Annalisa Colzi
disabilità

Diversamente abile per aprire il cuore degli altri

Proprio quella disabilità

mi ha reso orgoglioso di essere al mondo

“In quel cammino ho sentito di averti tolto una piccola parte della tua disabilità, ho sentito dentro di me un grande amore nei tuoi confronti”. Pubblico una bella lettera scritta da un giovane ad un altro giovane. Entrambi sono venuti in pellegrinaggio a Medjugorje e leggete cosa è accaduto…

Ciao Alberto,

come promesso ecco che ti scrivo questa lettera. Ti allego anche le due foto che hanno fatto suscitare in noi una grande emozione. Penso tu abbia anche il diritto di sapere tante cose che sono successe nel nostro viaggio; o per lo meno quelle che sono successe a me .

Io non sono mai stato un grandissimo fedele. Ho sempre reputato che pregare spesso non ha molto senso se non viene fatto dal profondo del nostro  cuore. Ed ecco perché io preferisco parlare con la Madonna a modo mio; come se fosse un’amica da tanto tempo e con un gergo molto giovanile.

Sono partito per questo viaggio con molte richieste da fare. Nessuna era però indirizzata a me; erano piaceri che chiedevo per altre persone, visto che da quando sono nato il Signore mi ha fatto ben capire quale fosse il suo disegno nei miei confronti, Ed è quello di aiutare gli altri e di soffrire insieme a loro di tutto il male che circonda questo pessimo mondo in cui viviamo.

Ovviamente mi ha saputo dare anche momenti bellissimi e momenti per cui lo ringrazio. Ma ha sempre messo alla prova il tempo che mi ha concesso avvicinandomi a persone con problemi o difficoltà , nel modo che io potessi aiutarli come lui indirettamente aiuta tutti; anche se spesso non concepiamo il modo in cui lo faccia.

Come ti ho raccontato sono riuscito in solitudine a salire quel monte; e prendere una strada nascosta agli occhi di tutti. Quel cammino in solitudine è servito per parlare con lui. Per farlo sentire dentro il mio cuore più vicino e per udire nelle mie orecchie la sua voce. Ovviamente dopo essermi lasciato 21 anni di peccati alle spalle con la confessione, penso che sapevo sentire un po’ meglio le sue parole.

Il cammino che mi ha fatto fare non è stato faticoso, ma pieno di felicità e di voglia di arrivare in vetta a quella cima; ma proprio quando pensavo di arrivare ecco che lui a voluto darmi  un suo segno. Il messaggio diretta a me !! sono apparso davanti alla dodicesima tappa “ Gesù muore sulla croce”. Ecco qua! Penso proprio che lui mi abbia preso a schiaffi come dico sempre io.

Cosa  voleva dire, cosa poteva significare quel messaggio? Non  ti nego che nella mia mente per tutto il giorno non ho fatto altro che pensare a quelle quattro parole .

Ed ecco che il giorno dopo conosco un meraviglioso ragazzo. La sua faccia non era sconosciuta. Nel percorso della mia vita ci eravamo già visti. Ma come incrociamo tutti giorni milioni di persone, non possiamo sapere le loro storie. O che cosa loro abbiano di particolare che ci possano lasciare.

Insomma eccoti li accanto a quel pullman, sorridente, ansioso per il momento che doveva accadere, per le fatiche che dovevi affrontare salendo in cima a quel monte, ma con un sorriso contagioso e una luce che significava la grande voglia di vita e di riscatto che hai dentro di te.

Ovviamente  ero felicissimo di mettermi al tuo fianco, e anche se per poco poter strappare una parte della tua disabilità con il mio aiuto. Sì Alberto, proprio così. Io in quel cammino ho sentito di averti tolto una piccola parte della tua disabilità; ho sentito dentro di me un grande amore nei tuoi confronti, quando ai piedi del monte mi hai afferrato la mano e me l’hai stretta.

Proprio quella disabilità che tanto hai odiato, che spesso hai cercato di nascondere mi ha reso felice e mi ha reso orgoglioso di essere al mondo, vedi io ho saputo cosa vuol dire essere visto da molti con occhi compassionevoli oppure essere osservato e giudicato per una diversità, quello però che non sanno è che noi siamo stati fortunati. Sì Alberto siamo più fortunati di tutti coloro che non hanno questo problema. Con le nostre diversità siamo in grado di vedere con occhi diversi quello che ci circonda; siamo capaci di amare in modo più vero; e conosciamo molto bene la parola sofferenza, che ogni giorno ci rafforza per farci passare al giorno dopo.

Io devo ringraziarti perché con i tuoi occhi e con te ho potuto capire quello che il Signore mi ha voluto dire. Sappi Alberto che tutto è stato disegnato prima di noi; che per tutto c’è una motivazione; e che spesso non si deve dire Grazie oppure Scusa. Ma solo ringraziare il Signore per aver fatto che questo accada.

Io ringrazio il Signore per avermi fatto conoscere Alberto. Per avermi dato la possibilità di aiutarti e di sapere che tu sei un mezzo del Signore per far aprire gli occhi a chi di fede ne ha poca, e per questo devi essere orgoglioso .

Sappi che Lui ha per te tante gioie da regalarti anche se spesso non sono visibili o comprensibili .

Da quando ci siamo stretti quella mano puoi dire che nel mondo esiste un fratello che anche se non ha lo stesso sangue o la tua stessa madre, sai che nel momento del bisogno o nel momento di confidarti basta chiamarlo e lui arriverà.

Un Abbraccio Alberto e spero che la mia lettera un po’ confusionale possa averti fatto capire quanto tu sei speciale e quanto tu abbia aiutato me e aiuterai gli altri .

 

annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

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