Annalisa Colzi
elogio alla follia

Elogio alla follia

Un cristianesimo tutto fuoco e amore

la follia di San Francesco d’Assisi

Non siamo come Erasmo da Rotterdam, che scrisse “Elogio della follia” per sbeffeggiare la vita religiosa agiata e addormentata del XVI secolo, ma in effetti un po’ di elogio alla follia ci vuole.

Quella vera, però. Quella di san Francesco. Egli, lungi dall’essere il poeta ecologista e vegetariano indolore come viene presentato, agì nella Chiesa e nella società del suo tempo come un uragano: non giudicò nessuno, ma travolse i dormienti con un amore divino che era vera fiamma. Parlava poco, ma tutti gli correvano dietro; non prometteva ricchezze o privilegi, ma trascinava le folle a spogliarsi di tutto per sposare Madonna Povertà ed essere felici di Dio solo.

elogio alla folliaUna volta, narra la sua biografia, camminava con un frate verso una città dove era atteso per una predicazione. Sulla via la gente correva per vederlo. «Gli ascoltatori – racconta il biografo – si domandavano l’un l’altro: “Chi sono questi due? Cosa stanno dicendo?”. A quei tempi l’amore e il timore di Dio erano come spenti nei cuori, quasi dappertutto; la penitenza era ignorata, anzi la si riteneva un’insensataggine. A tanto erano giunte la concupiscenza carnale, la bramosia, l’orgoglio, che tutto il mondo pareva dominato da queste tre seduzioni diaboliche.

Su questi uomini evangelici correvano perciò opinioni contrastanti. Alcuni li consideravano dei pazzoidi e dei fissati; altri sostenevano che i loro discorsi provenivano tutt’altro che da demenza. Uno degli uditori osservò: “Questi qui o sono uniti a Dio in modo straordinariamente perfetto, o sono degli insensati, perché menano una vita disperata: non mangiano quasi niente, camminano a piedi nudi, hanno dei vestiti miserabili”. Ciò nonostante, vedendo quel modo di vivere così austero eppure così lieto, furono presi da trepidazione. Nessuno però osava seguirli. Le ragazze, al solo vederli da lontano, scappavano spaventate, nella paura di restare affascinate dalla loro follia». (Legenda dei Tre Compagni, n.34).

Che cristianesimo era questo che faceva scappare le ragazze, timorose di essere rapite dalla follia di Francesco?

Un cristianesimo tutto fuoco e amore, una vera follia per Dio e per le anime.

Il cristianesimo vero.

 Perle di Spiritualità

il Tisbita

annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

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