Annalisa Colzi
conoscere l'umiltà non prendendosi troppo sul serio

Conoscere l’umiltà non prendendosi troppo sul serio

Spirito umile e ilare per conoscere l’umiltà

Per arrivare all’oblio di sé, un altro metodo molto facile è non prendersi troppo sul serio. Un’anima che non si sa prendere in giro non può conoscere l’umiltà. Non siate troppo seri, non abbiate un’idea molto alta di voi stessi. Per dimenticarvi, sentite che ciò che fate non è così importante. Impariamo a prenderci un po’ in giro, a liberarci da questo continuo bisogno di misurare la nostra perfezione, a di voler vedere a che punto siamo arrivati.

Quando facciamo qualcosa di grande e bello, noi abbiamo sempre bisogno di sapere che qualcuno ce lo riconosca. L’anima umile invece sa misurare anche l’insuccesso.

San Luigi Maria Grignion de Montfort, famoso predicatore ambulante, usava il metodo di far costruire delle collinette nelle piazze della città, che egli chiamava “Calvario”, in cima alle quali poi faceva la sua predicazione; i fedeli portavano carriole e secchi di sabbia e si formavano queste collinette sulle quali poi il santo piantava una grande croce di legno. Era il suo metodo, con questa scenografia suggestiva.

Una volta in una città francese volle fare una maxi-collina; chiese al Vescovo e per un mese intero la gente si diede da fare a portare terra e sabbia. Alla fine risultò un calvario enorme, piantò una grande croce e si preparò per la predicazione. Poco prima di iniziare, il Vescovo lo chiamò e gli disse che ci aveva ripensato e che non gradiva la sua presenza: non se ne faceva più nulla. San Luigi, come niente fosse, si congedò e partì per un’altra città. Egli era totalmente distaccato dalle sue opere. Io avrei protestato solennemente. “Eccellenza, avrebbe potuto dirlo prima, avremmo risparmiato un mese di lavoro!”.

Se imparassimo dal Montfort, diventeremmo più umili. Chi è veramente umile non sa mai quello che veramente dona; di fronte all’infinito tutto ciò che è creato è come se non fosse.

Il vero ostacolo all’umiltà siamo noi stessi, il nostro ripiegamento su di noi. Davvero l’unico ostacolo alla divina presenza siamo noi, quando pensiamo troppo noi stessi non viviamo né l’umiltà né il Paradiso. L’umile è sempre gioioso perché non gli è di ostacolo nemmeno il proprio peccato; nell’istante stesso in cui si accorge del suo peccato, egli lo getta in Dio e riceve immediatamente perdono e amore. Conoscere l’umiltà

Tisbita

Tisbita

“NULLA VOGLIO SE NON CHE ARDA”

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