Annalisa Colzi
bambini

Benvenuti in Italia, un Paese di pedofobi

di Lidia Baratta

Ecco perché ormai detestiamo i bambini. Paolo Crepet: “Il nostro individualismo (o egoismo) non ci fa fare più figli. Abbiamo anche smesso di educarli. Li usiamo solo per autorassicurarci. La nostra è una società pedofoba”

A metà degli anni Sessanta in Italia nascevano 1 milione di bambini. Oggi arriviamo sì e no a metà. «La nostra è una società pedofoba, una società che odia i bambini», ripete lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet. Nel 2014 abbiamo raggiunto il minimo storico delle nascite dall’unità d’Italia, nel 2015 potremmo fare addirittura peggio. Un Paese sterile, che non è più abituato a passeggini, bavette e omogeneizzati. Tanto da chiudere le porte di alberghi e ristoranti ai più piccoli. Come è successo nell’osteria romana “La fraschetta del pesce”, che da tempo (non da ora) espone il cartello «Vietato l’ingresso ai bambini di meno di 5 anni». Con tanto di faccina di bebè in lacrime coperta da una barra rossa.

La nostra è una società pedofoba, una società che odia i bambini.

«Se ci piacessero i bambini ne faremmo tanti», dice Crepet. E invece «siamo di fronte a un continuo calo della natalità, ma questo non sembra sconvolgere nessuno». Tutto poggia, secondo lo psichiatra, su un «egoismo di fondo, che ci porta a pensare ai figli solo dai 35 anni in su. Se succede prima, si tratta nella maggior parte dei casi di un incidente di percorso».

Certo in Italia per ogni 20 euro spesi per gli anziani, se ne spende solo uno per le famiglie e i bambini. E i servizi per rendere “meno traumatico” l’arrivo di un figlio sono praticamente miraggi nel deserto. Da noi meno del 12% dei bambini entro i due anni riesce a trovare posto in un asilo nido comunale, e quelli privati arrivano a chiedere anche 800 euro al mese. Questo accade mentre i trentenni di oggi guadagnano oltre il 10% in meno del reddito medio dell’intera popolazione.

Abbiamo fatto figli quando non avevamo una lira. Il punto è che siamo diventati egoisti. I soldi preferiamo spenderli per altro.

Ma «le questioni economiche non c’entrano», dice Crepet. «Abbiamo fatto figli quando non avevamo una lira. Il punto è che siamo diventati egoisti. I soldi preferiamo spenderli per altro. Vengono prima i ristoranti, i week end fuori porta e le settimane bianche. Mentre i figli sono stati eliminati dalla lista della spesa».

Così non solo finiamo per fare pochi bambini o non farne affatto, «ma non stiamo costruendo neanche una società per bambini». Difficile trovare spazi dedicati a loro nelle nostre città. «All’aeroporto di Fiumicino, che pure è il più importante d’Italia, non esiste uno spazio per bambini. Se vai all’aeroporto di Amsterdam, invece, è la prima cosa che vedi».

Basta guardare anche «come funzionano i tribunali per i minorenni e come vengono gestite le adozioni. Chiunque in Italia oggi può fare il giudice minorile, anche un giudice fallimentare che non si è mai occupato di bambini. Una riforma non c’è mai stata. E gli assistenti sociali che si occupano di minori guadagnano poco e non sono valorizzati per quello che fanno». D’altronde, «i bambini non hanno un sindacato o una lobby che faccia i loro interessi». Sono i grandi, gli adulti, a decidere per loro.

Il controllo ossessivo sui figli è il riflesso delle nostre paure. Il controllo non è educazione. L’educazione è un impegno che comporta fatica e una società egoista come la nostra non è più disponibile a farlo

Ma anche quando i figli li facciamo, «abbiamo smesso di impegnarci per educarli», ribadisce lo psichiatra, che all’educazione genitoriale ha dedicato diversi libri. «I nostri bambini sono maleducati e indisciplinati. Sono d’accordo a non far entrare nei ristoranti i bambini che urlano e non stanno mai fermi. Ma il problema sono i genitori che non li educano, non i bambini».

E non bisogna confondere il controllo ossessivo dei genitori sui figli con l’educazione, precisa lo psichiatra. Programmare ogni giorno della settimana dei bambini con lezioni di musica, inglese, tennis e nuoto; assicurarsi a tutti i costi che vadano nella sezione migliore della scuola migliore; finire per fare i compiti al posto loro: «È solo il riflesso dei nostri problemi, delle nostre paure e fragilità sui bambini», dice Crepet. «Il controllo ossessivo non è educazione. L’educazione non è mandarli a scuola: è un impegno che comporta fatica e una società egoista come la nostra non è più disponibile a farlo».

http://www.linkiesta.it/it/article/2016/01/26/benvenuti-in-italia-un-paese-di-pedofobi/29025/

foto da http://www.verdeazzurronotizie.it/culle-vuote-in-toscana-cosa-succede/

annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

5 commenti

Rispondi

  • Condivido, e ritengo che la responsabilità sia della generazione passata di cui faccio parte Generazione fatta di persone che che non vogliono sentirsi definire anziani o vecchi e vivono, anzi viviamo da diversamente giovani in competizione con i nostri figli che consideriamo sempre troppo giovani, anche dopo i 35 /40 anni per prendersi le responsabilità che noi abbiamo vissuto a vent’anni e dintorni. Come rimediare?

  • Un ritratto folgorante della nostra società. In sostanza, votata al suicidio. Non si investe nel futuro: né ricerca tecnologica e scientifica né figli !

  • ATTENZIONE AI TRASFORMISTI, QUELLI CHE DICONO CIO’ CHE CI PIACE SENTIRE. I PERSONAGGI TELEVISIVI LO SANNO FARE MOLTO BENE. ATTENZIONE

  • E qui,spiacente il linguaggio,mi girano i totani.
    Adesso non so ne se ne quando leggerai questa mia risposta,ma ritengo che fare di tutta un’erba un fascio mi pare esagerato.
    Ormai sappiamo che l’italia, e non per bontà nostra,si è trasformata in un paese ….biiiip,falsamente socialista con mentalità degli italiani vergognosi. e ladri
    Vabbè.
    Ma che sia uno psichiatra che venga a insegnare alle donne,alle mogli /mariti a fare il proprio dovere questo non lo accetto. Gli psichiatri,poi,apice della sinistra più merdosa mi devono fare la predica sulle poche nascite??
    Ma gli do un calcio dove non batte il sole io a quello là,anche se è di una certe fama.
    Avevamo fatto un altro figlio con mia moglie,ma alla v settimana il battito fetale era assente,mia moglie si è sottoposta a raschiamento con tristezza.
    Riproviamoci,ho detto dopo un po’ di tempo io,mia moglie mi ha guardato storto e mi ha risposto:perchè non te lo fai da solo??
    No,caro Crepet,fai silenzio dalla tua cattedra che sei uomo come me,pluripagato e con più soddisfazioni che non le mie da infermiere in questo stato di merda. prendi il mio posto (se ne hai fegato).vedrai quante frustrazioni e pochi soldi
    Cosa avrei dovuto dire a mia moglie?prendiamoci un utero in affitto di una lesbicona negra magari,impiantiamo l’ovulo di mia moglie e il mio sperma e poi aspettiamo??Oppure farla violentare da un moldavo ubriaco arrapato???Io non ho avuto paura di mia figlia quando è nata,altro che pedofobo,ce la siamo tirata sù con le nostre forze,non con soldi che i medici prendono per pagarsi la baby sitter o con l’aiuto di nonnine o suocere. Zero assoluto.
    I figli li facciano chi ha soldi,ma che ne siano bene in grado,senza farmi i conti intasca
    Alla mia età,sentirsi fare prediche del genere mi vien voglia di dargli fuoco!!! Anzi ,Crepet,continua pure a fare trasmission i televisive che le boikotto tutte

Iscriviti alla newsletter

Inserisci il tuo indirizzo email per ricevere le notifiche dei nuovi articoli

Seguici su facebook

Segui L’Esecito di Maria su Facebook

Scarica l’App ufficiale di Annalisa Colzi

Iscriviti alla newsletter

Inserisci il tuo indirizzo email per ricevere le notifiche dei nuovi articoli

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: