Annalisa Colzi
lobby

I gay e la loro tolleranza, i gay e le loro lobby, i gay che amano Dio

Ieri sera mi sono messa a guardare in Internet un po’ della trasmissione della La7 “Anno 1”. A dire il vero niente di nuovo all’orizzonte, sempre la solita aria fritta, rifritta e puzzolente. Solite frasi, solite diatribe, soliti personaggi volgari e solito attacco alla Chiesa. Ah, dimenticavo: solita frase che continua a rimbalzare tra una trasmissione e l’altra: “Chi sono io per giudicare un gay?”. Frase detta da Papa Francesco in una intervista, estrapolata, come sempre, dal contesto del discorso. Quindi, per prima cosa vediamo realmente cosa ha detto il Papa in quell’intervista:

Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, ma chi sono io per giudicarla? Il Catechismo della Chiesa Cattolica spiega in modo tanto bello questo, ma dice – aspetta un po’, come si dice… – e dice: “non si devono emarginare queste persone per questo, devono essere integrate in società”. Il problema non è avere questa tendenza, no, dobbiamo essere fratelli, perché questo è uno, ma se c’è un altro, un altro. Il problema è fare lobby di questa tendenza: lobby di avari, lobby di politici, lobby dei massoni, tante lobby.

Quindi il Papa non fa altro che ribadire ciò che da secoli il Catechismo della Chiesa Cattolica dice:

2358. Un numero non trascurabile di uomini e donne presenta tendenze omossessuali innate. Costoro non scelgono la loro condizione omosessuale; essa costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione.

2359. Le persone omosessuali sono chiamate alla castità.

A questo punto le parole del Santo Padre assumono un significato diverso dall’ideologia che i media e le lobby gay hanno voluto dare a queste parole.

Chiarito questo punto, passiamo ad un altro argomento, quello della tolleranza dei gay nei confronti di coloro che desiderano uscire dalla condizione omosessuale per divenire eterosessuali.

In questi casi si scatena una vera e propria caccia all’uomo, come è accaduto nei confronti di Luca di Tolve.

Luca, attivista arcigay, mister gay, inventore di crociere per gay, dopo un percorso di fede e seminari di guarigione dalle ferite, diviene eterosessuale, si sposa e adesso è padre di una bella bambina. Con sua moglie, fonda l’associazione Gruppo Lot per aiutare tanti giovani omosessuali e lesbiche, a guarire in profondità dalle loro ferite e, molti di loro, dopo questo percorso, si sposano con l’altro sesso.

Tutto qui, senza proclami, senza manifestazioni o ingiurie contro coloro che desiderano rimanere nella condizione di gay. Eppure questo percorso di guarigione che tanti desiderano fare urta le lobby gay. E così scatenano, attraverso “ignari” giovani la caccia alle streghe. Li mandano allo sbaraglio nelle piazze a contestare una presunta libertà che però le stesse lobby non offrono ad altri liberi cittadini. Sì, perché se non sei gay, non puoi parlare. Solo loro hanno diritto di parola.

Indottrinano così bene questi giovani da farli sentire continuamente perseguitati, offesi, malmenati, ingiuriati. Si piangono continuamente addosso, desiderano essere il centro dell’attenzione e sentirsi dire “nessuno ti capisce”.

Via, su, un po’ di dignità occorre averla. Sei gay? Stai bene nei tuoi panni? Ok, nessuno vuole farti guarire. Ma perché combatti quelli che invece in questi panni non ci stanno bene? Cosa importa a te, gay felice, se un gay infelice vuole fare un percorso di guarigione dalle ferite interiori?

Luca non può fare la sua testimonianza, ripeto, testimonianza e non indottrinamento, che subito accorrono gli attivisti arcigay. Luca non può fare seminari di guarigione interiore in Chiesa che subito c’è qualche furbo pagato dalle lobby gay che di nascosto si infiltra, Luca non può perdere tempo a denunciare la violazione della privacy perché le lobby gay sono peggio di una piovra. Insomma, Luca non può fare niente perché le lobby gay non vogliono.

Se questa non è intolleranza, ditemi voi cosa è.

Concludo rivolgendo queste parole a coloro che sono gay e che si trovano bene nella loro condizione: Cari gay se volete essere rispettati iniziate voi a portare rispetto ai tanti giovani che decidono di dare una svolta alla loro vita, che è la loro vita e non la vostra. Portate rispetto e non infiltratevi, come topi di fogna, là dove vi sono dei giovani che desiderano donare la loro vita a Gesù.

 Annalisa Colzi

annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

29 commenti

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  • Articolo stupendo.
    Ho letto il blog di Luca e ne sono rimasto affascinato.
    Il garbo non mortifica la determinazione nel perseguire la verità da portare su un piatto dorato alla gente che si interroga e soffre per una condizione di cui non percepisce la portata.
    Sarebbe altrettanto bello ed importante che i sacerdoti si spendessero per toccare nelle loro parrocchie certi argomenti per poter aiutare persone che non sanno a chi rivolgersi per chiedere un minimo di assistenza spirutuale.
    Sveglia , Chiesa di Dio!

  • E’ meraviglioso trovare un vescovo che davanti ad una affermazione come “il problema è se per esempio i nostri figli si trovano come catechisti persone come Adinolfi (inteso persone che dicono bene o male la Verità)” risponde dicendo “sono d’accordo con te, il problema è quello che succede in concreto, quello che succede nel condominio”. Ora non impazzisco per Adinolfi, ma se il suddetto è visto come emblema di chi grida dai tetti la Verità(riguardo ad Adinolfi io non la penso proprio così) sono fiero di essere teoricamente paragonato a lui. E che un vescovo dica certe cose mi scandalizza. Quindi io che, come catechista, insegno tra le altre cose che le altre religioni sono false e che non ci si salva fuori dalla Chiesa, che l’omosessualità è una malattia(perché lo è), io sarei un estremista da emarginare o meglio da condannare??? Già mi sono preso su le mie quando ho parlato di Satana e una mamma ha pensato bene di sbeffeggiarmi, insultarmi e minacciarmi su facebook, che altro devo fare, forse prendere serenamente atto che ormai nella mia amata Chiesa non sono più il benvenuto mentre sono ammessi solo squinternati suggestionabili che in nome di un “volemose bene” risolvono tutti i loro problemi? La carità senza la Vera Fede è ingannevole e fine a se stessa ed è veleno mortifero per l’anima. Tale “carità” è in realtà disumano egoismo, punito con la dannazione eterna. Sì, punito perché Dio punisce, con buona pace di chi lo dipinge come un mattacchione che si fa quattro risate e perdona tutto a tutti incondizionatamente. Ho sinceramente faticato a non rimettere la cena mentre guardavo quella becera trasmissione. Avete visto come oggi viene trattato un successore degli Apostoli: come un cretino qualsiasi cui dare del tu e rivolgendosi a lui in modo sprezzante, usando financo un linguaggio indecente(vedi Busi). Il Vescovo aveva il dovere di difendere la dignità episcopale di cui è stato rivestito da Nostro Signore invece di permettere uno scempio del genere. Quel Vescovo non ha permesso che venisse offeso lui come persona, ma lui come Vescovo.. di questo risponderà in solido insieme coi suoi detrattori davanti a Dio!

  • Cara Annalisa, mi trovi completamente d’accordo su tutti i punti. Abbiamo avuto il piacere di avere Luca di Tolve ed ho sentito la sua testimonianza. Devo essere sincero e fare anche una piccola critica. Abbiamo avuto un ostacolo grande anche ad attaccare le locandine dell’incontro, che chiaramente era di contorno ad un incontro di preghiera con il Don che tu conosci. Molti tra quelli che non dovrebbero avere problemi a propagandare queste cose hanno avuto una paura che mi ricorda le anime per cui prega Santa Faustina il 9° giorno della novena della Divina Misericordia. Solo un sacerdote ci ha concesso senza problemi la sua parrocchia. Piccolo sfogo a parte un caro saluto a Luca e sempre una preghiera perchè continui su questa strada, ed un invito a pregare per tutti coloro che vivono la loro omosessualità come arma per attaccare gli altri invece di stare tranquilli senza tanti Gay pride e viverla come qualche persona di spettacolo di cui non faccio il nome , ma che sono dei veri Signori. Anche perchè poi ci arrabbiamo e facciamo l’Etero Pride e cominciare a chiedere diritti a destra e a manca. ironia a parte un caro saluto a tutti.

  • Io credo che questi “indottinati” siano anche ben pagati, viste le risorse imponenti che hanno le lobby. Ed ancora emerge che la vera folle paura che domina queste ultime è quella della verità, perché chi esce dal giro e rientra in una vita eterosessuale è la testimonianza vivente che il mondo Gay è solo un grande palcoscenico in cui si recita una farsa, per nascondere il vero, grande e disperato bisogno di amore ( agàpe) che hanno queste persone che vengono trascinate nella folle danza dell’eros.

  • Caro Luca (o altri)
    Non sono gay e non voglio difendere nessuno e nessuna categoria, ma solo la verita’.
    Sono un medico ed ho fatto il medico per 40 anni.
    Ho vissuto e vivo in nazioni molto diverse per tradizioni e cultura.
    Vivere delle “proprie esperienze” personali e’ spesso fuorviante e propagarle come “verit’a” e’ criminale (parlo in generale: veda le vicende mediche Di Bella o Stamina) : ergersi a maestri basandosi su queste, e’ arroganza.
    Le verita’ vengono dalla sintesi di quanto soprattutto altri hanno scitto e vissuto. Le nostre esperienze debbono confrontarsi con l’altrui vissuto per essere validate.
    Vorrei suggeirle di leggere
    Bibbia Cristanesimo e Omosessualita’ di Justin Cannon. Magari le servira’.
    Sottolineo che sono un credente in Dio e nella Madonna ma non certo un seguace di “ciarlatani”.

  • ben detto…condivido pienamente. Anche noi siamo genitori di una ragazza lesbica; premetto che siamo cattolici praticanti, e av er saputo dieci anni fa di nostra figlia, è stato veramente un duro colpo… ma poi con l’aiuto di Dio, abbiamo accettato, nostro malgrado nostra figlia. Anche lei cattolica praticante, seguita da alcuni sacerdoti meravigliosi, che l’hanno aiutata in questo cammino piuttosto difficile. Ora , 34 enne, è serena e ha raggiunto un suo equilibrio interiore, grazie anche al suo cammino di fede. Dico ad altri genitori che hanno i nostri stessi problemi….”ACCETTATE I VOSTRI FIGLI COSI COME SONO…PRIMA DI ESSERE VOSTRI, SONO DEL PADRE CELESTE”

  • condivido questo commento, esposto in modo equilibrato
    e chiaro. proprio Giovedì 4 giugno 2015, credo su radio 24,
    il commentatore alla stampa riportava la critica che Repubblica ha fatto verso Luca Di Tolve. A conferma che l’attacco mediatico è su tanti fronti.

  • Caro Pietro, con mio sommo dispiacere coloro che professano verità incontestabili sono solo le lobby gay. Luca dice la sua esperienza che uno può accettare o meno ma da qui a dire che si erge a maestro, mi scusi sa, ma c’è una bella differenza.

  • Salve, Annalisa. Forse avrebbe dovuto guardarla tutta la trasmissione e non “un po’” come lei stessa dice, soprattutto se era nelle sue intenzioni scriverci su un articolo. Se lo avesse fatto, avrebbe capito che la paura, secondo me condivisibile, della società civile in genere e non solo dei gay, è che si faccia passare l’omosessualità come una malattia dalla quale si deve guarire, termine che non a caso compare spesso nell’articolo. È chiaro che chi vuole iniziare questo percorso “di guarigione” è liberissimo di farlo, ma è altrettanto vero che per guarire bisogna essere malati. In trasmissione si diceva appunto che l’indottrinamento consiste proprio nel far percepire l’omosessualità come una malattia. Se tutti nel tuo ambiente ti dicono che sei malato alla fine ti convinci e cerchi di cambiare la tua condizione. Ora come da qui lei sia arrivata a sostenere che sia la lobby gay ad indottrinare gli stessi gay a restare gay, mi è davvero un mistero. Quello che si sostiene casomai è che nell’essere gay non ci sia assolutamente nulla di male e se lo si è, semplicemente è una condizione che va accettata e vissuta esattamente come avviene per un etero. Se questa accettazione stenta ad arrivare è probabile che dipenda dal contesto socio-culturale in cui si vive. Poi ci sono eccezioni che paiono sincere, come il citato Luca di Tolve, che però è bene dirlo, non sono la regola. Del resto la società civile così come anche e soprattutto la medicina o la psicologia, non classificano l’omosessualità come una malattia, ma come un orientamento dettato dal gusto, al pari della preferenza tra dolce e salato per intenderci e questo è quanto, con buona pace di chi sostiene il contrario. Poi se Luca di Tolve si ricrede, trova la fede, si sposa e abbraccia la sua vita, siamo tutti felicissimi per lui senza ironie e senza sarcasmo, ma fare della sua esperienza una bandiera della lotta all’omosessualità che inneggia alla guarigione da una malattia che non esiste, mi pare una scorrettezza non da poco. Peraltro non mi sembra proprio che gli si impedisca di raccontare la sua vita (cosa che fa anche al fianco di extraparlamentari) anzi, ampi spazi gli sono concessi com’è giusto che sia. lo scontro avviene, ripeto, solo sull’utilizzo decisamente improprio del termine “guarigione” che persone come lei si ostinano a millantare. Mi permetto di aggiungere che personalmente pur sostenendo questa causa mi sento ben lontano dall’essere un “topo di fogna” come lei stessa dice. Le ricordo che la protesta è un diritto sancito dalla costituzione. La inviterei in questo senso ad utilizzare termini più amorevoli e compassionevoli, cosa che peraltro la religione che lei tanto sbandiera le chiede.
    Un saluto.

  • Come vedi, caro Antonio, anche tu travisi le mie parole. Nell’articolo non si parla di malattia ma di guarigione dalle ferite. “Topi di fogna” è riferito a tutti coloro che con inganno sono entrati (già due volte) nei seminari di Luca per ridicolizzare il percorso che tanti giovani desiderano fare e la cosa grave è che, in questa maniera, violano la privacy di tutti coloro che vi si trovano creando situazioni imbarazzanti, in quanto hanno ripreso anche i volti. Certo Luca potrebbe denunciarli ma gli è stato consigliato di non farlo perché comunque i “poteri forti” hanno molti soldi.
    Tu dici che Luca può tranquillamente fare la sua testimonianza. Ok, allora la prossima volta ci andiamo insieme per vedere se è come dici tu.
    Intanto ti dico solo che a Ferrara hanno dovuto chiamare la Digos e fino alle 2 di notte sono dovuti stare dentro il teatro. Se questa tu la chiami libertà e rispetto per il prossimo….

  • Salve Annalisa, temo che l’associazione tra “ferite interiori” ed omosessualità sia un’associazione arbitraria esattamente quanto quella tra malattia ed omosessualità, è praticamente lo stesso concetto. Non succede che muore la nonna alla quale eri affezionato e diventi gay. Non vedo equivoci quindi.
    Per quanto riguarda la questione “Luca di Tolve” le argomentazioni hanno preso una dimensione un po’ surreale. Luca di Tolve è solo un ragazzo che ad un certo punto ha realizzato che gli piacevano le donne al posto degli uomini. La cosa personalmente mi sembra del tutto irrilevante, eppure va in giro a fare conferenze, scrive libri, ha una pagina facebook seguita da 5.000 persone, un sito internet, finisce in televisione in prima serata su LA7, siede di fianco a personaggi politici, gli hanno dedicato (o almeno così lui dice) una canzone che ha spopolato a San Remo, e lei sostiene che non abbia la libertà di esprimersi? Mi sembra una posizione un po’ difficile da difendere. Il signor Luca ha deciso di esporsi pubblicamente, le proteste fuori misura fatte tra l’altro da una sparuta minoranza, dovrà tenersele, perché il messaggio che sta passando è scivoloso, soprattutto se visto sotto la sinistra luce dell’”esempio da seguire” cosa che vedo essere spudoratamente sostenuta. Comunque si Annalisa, questa la chiamo libertà. Le mancanze di rispetto purtroppo sono comuni, ma giudicare un’intera comunità dai gesti di alcuni suoi appartenenti è ancor più grave, perché come lei m’insegna è l’atteggiamento che sdogana di tutti i razzismi. Nel suo articolo è impossibile non sentire l’eco di questi concetti ad esempio, con il continuo e ingiustificato utilizzo della parola “lobby”, parola che invece di descrivere una realtà variopinta e intimamente sfaccettata, rinchiude migliaia di vite nell’angustia di una definizione vuota e spietata al cui interno trova spazio solo il pregiudizio.
    Ancora quando dice, con il tono sprezzante e sicuro di chi la sa lunga “cari gay se volete essere rispettati” come se esistessero categorie da rispettare o disprezzare a priori e non fossero invece le singole persone, la sola e unica cosa da tenere in considerazione. Lei tratta i gay come se fossero una squadra di calcio o un partito politico e trovo che questa sia una posizione dozzinale e sterile ma ahimè, decisamente comune. Non mi stupiscono infatti i consensi. Nessuno fortunatamente, ci costringe a vederla nello stesso modo.
    Per la questione “topi di fogna”, trovo che un linguaggio così aggressivo e scomposto sia sempre fuori luogo, al di là di chi sia il destinatario delle sue invettive, soprattutto alla luce della posizione e del ruolo che lei stessa si cuce addosso.
    Di nuovo la saluto.

  • @ Antonio. Ok, purtroppo non ho troppo tempo a disposizione per rispondere. Solo questo: Luca di Tolve non è andato a La 7 hanno mandato in onda una intervista senza chiedere prima il permesso a lui. Questa è democrazia?

  • Desidero precisare che non sono l’Antonio di cui sopra. Vara Annalisa io invece ti porgo i miei complimenti per l’equilibrio con cui hai esposto la tua visuale.
    Antonio S.

  • Mi sembra che la parola lobby la abbia usata anche Papa Francesco, nel contesto di un discorso più lungo da cui vengono estrapolate le parole a proprio tornaconto. La guarigione che si intende è una guarigione spirituale. Di cui tutti abbiamo bisogno. Però mi viene una domanda da fare caro Antonio. omosessuale o gay ? Che differenza esiste tra questi 2 termini ? Perchè è un dubbio che mi tormenta da molto sul significato di questa parola inglese.

  • Visto che il termine topo di fogna ha scatenato stracciamenti di vesti alla Caifa , con l’invito ad usare parole più consone alla religione di appartenenza, faccio notare che l’animale è sbagliato. Siccome è successo anche a me di vedere degli infiltrati a determinate celebrazioni , conferenze , seminari , persone sempre preparate e pronte a focalizzare l’attenzione su di se ed a tenere a lungo il discorso, ecco l’animale giusto è il serpente perchè striscia , è silenzioso e poi parte all’attacco quando vede la preda ed il suo morso qualche volta è letale. Poi è piu vicino all’iconografia che lo ritrae schiacciato sotto la testa di Maria. Il serpente che avvinghia il mondo verrà vinto da Maria. Dopo questa esposizione zoofila e teologica un caro saluto a tutti nella speranza che la Misericordia di Dio ci avvolga tutti, altrimenti non ne veniamo più fuori.

  • come prevedevo (mi piace vincere facile) il mio commento è stato prontamente censurato… un consiglio: datti all’ippica, con la tua predicazione, intrisa di livore e fanatismo, rendi davvero un pessimo servizio alla tua religione di appartenenza e a Colui che l’ha fondata. che lo Spirito Santo possa illuminarti e rammentarti che con la stessa misura con la quale giudichiamo verremo giudicati a nostra volta.

  • se posso approfittarne vorrei articolare meglio quanto detto in precedenza: non ho avuto buone esperienze con la maggior parte delle persone gay che ho conosciuto nella mia vita, mentre uno dei miei più cari amici è un ex gay che ha avuto il dono della conversione e ha abbandonato una vita che viveva in modo conflittuale per abbracciare la fede in modo pieno ed entusiasta, oggi è sposato e ha un bellissimo bambino, è una persona serena e piena d’amore e carità cristiana… pertanto non escludo che si possa cambiare orientamento sessuale grazie alla forza della fede. quello che mi sconcerta è il linguaggio violento e aggressivo che è stato usato fuori contesto. in cosa dovremmo distinguerci come cristiani, rispetto a coloro che non lo sono? io credo nella carità e nell’amore verso gli altri, che non significa tollerare ma accettare e saper accogliere tutti, proprio come fece Gesù che accoglieva con amore anche prostitute, pubblicani e lebbrosi, ossia gente che nella Palestina di quel tempo era considerata impura e pertanto emarginata, ricordando che il giudizio particolare sulle anime non spetta a noi, misere creature, ma all’Altissimo. Madre Teresa, nella sua misericordia, si è sempre astenuta, quando interrogata su questo argomento, dal giudicare o condannare le persone gay, dicendo, in modo simile a quanto fatto da Francesco, “chi sono io per giudicare?” dovremmo pertanto seguire il suo esempio, tenendo a mente che fare diversamente significa sostituirsi al Padre e peccare di superbia.

  • non ho capito con chi la ha mariachiara. aggiungo una cosa: come si fa a rendere un buon servizio alla religione di appartenenza? usando solo la parola libertà di fare tutto cio che si vuole quindi approvando le parole della Genesi ( non è vero che non potete mangiare dell’albero del giardino……….) oppure usando la bilancia della Misericordia e della Giustizia ( Chi non vuole la mia misericordia passerà attraverso la mia giustizia) . Questo e dal diario di Santa Faustina . Illuminatemi , nell’attesa che lo faccia lo Spirito santo come suggerisce maria chiara. Pace a tutti

  • @ bruno
    ciascuno è responsabile delle sue azioni e della sua condotta di vita, davanti alla propria coscienza e di fronte a Dio, che come giustamente tu ricordi, ha lasciato all’uomo e alla donna il libero arbitrio di decidere se nutrirsi dei frutti dell’albero della conoscenza del bene e del male. e se Dio ha lasciato all’uomo la libertà di scegliere chi siamo noi per fare diversamente? non si possono imporre agli altri le nostre convinzioni personali, tantomeno con l’aggressività; si può esprimere la propria opinione o dare un consiglio con atteggiamento amorevole ma nulla di più… o forse preferiamo credere che dare del topo di fogna a qualcuno possa fargli cambiare condotta di vita? io non credo proprio. Dio non ha imposto il Suo amore, l’ha proposto, poi sta a ciascuno di noi accogliere la Sua chiamata e ascoltare la Sua voce. per quanto mi riguarda sono fermamente contraria all’imposizione forzata dell’ideologia gender nelle scuole, così come sono contraria a qualsivoglia tentativo di manomissione di una giovane coscienza in formazione, che sia per scopi politici, sociali o economici. il background di questa ideologia affonda le sue radici in ambienti mondialisti (per esempio il Lucis Trust, dove l’unico padrone riconosciuto è il principe di questo mondo e dove si cerca di edificare il suo regno sulla terra. detto questo, bisogna fare molta attenzione a fare di ogni erba un fascio e categorizzare le persone, privandole della loro identità, cerchiamo di tenere a mente quante volte questo è stato fatto, e quante vite è costata questa cieca intolleranza. la violenza, la divisione sono le armi dell’avversario, non possiamo vincere la battaglia con le sue armi, dobbiamo invece affidarci all’amore che Cristo, nel Suo supremo sacrificio, ha voluto spargere su tutta la terra,

  • Tu parli di aggressività, e mi dovresti dire quando la ho usata.Io non voglio imporre niente a nessuno, ma neanche gli altri devono farlo nascondendosi dietro associazioni o lobby o quant’altro. La parola topo di fogna , che io ho modificato in serpente è un chiaro modo di spiegare determinati comportamenti riguardo a cose successe ai seminari di Luca di Tolve. E cioè al fatto di andare (anzi infiltrarsi) in un posto dove vanno delle persone che non si trovano bene in una certa condizione e contestare il tutto. Non credo che Luca obblighi queste persone ad andare o che le porta incatenate, quindi chi è l’aggressivo ? Ti garantisco che questo tipo di persone non le ho viste da Luca , perchè non ci sono andato, ma le ho viste nei vari incontri che L’avvocato Amato presidente di giuristi della vita tiene in Italia a proposito di ideologia Gender (visto che l’hai tirata fuori nel discorso) , ed anche alle veglie di sentinelle in piedi. ma d’altronde lo sappiamo che chi si mette contro i gay o contro il gender o contro il pensiero unico è un reazionario, omofobo, fascista e quant’altro. Questo è quanto ho sperimentato personalmente . Lo so Dio è amore ma ti dico che dio è anche Padre giusto ? quindi qualche volta il Padre redarguisce i suoi figli che sbagliano strada. Forse il punto cruciale è proprio quà. Noi esseri umani crediamo di avere sempre meno bisogno di Dio , perchè ormai abbiamo tutto e se qualcuno ci redarguisce sui comportamenti ci risentiamo. Forse bisognerebbe leggere di più il Nuovo Testamento ; Lettera Galati Cap. 5. versetto 19.21. ” Del resto le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità, libertinaggio,idolatria,stregonerie,inimicizie, discordia, gelosia,dissensi,divisioni,fazioni,invidie,ubriachezze,orge e cose del genere; circa queste cose vi preavviso , come già ho detto, che chi le compie non erediterà il regno di Dio. Io la leggo spesso per ricordarmi come comportarmi. A questo punto per qualsiasi problema ti prego di denunciare San Paolo o dire che è aggressivo e che manca di carità. Un caro saluto Bruno

  • bruno, sottoscrivo tutto quello che hai detto, quello su cui batto è che non si può, per imposizione, e tantomeno con violenza, che sia fisica o verbale poco importa, cambiare gli atteggiamenti di qualcuno. se poi tu ne sei capace… qui ho sentito spesso attribuire le cause dell’omosessualità a problemi affettivi con le figure genitoriali; ora tu dimmi se per una persona che deve la propria condizione a certi traumi può essere salutare sentirsi chiamare “topo di fogna” o “serpente”. teniamo bene a mente che non è quello che mangiamo che ci contamina, ma ogni parola che la nostra bocca proferisce (o che scriviamo, in questo caso). ci terrei anche a ricordarti che le inclinazioni umane ricordate nella epistola di San Paolo non concernono sono i gay, da quel che mi risulta negli ultimi 10 anni la soglia di età per il primo rapporto sessuale si è drasticamente abbassata, e di questo ne ho riscontri tutti i giorni, visto che sento parlare i figli di amiche di sesso nei bagni delle scuole (medie inferiori!!!) o delle discoteche… sesso nei bagni eh… cose che di solito vengono praticate solo da chi il sesso lo fa per mestiere. quindi ripeto: è inutile categorizzare e prendersela solo con una minoranza peraltro esigua, perchè si tratta di problemi che investono la società nel suo insieme. quanto ai sabotaggi di cui riferisci, ebbene la Verità non può essere sconfitta dall’errore, si può solo perseverare nel dar voce alla propria voce, ma con amore e accoglienza, ricordando che tutti siamo figli del Padre, non giudicando o etichettando le persone. un fraterno abbraccio in Cristo

  • scusa maria chiara, tu non mi hai capito, e non hai capito nemmeno lo scritto di Annalisa. La parola topo di fogna che io ho trasformato in serpente, non è rivolta ad una categoria oppure a quelli che vanno ai seminari di Luca per un problema personale , ma a quei pochi che vanno, o vengono mandati con la chiara intenzione di disturbare il suo lavoro. Hai letto bene che li ci va solo chi ci vuole andare (così spiega Annalisa nel blog) , nessuno viene caricato in macchina e portato li a forza, pertanto mi viene un dubbio e spero di no perchè mi sembri una persona intelligente che tu vuoi per forza difendere chi va li per contestare il lavoro di Luca. Ti dico anche che so molto bene che l’epistola ai Galati è rivolta a tutti. Se avessi voluto infierire su una categoria precisa avrei usato la lettera ai Romani. ma ho usato i Galati per far capire che è da condannare il peccato nelle sue svariate forme. Ora un’altra cosa: quando vuoi mettere in cattiva luce qualcuno, basta depotenziarlo, accusarlo di qualcosa , tipo di mancanza di carità; questo è quello che hai fatto tu con me, ricordando che ogni parola che si proferisce ci contamina; anche se per 2 volte ti ho spiegato che quella parola è riferito al comportamento del momento. Comportamento tipico di una certa cultura: quando vuoi mettere in difficoltà qualcuno basta dargli del fascista, dell’antisemita , del bigotto retrogrado , ed ultimamente aggiungiamo anche dell’OMOFOBO, così siamo al completo. Aggiungo che io non vado ai GAY PRIDE , o alle loro feste, o alle loro riunioni a disturbare . In base al libero arbitrio di cui parlavi nell’altro post, per me sono liberi di fare ciò che vogliono , come io sono libero di non essere d’accordo , e come sono liberi coloro che come omosessuali desiderano andare da Luca di Tolve per partecipare ai suoi seminari. Spero di essere stato chiaro . Ti porgo un caro saluto sempre in Cristo e Maria

  • @bruno
    Salve Bruno. La parola “guarigione” usata in questo contesto è solo fuori luogo. Concordo con lei che tutti abbiamo bisogno di una guarigione spirituale, ma continuo a non capire cosa c’entri questo con l’omosessualità.
    Per quanto riguarda la differenza tra le parole “gay” e “omosessuale” che tanto la perseguita le suggerisco di riferirsi all’etimo. “Omosessuale” viene da omos “lo stesso” e sexus “sesso” che a sua volta deriva da nexus “nesso”, quindi dello stesso sesso.
    “Gay” significa gaio, allegro, gioioso e solo ultimamente è diventato un valido sinonimo di “omosessuale”. C’è un etimo che non mi sento di condividere filologicamente ma che cmq apprezzo molto, che vuole la parola “gay” come acronimo di “Good as you” cioè “buono quanto te” per indicare che non ci sono differenze.
    Un saluto

  • Dunque il problema è la parola guarigione se afferro bene. Mi sembra che la parola guarigione spirituale è associata di solito al peccato. Se si pensa che la situazione in cui si vive possa essere peccaminosa allora puo esserci bisogno di guarigione spirituale ( questo vale anche per altre condizioni, non solo l’omosessualità) , se invece non si considera questa opzione allora credo che non serva più scrivere niente su un sito dichiaratamente cattolico . Anche perchè per il cattolico vi è il catechismo che nei punti 2357 – 2358 – 2359 spiega bene tutto. Vede Signor Antonio, il problema è solo uno. Siamo in tempi particolari, in cui l’uomo dovrebbe prendere ed inginocchiarsi di fronte al suo creatore più spesso , ed invece continua a credere a stupidaggini che il cosiddetto progressismo ci propina in continuazione attraverso i mass media. Ricordiamoci sempre una cosa . nel bene o nel male questa frase “extra ecclesiam nulla salus” . Ha detto una cosa giusta nel suo post “tutti abbiamo bisogno di guarigione spirituale” . Ognuno per i propri problemi, situazioni e peccati vari, nessuno esente. Solo Gesù e Maria l’incorrotta sono senza peccato . Questo è il punto di partenza per essere credente . Un caro saluto in Cristo e Maria

  • forse il paragone “come topi di fogna” non suona tanto rispettoso, per quanto è chiaro sia una reazione ad un torto subìto, sennò con gli insulti si passa esattamente nel torto.

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