Annalisa Colzi
nuovo libro di Papa Francesco quando pregate dite padre nostro
omofobia

Guardiamoci intorno e non parliamo solo di omofobia

bracciale ave maria

Il 16 maggio, per decisione dell’Unione Europea, si è svolta la Giornata Internazionale contro l’Omofobia. L’attenzione è puntata soprattutto sulle scuole, nelle quali si pretenderebbe di formare le nuove menti, i nuovi generi ecc. Nessuno può esprimersi in disaccordo con quanto viene propinato ai nostri figli, perchè subito si verrebbe etichettati come “omofobi”. Quindi se ho capito bene, io non mi devo permettere di etichettare nessuno, ed è giusto. Mi viene chiesto il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali e anche questo è giusto. Deve esserci  l’uguaglianza fra tutti i cittadini e la non discriminazione, ottimo non c’è che dire. Ma poi io non vengo rispettata nelle mie opinioni, nella mia libertà di dire che per me il nero è nero e il bianco è bianco. Perché se lo dico vengo etichettata subito: omofoba!

Intorno a questo argomento c’è un lavorio infinito. Si mettono a disposizione materiali di varia natura (compresi kit con finti – ma ben riprodotti – organi sessuali, profilattici e quant’altro) e strumenti didattici. Libri per bambini con storie di una farfalla che in realtà è un farfallo; un maggiolino che a dire il vero è una maggiolina.

Una lumaca, che non si sa cosa sia, sentenzia che non è importante se si è maschi o se si è femmine (questo va bene, ndr.), quello lo si può scoprire anche dopo (no, questo non va bene, ma dopo quando? ndr), conoscendosi meglio. La cosa più importante è essere per bene, dice la lumaca/o, comportarsi onestamente e lasciare il mondo un po’ migliore di come lo si è trovato. In mezzo ci sono anche testi contro il razzismo e il bullismo. Uno zibaldone che secondo me non chiarisce i pensieri ai nostri poveri bambini, ma li confonde ancora di più, ma forse lo scopo è proprio quello.

Oggi comunque non mi soffermo su questa tematica, cioè l’omofobia. Ho solo una riflessione:  è giusto e sacrosanto essere contro ogni discriminazione. Però ricordiamoci anche quella contro i cristiani e contro tante altre categorie di cui nessuno si occupa. Secondo voi, l’Unione Europea si ricorderà di loro?

immagine da Lorenzo Fontana

Sabina Cantoni

annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

il mio cuore trionferà

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