Annalisa Colzi
media

Come i media potrebbero salvare la società

di Don Massimo Lapponi

Giustamente Annalisa Colzi si preoccupa di illustrare ai genitori di oggi come i media corrompono la società. E soprattutto i bambini, che sono i più indifesi. È un’opera meritoria e indispensabile far capire ai genitori, con esempi concreti, in che modo la violenza, la degenerazione sessuale, il satanismo, o anche la semplice videodipendenza per eccesso di contatto con il mondo virtuale insidi l’infanzia e l’adolescenza, e non potremmo essere abbastanza grati a chi, come Annalisa Colzi, si dedica a diffondere questa informazione.

Ma bisogna aggiungere che mettere in luce i gravissimi pericoli nascosti nei divertimenti più diffusi non basta. Oltre ad allontanare piccoli, giovani e adulti dalle occasioni di male, bisogna anche offrire loro un’alternativa. Ora, questa alternativa non può essere soltanto il rosario – con tutto il dovuto rispetto per il rosario, ovviamente!

La vita non è fatta soltanto di preghiera, anche se la presenza di Dio e dello spirito di preghiera dovrebbe sempre accompagnarla. È ovvio che attività e divertimenti segnati dal vizio e dal disordine allontanano la presenza di Dio dall’esperienza umana. Ma vi sono anche divertimenti, attività, impegni di lavoro, di cultura, di arte in cui invece, se pure non lo si dice esplicitamente, o magari non ci si pensa, tutto in qualche modo riflette la presenza di Dio. È proprio l’opera di quella cultura che, come auspicava Giovanni Paolo II, dovrebbe far penetrare lo spirito cristiano in tutti gli aspetti della vita umana.

Ora, dunque, quello che si richiede, dopo aver allontanato le famiglie dai divertimenti pericolosi, è di offrire loro esperienze di divertimento e di attività varia in cui non solo non vi è alcun pericolo, ma che aprono la strada a un sano sentimento religioso. Esistono queste varie attività in cui l’esperienza umana viene penetrata direttamente o indirettamente dallo spirito cristiano?

Esistono certamente! Infatti, prima che gli ultimi decenni penetrassero ogni cosa con lo spirito di ribellione ad ogni regola e di degenerazione sessuale e che cercassero di far sparire ogni traccia di una cultura del tutto diversa, il mondo civile aveva costruito attraverso i secoli una ricchissima cultura umana, religiosa e cristiana che improntava di sé i più diversi ambiti della vita, dell’attività umana e dell’esperienza artistica.

Questo immenso patrimonio di umanità e di cultura, sebbene si sia fatto di tutto per nasconderlo, ha continuato ad ispirare tutte le realizzazioni più recenti che si sottraggono all’inflenza deleteria del dominante clima di decadenza. Pensate, per fare un esempio, alla celebre epopea de “Il Signore degli anelli”. Per realizzare, anche oggi, belle cose, ispirate ad alta umanità e religione, è necessario mantenere un contatto vivo con tutta l’opera della cultura costruita attraverso i secoli – e Tolkien, autore della suddetta epopea, è un esempio evidente di questo fatto.

Ed ecco, ora, il punto paradossale del discorso: quel mondo di cultura umana e cristiana, frutto di secoli di civiltà religiosa, che gli ultimi decenni hanno cercato di far scomparire, grazie proprio ai più recenti e sofisticati mezzi elettronici, è miracolosamente ritornato in vita, ed è diventato disponibile in una misura mai neanche immaginabile in passato!

Tecniche di arte e di artigianato di ogni genere, istruzioni su attività sportive e di gioco, le più belle opere della letteratura di tutti tempi, realizzazioni di spettacoli tetrali, in prosa e in musica, dei più grandi artisti, concerti vocali e strumentali sacri e profani di ogni tempo e luogo eseguiti dai più prestigiosi maestri, film vecchi e nuovi ispirati ai più delicati sentimenti umani e cristiani… Tutto questo e altro ancora è disponibile in rete, non per un pubblico ristretto, non a costi elevatissimi, come avveniva un tempo, ma per tutti e a costo zero!

Non è questa una vera rivoluzione che, proprio con i mezzi tecnici con cui ci si riprometteva di eliminare il passato, ribalta tutto e rimette di nuovo l’umanità in possesso dei suoi tesori immortali in una misura mai prima raggiunta?

Ma se ci sono tutti i mezzi per operare questa rivoluzione, bisogna adesso metterli in opera! E per far questo servono tante Annalisa Colzi che istruiscano le famiglie sul modo di ritrovare, nella giungla insidiosa di internet, il sentiero che ci porterà a scoprire il tesoro nascosto.

Un primo passo in questa direzione lo abbiamo già fatto. Dall’8 dicembre dell’anno scorso esiste un sito creato appositamente per insegnare alle famiglie a sfruttare al massimo le nuove possibilità offerte da internet. L’Abbazia di Farfa ha, infatti, aperto una scuola online per le famiglie in cui sono messe a disposizione utilissime istruzioni di ogni genere e incalcolabili ricchezze di cultura, accessibili a tutti, soprattutto a favore dei piccolo e dei giovani, per dar loro infinite opportunità di occupazione utile e di sano divertimento.

Questo è il link per avere informazioni sulla scuola:

http://www.abbaziadifarfa.it/news/2016/01/04/l-abbazia-di-farfa-propone-a-sostegno-di-tutte-le-famiglie-nuovi-incontri-e-una-scuola-di-formazione/229.asp

Facciamo un esempio.

Una delle istruzioni principali riguarda la musica. C’è, infatti, certamente, una musica perversa che avvicina al diavolo. Annalisa ce ne ha forniti numerosi esempi. Ma non dimentichiamo che la musica l’ha creata Dio per insegnare all’uomo il liguaggio del cielo. Anche se poi l’uomo ne abusa. Allo stesso modo, anche la donna l’ha creata Dio per far conoscere all’uomo la via dell’amore, che porta a Dio. Anche se poi l’uomo ne abusa. Ora, attraverso i secoli la musica è stata lo strumento privilegiato per elevare l’uomo a Dio, e noi abbiamo un patrimonio immenso di musica sublime, e non soltanto nell’ambito della musica sacra, di cui purtroppo giovani e adulti non sanno niente, che educa gli animi ai sentimenti più belli. Vogliamo continuare a tenerne lontano i giovani?

Così, dunque, nella nostra scuola abbiamo messo un insegnamento di musica molto ampio e sviluppato. Perché tutti, a partire dai genitori, possano attingere a questo linguaggio del cielo. Ne riportiamo, ora, un esempio.

Nel brano dell’opera “Cenerentola” di Gioacchino Rossini – un po’ diversa dalla versione più diffusa della fiaba – di cui si riporta qui il video, la protagonista Cenerentola, divenuta sposa del principe, perdona di cuore al padre e alle sorelle che l’hanno vergognosamente maltrattata. E infine esprime con esultanza e riconoscenza la gioia della propria liberazione dallo stato di servitù. Cosa potrebbe esserci di più umano e cristiano? E la meravigliosa musica di Rossini, non imprimerà per sempre nel giovane ascoltatore i sentimenti più delicati?

Questo è il link del brano dell’opera:”

https://www.youtube.com/watch?v=zN7qnOnox9A

Essendo, nel youtube, i sottotioli in spagnolo, mettiamo qui le parole del libretto italiano:

CENERENTOLA Nacqui all’affanno, al pianto. Soffrì tacendo il core; Ma per soave incanto, Dell’età mia nel fiore, Come un baleno rapido La sorte mia cangiò. (a Don Magnifico e sorelle) No, no; tergete il ciglio; Perché tremar, perché? A questo sen volate; Figlia, sorella, amica (abbracciandole) Tutto trovate in me. TUTTI (meno Cenerentola) M’intenerisce e m’agita, È un Nume agli occhi miei. CENERENTOLA Padre… sposo… amico… oh istante! TUTTI (c.s.) Degna del tron tu sei Ma è poco un trono a te. È un nume! CENERENTOLA Non più mesta accanto al fuoco Starò sola a gorgheggiar. Ah fu un lampo, un sogno, un gioco Il mio lungo palpitar. CAVALIERI Tutto cangia a poco a poco Cessa alfin di sospirar.

Foto da http://www.centrosangiorgio.com

annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

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