Annalisa Colzi
il profumo di cristo e il cibo che non perisce l'olfatto e il gusto

Il profumo di Cristo e il cibo che non perisce

L’olfatto nel profumo di Cristo e il gusto nel cibo eucaristico

Dal profumo di Cristo si spande l’essenza della grazia. Dall’Eucarestia la forza vitale nel cammino di fede. L’olfatto e il gusto. Terza e ultima parte della meditazione di Cristina sulla strada dei cinque sensi nel matrimonio.

L’olfatto: davanti a Dio siamo il profumo di Cristo

“Siamo infatti davanti a Dio il profumo di Cristo” (2 Cor 2,15).

“La mia preghiera sia incenso che sale fino a te” (Sl 141,2)

Il Cantico dei Cantici è tutto un insieme di profumi e di effluvi. La ragazza innamorata dice: “Io sono un narciso della pianura di Saron, un giglio delle valli” (Ct 2,1) e poi: “Ora che il mio re è qui nel suo giardino, il mio profumo di nardo si spande tutt’intorno. Amore mio, sei come un sacchetto di mirra, di notte riposi fra i miei seni. Amore mio, sei come un mazzo di fiori cresciuti nelle vigne di Engaddi” (Ct 1,12-14).

L’olfatto è un senso particolarissimo perché va oltre gli altri sensi. Non tocca, ma è toccato; non sente e non gusta, ma avverte e fa proprio, non vede ma riconosce perfettamente inspirandone tutta l’essenza. L’olfatto si inserisce pienamente nella relazione tra individui. Sappiamo distinguere benissimo il profumo di chi ci sta accanto, non per la marca dell’acqua di colonia, ma per quella conoscenza nel tempo. Fa parte del respiro della vita e, come avvertiamo il profumo sappiamo conoscere anche la puzza. C’è una bella differenza tra il nardo e lo zolfo. Ecco perché è bene avere cura di se stessi, compresa l’anima ovviamente!

il profumo di cristo e il cibo che non perisce

Il profumo fa scendere nell’intimità perché ciò che di per sé è impersonale diventa personalissimo, persino nel modo di pregare oltre che di amare l’altro. È così che ci distingueremo, dal profumo che emaniamo. E se dovessimo scorgere anche “l’afrore” di noi stessi, non rinunciamo mai a cercare un profumo migliore, quello che sale e che ci trasforma. Lo zolfo dei nostri peccati possiamo, se vogliamo, trasformarlo nel profumo più inebriante che ci sia!

Il gusto: il cibo che dura per la vita eterna

“Gustate e vedete come è buono il Signore” (Sl 34,9)

Come ogni senso, tra i cinque, c’è uso e uso e, quando Eva “vide che l’albero era buono come cibo” (Gn 3,6) agì in nome di una “disubbidienza”. Pietro però incoraggia: “Sbarazzandovi di ogni cattiveria, di ogni frode, dell’ipocrisia, delle invidie e di ogni maldicenza, come bambini appena nati, desiderate il puro latte spirituale, perché con esso cresciate per la salvezza, se davvero avete gustato che il Signore è buono” (1Pt 2,1-3).

Il gusto è un senso importantissimo, soprattutto nel matrimonio, perché il nutrimento ė necessario affinché una coppia possa sopravvivere.

Così come il cibo materiale sostiene il corpo, sarà necessario un altro cibo per sostenere le due volontà maschile e femminile, così diverse ma così profondamente necessarie per l’unità!

il profumo di cristo e il cibo che non perisce

Ci vuole il cibo giusto per affinare il gusto e la grandezza del matrimonio sacramento consisterà in un cibo «che non perisce, ma… che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell’uomo vi darà» (Gv 6,27). Il cibo eucaristico! Il cibo che non perisce è Gesù stesso; e anche la sua Parola che è un tutt’uno con Gesù.

Quanti bocconi amari la vita ci presenterà, anche come coppia, nelle delusioni, nella povertà personale che sa amare solo fino a un certo punto.

Il gusto ci permetterà di rendere dolce ciò che è amaro perché quel cibo ha uno specialissimo sapore: la salvezza!

Alla ricerca del Vero Bene

Ecco cara coppia, queste sono le cinque strade del tuo matrimonio sacramento.

Scegli quella più adatta per cominciare a risorgere, se hai bisogno di rinascere o per continuare il tuo meraviglioso cammino.

Noi, proprio quando la nostra storia stava naufragando, ricominciammo dalla strada di un senso, quello del gusto, dell’Eucaristia; e da lì ripartimmo perché, più ne mangiavamo e più i cuori si riempivano di ascolto, sguardi, carezze e profumo che si spandeva tra di noi e verso quelli che avevamo intorno. Un senso tira l’altro nell’armonia del bene, del Vero Bene.

Amare è decisione.

E tu, da quale senso vuoi ricominciare?

Cristina

Prima parte: La vista nel matrimonio cristiano: una strada a cinque sensi

Seconda parte: Il tocco di Dio e l’arte dell’ascoltare

Cristina Righi

Cristina Righi

Mi chiamo Cristina Righi, sono Umbra e vivo a Perugia. La mia vocazione è anzitutto essere moglie, poi madre di quattro figli e poi figlia di un Padre che mi venne a cercare e mi ha trovata!

Con mio marito Giorgio, proprio perché rinati nella coppia, serviamo a tutto campo la famiglia. In particolare io vivo l’accompagnamento spirituale alle persone ferite per donare la GIOIA e uscire dalla tenebra. Insieme a Giorgio siamo Padrini di battesimo di ben 41 figliocci.

Iscriviti alla newsletter

Inserisci il tuo indirizzo email per ricevere le notifiche dei nuovi articoli

Seguici su facebook

Segui L’Esecito di Maria su Facebook

Scarica l’App ufficiale di Annalisa Colzi

Iscriviti alla newsletter

Inserisci il tuo indirizzo email per ricevere le notifiche dei nuovi articoli