Annalisa Colzi
ama e fa' ciò che vuoi

Ama e fa’ ciò che vuoi

L’amore merita… ma quale amore? Ama e fa’ ciò che vuoi

Ama e fa’ ciò che vuoi. “Dilige et quod vis fac”. Sono le parole di Sant’Agostino in commento alla prima lettera di San Giovanni. Questa frase mi è tornata in mente l’altro giorno quando per radio ho ascoltato la canzone “L’amore merita”, brano corale di Simonetta Spiri, Greta Manuzi, Verdiana Zangaro e Roberta Pompa definito “un inno alla libertà e all’uguaglianza di tutte le persone di fronte all’amore”:

L’amore merita

Ora so, di essere quella che avrei voluto essere anni fa tu che sei la mia lei come me, stesso corpo, stessa anima perché nel cuore c’é arcobaleno di parole e inutili bugie, per non morire e quante lacrime per un amore che poi in fondo colpe non ne ha, nessuno merita di odiarsi perché non si accetta al mondo pensa che é diversa un solo bacio e si imbarazza e poi condanna una carezza perché crede in malattia una sporca fantasia quella che da sempre é la storia solo mia.

Ora so crescere, scegliere io scelgo me stessa, scelgo noi. Non sarà facile vivere, ma sarà cielo senza nuvole, perché la libertà non puó costare il mio silenzio. Al mondo grideró il mio segreto. Chi ama capirà. L’amore non ha sesso e nessun prezzo pagherà. L’amore merita di amarsi come e quando vuole nonostante le parole. E la gente che ci guarda e sempre più bastarda parla, ma non dice niente e sente, ma non ci comprende e pensa se alla fine é una bugia. La storia é solo mia

Non sarà solo una bandiera a portare il colore. A raccontare di un’altra libertà che muore perché l’amore né legge né pretesa perché chiamarci amanti é una condanna accesa. Non c’é nessuna vergogna in questo matto amore. Sarà un arcobaleno a fare una canzone perché chi giudica trema e chi ama vince sempre. Nessuno deve soffrire. Nessuno merita di odiarsi perché non si accetta al mondo pensa che é diversa un solo bacio e si imbarazza poi condanna una carezza. Perché crede in malattia una sporca fantasia quella che da sempre é la storia solo mia, la storia solo mia l’amore merita.

Con la “scusa” che si agisce in nome dell’amore possiamo fare quello che ci pare (“chi ama capirà”, davvero? forse non capisco, quindi non amo…). Nel nome della libertà (quale libertà?) tutto va bene, tanto non faccio male a nessuno… Continuo a non capire… quindi sono omofobo (tanto la conseguenza è sempre la stessa). Amore senza paletti, senza regole, senza discriminazioni, “la storia è solo mia” dice il testo.

Ama e fa’ ciò che vuoi” predicava il grande Agostino, una frase che potrebbe compendiarsi bene al testo della canzone, se non fosse per un qualcosa di grande che manca: la Verità. “Fa’ quello che vuoi” è conseguenza dell'”ama”; e amare (lo dice San Giovanni) vuol dire tenere conformata la propria volontà a quella di Dio: “Chi osserva i miei comandamenti e li osserva questi è colui che mi ama” (Gv 14,21).

“Una volta per tutte dunque ti viene imposto un breve precetto: ama e fa’ ciò che vuoi; sia che tu taccia, taci per amore; sia che tu parli, parla per amore; sia che tu corregga, correggi per amore; sia che perdoni, perdona per amore; sia in te la radice dell’amore, poiché da questa radice non può procedere se non il bene” (Sant’Agostino).

Scrive Francesco Agnoli a tal proposito (http://www.libertaepersona.org): “Sant’Agostino è chiaro: ogni verità esca dalla nostra bocca, per amore e con amore. Altrimenti saremo chiamati a rispondere di come abbiamo deturpato, strumentalizzato, offuscato quella verità. Se lo leggiamo bene, infatti, Agostino, benché non usi mai la parola “verità”, parla di amore e di verità insieme. Parla infatti di parole e di correzione, cioè, appunto, di verità. Ma sottolineando l’amore. Tanto che alla fine della frase, dopo l’invito a correggere per amore, invita al perdono: che non è l’abdicazione ad un giudizio, ma il riconoscimento che ogni giudizio umano non definisce e non conclude. Perdono il prossimo quando ho chiaro che non è riducibile alla sua colpa, al suo errore del momento, e che io che giudico, anche giustamente, non sono Colui che solo ha il potere e il diritto di un giudizio definitivo”.

L’Amore (quello con la A maiuscola) viene da Dio (“Dio è amore”)… l’amore delle canzonette lascia il tempo che trova…

annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

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