Annalisa Colzi

Fabri Fibra? Solo tanta spazzatura

Di seguito “un’analisi” sui testi di Fabri Fibra per comprendere come sia cambiato questo personaggio nel corso degli anni. In realtà non mi importa nulla di sapere come è cambiato, tanto la schifezza è sempre la stessa, ma trovo utile questo articolo che mette a nudo il degrado a 360° di uno pseudo-cantante che, ahimè, è tanto amato dai ragazzi. Leggete e poi ditemi il vostro pensiero, ma soprattutto apriamo gli occhi su ciò che ascoltano i nostri figli.

di Laura Tonini

Fabrizio Tarducci aka Fabri Fibra (non n.d.r.) ha bisogno di presentazioni (…) la notorietà del Tarducci è solida e ventennale come un governo DC, ma la sua poliedrica instabilità, insieme alla sua attitudine verso la scrittura, che ha conosciuto più fasi della personalità di Kanye West, sono motivi abbastanza validi per intraprendere una piccola analisi semantica (del significato n.d.r.) dei suoi testi.

Peraltro una delle lamentele generiche più diffuse sul conto del Nostro è proprio la graduale perdita di spessore dei temi: in molti notano che nel proto-Fibra i testi svolazzavano nei pressi di un’ironia isterica e depressa, mentre più tardi è capitato che si trovassero a ronzare intorno a sequenze casuali di parole non particolarmente illuminanti. C’è da dire che questa, a quanto pare, è l’accusa più gettonata in genere per esprimere nostalgia verso il “periodo d’oro” di un artista, che però molto spesso corrisponde di più a un “periodo d’oro” della propria vita personale in cui si frequentava il liceo e non la filiale locale x della Banca x ore 8.15 in cravatta allo sportello chiedendosi dove sia stato l’errore.

(…) procederemo a un’analisi comparata delle due ere geologiche fondamentali di Fabri Fibra usando come spartiacque storico-politico il noto album Mr Simpatia, per esigenze di sintesi e per mio inappellabile gusto personale.

Ovviamente l’onniscienza dell’Internet ci viene incontro: esiste questo comodo strumento in grado di estrapolare le parole-chiave di testi che ho selezionato dagli album del periodo d’oro proto-Fibra cioè Sindrome di Fine Millennio, Turbe Giovanili e Mister Simpatia.

Quindi diamo, letteralmente, la parola a internet:

fibra1
parole chiave dei testi di Fedez nei brani del primo periodo

Che dire di questo schema che non sia già stato detto della depressione maggiore con tendenze borderline? Come dicevamo, nella produzione più antica del Fibroga non c’è molta gioia di vivere, ma di sicuro si possono rintracciare argomenti-cardine di questa pozza di sofferenza:

I RAPPORTI CON GLI ALTRI – LE DONNE ST****E/INUTILI

Se cerchi su un dizionario la definizione di socievole, probabilmente accanto non troverai la foto di Fibra. Già un’indagine superficiale delle sue dichiarazioni ci fa capire che non si tratta di un personaggio particolarmente portato alla socialità (“Manca un mese a Natale e io son già preso male neanche ho più casa al mare / Sto in città a lavorare non passarmi a trovare che ti immagino già rotolare giù per le scale”). Tuttavia, se lo si lascia a casa sua e non gli si rompe il c***o, la situazione rimane gestibile. Soprattutto se messa a confronto con quello che accade quando si azzarda a uscire di casa:

“Punto la pista mentre passano Molella
Non mi serve un passaggio perché io torno in barella.

Di ragazze ne vedo a decine / ciao come stai siamo due cugine / ci passano i bicchieri con le bollicine / Ci chiamano le cagne le barboncine/ dai andiamo che facciamo le storiaccine / c’è la canna che puzza più del concime / c’è la mia s*****ta sulle poltroncine / rido in faccia al buttafuori ed è la fine.
Ecco perché ci sbattono fuori da questo locale.”

Ed ecco perché non stupisce nessuno se lo sbattono fuori. Insomma, Tarducci non sta bene né dentro né fuori, ma quando sta fuori c’è il rischio che sia più fuori del fuori, quindi si meriti di essere sbattuto fuori. Ha senso?

Comunque sia, questo estratto di vita vera ci introduce a un altro tema molto importante: quello delle donne. Ci si lamenta molto spesso che nell’immaginario italiano le donne siano sempre sante o pu****e, ma Fibra elude del tutto questo conflitto millenario evolvendo la distinzione in pu****e o pu****e. Tutte le titolari di una (apparato sessuale femminile n.d.r.) che hanno attraversato la vita di Fibra si sono comportate in uno o più dei seguenti modi, talvolta contemporaneamente:

1. Gli hanno spezzato il cuore facendolo in*****re a morte:

“mi strappo un altro filtro strappando sto cartoncino. Degrado in paranoia come quando ascolto i TiroMancino. Giro in casa con in mano questo uncino. Ti ci strappo le ovaie e che ca**o me le cucino!”

 2. L’hanno perseguitato per secoli dopo una (rapporto sessuale n.d.r.):

 “Io e te non dobbiamo stare neanche esistere insieme abbiamo solo sc****o io neanche ti voglio bene. Puoi tagliarti le vene puoi donarmi anche un rene tocchi solo sto p**e che neanche ti appartiene. Io ti strapperei gli occhi mi smetterai di fissare chiudi sta c***o di bocca che neanche sai in****re”

 3. Gli hanno vietato di assumere droghe e di vestirsi / frequentare persone a proprio piacimento (e dopo sto sbatti nemmeno si sono degnate di riconoscere ufficialmente la loro relazione).

e quante parole che a casa mia non ci si dice
io non voglio fare la fine dei miei troppo infelice
e quindi io mi impegno
c***o mi autoconsegno Chiedendo il tuo sostegno mi vesto come vuoi anche se poi mi sento un legno Cercando di esser degno di stare con il tuo gruppo gente priva di ingegno Il tuo ex non ha contegno e ti chiama il giorno dopo non vuole accettare che sono io ora che ora ti sc**o e la cosa più triste è che tu non glielo dici mentre ascolti le ca****e Di quei falsi dei tuoi amici.

 4. L’hanno mollato, salvo poi farlo pedinare da dei parenti.

la mia ragazza quando mi ha lasciato ha premuto sul mio nome e lo ha resettato Ma quando ho visto dove ha parcheggiato con i pantaloni giù mi sono avvicinato Ma la madre che mi aveva pedinato arriva urlando “lasciala in pace malato!”

che dire, sono belli i rapporti interpersonali, perché ti scaldano il cuore.

FALLIMENTO / SF**A / INFANZIA MALINCONICA

Al contrario dei rapper di oggi, che si buttano sul mercato poco più che minorenni, Fibra ha dedicato un bel periodo della propria esistenza unicamente al risentimento, all’invidia e all’odio per se stesso. In altre parole: Fibra prima di essere un rapper era un impiegato, costretto a un lavoro che potete immaginare quanto gli andasse a genio.

Arrivo tardi e comunque il mio capo è un pazzo che spende i soldi a tr**e vantandosi del suo c***o un giorno mi ha detto “Tarducci vieni in ufficio”

(…) E darti lavoro per me è soltanto un sacrificio. Per quando te ne andrai faremo i fuochi d’artificio.Quando parli coi clienti sembra che stai in galleria. La saggia soluzione sarebbe mandarti via. Io contrattacco e gli mostro il pacco dicendo “c***o mi impegno sempre un sacco”. La sera quando stacco ripenso ma quanto ha fatto questa azienda del c***o però è la tua. Io me ne sbatto

C’è da dire che, quando la base di partenza è una grande serenità interiore, è anche più facile rendere al massimo sul luogo di lavoro:

Io non rimo inietto veleno in questo casino lancio freccette sulla mia foto da bambino. E se ancora non mi ammazzo è grazie al c***o. Il destino mio è fare l’uomo nel mirino mi bagno di benzina tu passami l’accendino sono io nella macchina che investe il motorino con sopra Albertino. Faccio marcia indietro e lo sopprimo sono completamente impazzito. Ho parlato col demonio in maschera e non mi ha capito. Quando ero piccolo mi hanno spinto in piscina senza poi tornare a galla. Per quanta acqua ho inghiottito ho il cervello bollito e un co****ne indolenzito ho un acido in circolo che ancora non ho smaltito. Rinfaccio a mia madre il giorno in cui mi ha partorito. Come auguro la morte ad ogni st****o che mi ha tradito.

In effetti quello del quasi-annegamento non è l’unico episodio che Fabri cita per darci un quadro della sua infanzia, ci sono un sacco di cose di quel periodo che ricorda con piacere:

Quando ero piccolo ero grasso e disgustoso
Ma con un po’ di coca ho perso i chili dal nervoso

In ogni caso diciamo che la strada per l’integrazione sociale appare ancora lunga e piena di ostacoli:

e non ne vale la pena se questo è un lavoro. Meglio farsi in vena almeno per un po’ non sentirò il problema. Vorrei vedere il mio capo andare in cancrena.

Qualunque porta è chiusa a chiave. Quindi incendio i corridoi quando il fuoco arriva ai piedi. La mia testa è in produzione dietro me c’è troppo vita. Ma davanti c’è un plotone. Ricordi quando ho detto su molti non fa effetto. Sbotto a ventotto anni schiacciato come un insetto infetto. E adesso non provo più un affetto. Ingoiando il mio rasoio quando parlo ora ti affetto. Ricordi quando hai detto adesso lui fa il ricco. Quando neanche immagini io quanto sono a picco. Ma se poi c’avessi i soldi per cui tu mi incolpi ancora io ci pagherei uno st****o che ti spari nella gola.

http://noisey.vice.com/it/blog/semantica-dei-testi-di-fabri-fibra

annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

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