Annalisa Colzi
incinta di suo figlio

Incinta del figlio gay: quando la follia non ha confini

Incinta del figlio gay è diventata nonna

Kyle è single, lavora in un supermercato, ed è gay. Anne-Marie è sua madre ed ha 46 anni. Kyle desidera un figlio e chiede alla madre se le presta il suo utero. La donna, ben felice, accetta. Così Anne-Marie rimane incinta del figlio.

Questa storia assurda e grottesca apre una ferita enorme nella società. Una società dove l’egoismo e il compiacimento personale la fanno da padrone in tante situazioni.

Kyle vuole un figlio ad ogni costo e lo vuole anche con certe caratteristiche. Così Kyle sceglie su catalogo una donatrice di ovulo, valuta il colore dei capelli e degli occhi e accompagna la madre nella clinica dove avviene la fecondazione.

Mi sembra abbastanza normale chiedersi come mai una mamma decida di rimanere incinta del figlio. Come è possibile che si arrivi ad una assurdità simile?

Quando l’egoismo supera la moralità

Questa donna, per puro egoismo, ha generato un bambino con il seme di suo figlio. Né madre né figlio si pongono il problema di che cosa potrà pensare questa creatura. Questo bambino, senza sua colpa, si ritroverà in una famiglia assurda. Sempre che vogliamo chiamarla famiglia.

Non ci sono parole adatte per descrivere l’orrore di questa storia, per descrivere l’egoismo di questo giovane che ha dichiarato: “Capisco che non tutti saranno d’accordo, ognuno ha le sue opinioni ma io ho un figlio e sono molto felice”.

Già, questo è il problema principale della società di oggi. “Voglio a tutti i costi”. Non si pensa più all’altra persona, a che cosa penserà questo povero bambino quando raggiungerà l’età della ragione. No, non è importante per certe menti malate di protagonismo. Importante è ottenere quello che si desidera anche se questo desiderio farà soffrire un bambino. “Ho un figlio e sono molto felice” dichiara Kyle. Importante per lui è la sua felicità non quella degli altri.

Un bambino non lo si compra per puro egoismo

E poi dice Kyle: “Se si è in grado di fornire una casa e il sostegno, non vedo perché a qualcuno dovrebbe essere negato il diritto di essere un genitore. Per avere questo bambino ho pagato io, non è il denaro dei contribuenti”.

Caro Kyle, tu non sei affatto un genitore. Tu non hai le caratteristiche di un genitore. Tu hai comprato un bambino e anche se lo hai comprato con i tuoi soldi, lo hai sempre comprato. Hai pagato con i tuoi soldi un bambino per soddisfare un tuo desiderio. Ricorda però che un bambino non è un giocattolo e non si compra.

E alla mamma incinta del figlio auguro di ritrovare la ragione. Possa contemplare nel suo cuore la grave ferita che, con il suo gesto, ha inferto alla società e soprattutto a questo bambino.

annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

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