Annalisa Colzi
cremazione violenta distruzione del corpo

L’oltraggio della cremazione violenta distruzione del corpo

L’oltraggio della cremazione

La cremazione violenta distruzione del corpo che è stato tempio dello Spirito…

Per un cristiano, la cremazione del corpo è un’interferenza nei diritti di Dio.

Nella Bibbia ci sono sì dei casi in cui Dio ordina di bruciare il corpo del defunto, ma questo è sempre segno di giudizio negativo. In Giosuè 7,15.26 si chiede che venga bruciato nel fuoco il corpo di chi aveva trasgredito volontariamente l’alleanza con Dio. Nella Legge mosaica si indica di bruciare i corpi di chi si era macchiato di peccati gravi, come l’incesto (Lv 20,14).

Il corpo lasciato nella terra segue il corso naturale, voluto da Dio, perché tutto quello che accade secondo natura viene dalla volontà positiva di Dio. Il cadavere è sempre stato visto, nella tradizione cristiana, come il seme messo sotto terra, dal quale un giorno Dio susciterà, nella resurrezione ultima, il corpo incorruttibile per tutti coloro che saranno giudicati degni di entrare nel suo Regno come figli.

I nostri padri avevano questa convinzione: ogni elemento del nostro corpo verrà trasformato, e per dire questo si basavano sullo straordinario capitolo 15 della prima Lettera ai Corinzi, che dice: “Così pure nella resurrezione dei morti. Il corpo è seminato corruttibile, e resuscita incorruttibile; è seminato ignobile, e resuscita glorioso; è seminato debole e resuscita potente” (1 Cor 15,42).

Cremazione violenta distruzione del corpo

E’ invece la cremazione violenta distruzione del corpo, che pure – se cristiano battezzato – è stato tempio dello Spirito Santo. Se non altro, per rispetto a questa straordinaria realtà, ci vorrebbe riverenza e umiltà. Perché dobbiamo distruggere violentemente ciò che Dio ha creato? Non ci sono motivi validi, né di natura igienica, né di natura teologica.

Sappiamo: la Chiesa da qualche tempo permette la cremazione (Catechismo Chiesa Cattolica, n.2301), ma permettere non significa equiparare la cremazione alla dignità della sepoltura normale, che risponde assai meglio alla docilità e umiltà verso Dio Padre e Creatore.

Il corpo incorrotto dei santi

cremazione violenta distruzione del corpo

Una motivazione assai bella per convincerci della preferenza della sepoltura tradizionale ce la danno i santi il cui corpo rimane incorrotto anche dopo anni e anni dalla morte. Nella Chiesa Ortodossa questo è anzi il segno che Dio dà per attestare la santità di quella persona. Quando a 30 anni dalla morte aprirono la bara di santa Bernardetta Soubirous, la veggente di Lourdes, per la canonica ricognizione, trovarono la santa perfettamente intatta, come se fosse stata messa lì dieci minuti prima.

La stessa cosa, e anche più clamorosa, fu per san Charbel Makhlouf, il grande santo libanese. A 23 anni dalla morte aprirono la cassa e non solo trovarono il corpo perfettamente intatto, come se dormisse, ma sentirono che da esso proveniva un profumo straordinario che fu percepito da tutti i presenti. Di più: si accorsero che dalla pelle usciva una sostanza che sembrava sudore (cosa impossibile in un corpo senza vita da tanti anni). Questo liquido fu raccolto e attraverso di esso (dato in piccoli lini intrisi ai fedeli) si sono ottenuti per tanti anni numerosi e continui miracoli. Di più ancora: la salma fu rinchiusa in una cripta con sarcofago in pietra. Ebbene: il liquido cominciò ad essudare dalla pietra stessa! A furor di popolo, la salma fu definitivamente tolta da lì ed esposta ai pellegrini e ammalati.

Attesa della resurrezione finale

Si tratta di grandi misteri e miracoli, ma ovviamente tutto questo non sarebbe avvenuto se i corpi dei santi suddetti fossero stati distrutti dal fuoco il giorno dopo la morte.

Il tempo tra la morte e la resurrezione finale è sempre stato visto come tempo di attesa, quindi tempo positivo, compreso per quel corpo che Dio ci ha dato. La materia organica si decompone (ma anche no, abbiamo visto) e questo altro non è che l’ultimo atto di obbedienza a Dio.

Tisbita

annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

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