Annalisa Colzi

Il giocoliere di Dio

di Annalisa Colzi

Emozionante, dirompente, commovente.

Tre parole per decrivere la sensazione che ho provato nel visionare il film documentario “Il giocoliere di Dio” di Juan Manuel Cotelo, il regista di “Terra di Maria”.

Paul Ponce, figlio di due artisti circensi argentini, segue le orme del padre e all’età di sette anni diviene il bambino giocoliere più famoso del mondo. Con il passare degli anni la sua popolarità si estende fino a Buckingham Palace, dove si esibisce con grande successo.

Il successo gli procura soldi, donne, fama. Agli occhi del mondo ha tutto ciò che un uomo possa desiderare. Eppure, Paul sente che c’è qualcosa di più della fama, dei soldi, delle donne. Capisce che quel vuoto interiore non potrà riempirlo con nessuna di queste tre cose.

Un giorno entra in una Chiesa, così, senza un particolare motivo. Pensa anche di voler ricevere il sacramento che gli manca; la Cresima, poiché in caso di matrimonio è un sacramento che verrà richiesto.

Ma dopo il sacramento della Cresima la potenza dello Spirito Santo inizia ad agire in lui come un giorno agì negli apostoli. Rapito da tanto amore, abbandona le scene per la missione. E in missione vi rimane un anno.

In quell’anno, scopre il motivo del suo malessere interiore. Sente di dover mettere Dio al primo posto e di fare la sua volontà. Da quel momento non collezionerà più avventure femminili ma arriverà addirittura a consacrare a Dio la sua futura sposa che conoscerà solo dieci anni dopo.

Ciò che colpisce, in una società malata di sesso, è la decisione dei due fidanzati, di vivere in castità fino al matrimonio. Paul chiede persino due camere singole quando porta con sé la fidanzata in tournée. Una delicatezza ormai trascurata anche da coppie che vivono la castità prematrimoniale.

Dopo il matrimonio e tre bambini, i due sposi continuano a pregare insieme poiché comprendono che la fonte della vita e della sapienza risiede nella preghiera, nei sacramenti e in una vita di grazia.

Ma Paul, non si ferma alla sola preghiera, egli diviene un instancabile apostolo di Dio. In tutti i luoghi egli ne parla, poiché afferma che: “Se non parli di Dio alle persone come fanno a conoscerlo? E se non lo conoscono si perdono il senso della vita”.

“Il giocoliere di Dio” è un film che riempie il cuore di speranza. Ti fa dire: “Il Pastore buono delle pecore continua a radunare il suo gregge”. Grazie Dio!

annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

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