenuto. Auguri!

  • Nel vangelo c’e’ scritto: “Chiunque ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio; e chi sposa una donna ripudiata dal marito, commette adulterio” (Lc 16,18)., ….. ma non dimenticate che c’e’ la possibilita’ di verificare se il sacramento del matrimonio e’ avvenuto!!!!, in quel caso la Mia parola conta zero!

  • La dichiarazione di nullità, riguardo il sacramento del matrimonio, nella Chiesa Cattolica esiste. Se non erro, nel caso in cui uno degli sposi affronti il sacramento con la ferrea volontà di non voler figli, di fatto non è sposato. Chiaramente, perché la valutazione corrisponda alla realtà (che Dio conosce), occorre che gli eventuali sposi siano totalmente sinceri.

  • Vorrei fare una domanda, in seguito articolerò il mio commento.

    La Chiesa Cattolica, ha il potere di rimettere “Qualsiasi Peccato?”

    Ovviamente se, si perché – se,no. perché
    In seguito valuteremo perché si e perché no, ma avrei piacere di conoscere il vostro pensiero

    Tommaso

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